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LETTERA AI PASTORI

sabato 14 gennaio 2006

di Doriana Goracci

Oggi 14 gennaio 2006 l’Italia da sud a nord è invasa dal sole e comunque è una grande bella giornata non solo metereologicamente, una di quelle giornate che ti invitano ad andare fuori come fosse primavera e senti che nell’aria qualcosa di diverso c’è.

Ci sono dei “pastori” di anime, di elettori, di cittadini che si dicono amareggiati, preoccupati per questo insolito passeggiare per le strade delle due grandi città italiane : Milano e Roma. Da una parte un fiume di donne che si incontrano dopo una notte di viaggio, di attese e complicità, dall’altra una serie di persone che si vogliono bene da tempo e vogliono farlo sapere che intendono vivere insieme come tutti gli altri regolari cittadini d’Italia, tutta gente che, insolito a dirsi, vuole che la legge sia rispettata, uguali gli uni e le altre, con pari diritti e dignità.

Allora dico a questi tristi e preoccupati pastori, che devono farsene una ragione: la transumanza è cominciata senza di loro, le pecore si sono autoconvocate , vanno dove la ragione e il cuore le vuole vicine ed insieme, che poi sarebbe con tutte le altre.

E’ una di quelle giornate in cui si cammina, ci si siede all’aperto, ci si tiene per mano, si sorride e si piange con determinazione, forza e amore.

Cari pastori fatevene una ragione: ci siamo e decidiamo da sol* dove vivere, quando vivere, come vivere e con chi vivere la nostra esistenza.

Messaggi

  • Anch’io sono un pastore, e le mie radici promanano direttamente da una millenaria civiltà nuragica di pastori.
    Pastore di un agnellino di 27 anni che, dopo anni di amore, ora convive, in pace (non ancora in pacs) con una pecorella rumena.... di Roma.
    Mi chiede ogni tanto come mai la sua metà, in uno Stato che si ritiene all’avanguardia dei diritti occidentali, non abbia non gli stessi diritti di sua madre nei miei confronti e viceversa, ma almeno una parte di quei diritti di fronte ai terzi, alle istituzioni e altri pastori più autorevoli di me, suo pastore naturale....... E lui nei confronti della sua pecorella.
    Che rispondergli?
    In attesa del pacs, che verrà, perchè non si può arrestare l’onda con un sasso, gli rispondo, comportatevi come se il pacs ci fosse, tenendovi per mano "con determinazione, forza e amore" .
    Faccio male?
    Un abbraccio
    Antonio