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LUCCA, NO MORATTI DAY : SULLE DICHIARAZIONI DI RAVENNI

martedì 8 marzo 2005

di Daniele Lombardi

Ancora una volta leggiamo sui giornali delle dichiarazioni degli esponenti della destra lucchese che intendono sminuire lo spirito della manifestazione del 10 marzo per protestare contro la presenza a Lucca della ministra Moratti e liquidarne i contenuti come atti di “inciviltà dettate dalla strumentalizzazione ideologica”:

Non riusciamo a capire perchè il presidente di AN Ravenni punti il dito contro la situazione delle scuole in Italia: è qualcosa che sappiamo bene e non sentiamo il bisogno che sia lui a dircelo. Certo che la scuola superiore così com’è non va: troppe bocciature,troppa distanza dai bisogni degli studenti.

Ma la Riforma Moratti sta cambiando le cose esattamente nella direzione opposta alle necessità, perché porta indietro l’obbligo scolastico quando dovrebbe essere portato a 18 anni, perché confonde scuola e formazione professionale; perché canalizza precocemente i ragazzi quando questi avrebbero bisogno di più tempo e di più opportunità per scegliersi il proprio destino di vita; perché compromette l’approccio laboratoriale e pratico della scuola, demandandola alle imprese private.

Ed è davvero quindi grottesco che Ravenni cerchi di convincerci che la riforma Moratti “vorrebbe porre rimedio” al grado di “bocciature” degli studenti italiani quando, fra le altre cose già dette sopra, una delle maggiori novità introdotte dalla riforma nella scuola superiore è la valutazione biennale degli studenti prevedendo esplicitamente la possibilità di bocciare già al primo anno del biennio valutativo gli allievi che presentino una situazione di precarietà (che potrà comprendere anche il voto il condotta, precedentemente abolito e reintrodotto proprio dalla riforma Moratti).

Quanto all’accusa sulla politiche della regione Toscana che secondo il presidente di AN dovrebbero essere chiare agli studenti e insegnanti che parteciperanno alla manifestazione, Ravenni dimostra di non aver letto nemmeno una virgola del documento di convocazione della manifestazione, nella quale fra i punti fondanti c’è proprio la presa d’atto che “la sperimentazione dei percorsi integrati, avviati anche nella Regione Toscana e in provincia di Lucca, comporta la deportazione di studenti selezionati precocemente verso la Formazione professionale, l’aumento della dispersione e la privatizzazione della scuola”.

Quello che non dice Ravenni è che tutto questo altro non è che un’anticipazione della Riforma Moratti e che venga fatta da un governo regionale di centrosinistra non cambia affatto la nostra posizione di dissenso.

Infine, a differenza di Ravenni non vediamo affatto quella maggioranza silenziosa che “sperimenta la riforma”, la realtà invece è ben altra: lo scorso anno scolastico un forte movimento ha bloccato la distruzione del tempo pieno e una tenace resistenza dei docenti e dei genitori delle scuole elementari ha determinato un’ampia disapplicazione della Riforma costringendo la Moratti a fermarsi. E’ davvero singolare che Ravenni parli quindi di un consenso nascosto verso le poltiche del governo mentre il 15 novembre novembre per l’abrogazione della Riforma hanno scioperato anche nella provincia di Lucca il 60% dei lavoratori della scuola, e, in questi giorni, negli atenei italiani stiamo assistendo a una fatto mi visto prima nella storia del nostro paese: un opposizione unitaria di professori, studenti e rettori alla riforma Moratti in materia di università pubblica.

Pensiamo che in realtà la preoccupazione di Ravenni, come del Sindaco Fazzi, è che il 10 marzo il vero evento per la città di Lucca non sarà l’inaugurazione, in un fortino difeso da un esercito, della scuola degli Alti Studi (che confermiamo essere un istituzione che sottrae risorse alla ricerca pubblica per darle a quella privata) ma sarà una libera e pacifica manifestazione del mondo della scuola che dimostrerà a tutti, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto anche nella nostra città sia forte e diffuso il dissenso verso la ministra Moratti e le sua controriforma della scuola.

Daniele Lombardi

Responsabile Movimenti e Cultura

PRC di Lucca