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La Festa dell’Humanité 2006 a Parigi

giovedì 21 settembre 2006

Cominciamo

Come ogni anno, al parco della Courneuve, a nord di Parigi, nel cuore di una banlieue operaia, dove migliaia di immigrati e di "indigeni" si fondono e si confondono in un paesaggio urbano dove le casette in mattoni si mescolano ai casermoni delle "cités", si é svolta la Festa del giornale del PCF, l’Humanité.

Tre giorni in tutto, dal pomeriggio di venerdi’ 15 alla sera di domenica 17, e più di 500.000 visitatori !

Noi del Collettivo Bellaciao, insieme con i compagni del Circolo del PRC di Parigi, avevamo un programma ambizioso, fatto di gastronomia, di musica e di dibattiti. Le ridotte dimensioni del nostro stand, ottenuto avventurosamente all’ultimo momento, ci hanno costretto a "ridimensionare" il nostro progetto. Ma é andata bene lo stesso.

Grazie a Rifondazione Comunista

Le magliette con tanti colori e tanti slogan, le bandiere del PRC, della Sinistra europea, della pace, della Palestina e del Venezuela, il faccione di Chavez e la foto di Fidel si confondevano con le sagome dei nostri giovani e vecchi visitatori e con le facce allegre dei compagni, indaffarati al banco del bar e a quello dei t-shirt per recuperare le spese e per guadagnare - perché no ? - qualche soldo per finanziare le attività del circolo di Rifondazione e del collettivo Bellaciao.

Nei mesi scorsi avevamo avuto contatti con i compagni di alcuni circoli del PRC della Toscana, per averne un sostegno utile a realizzare la nostra partecipazione alla Festa.
Quattro compagni sono venuti a Parigi, con la loro esperienza e con la loro voglia di « fare esperienza », di vivere una festa tanto diversa da quelle del quotidiano del PRC, Liberazione, in Italia, che si sviluppano nell’arco di settimane.

venerdi: prima sera

Lo spazio a disposizione era poco, ma l’ingegnosità del nostro segretario e la buona volontà dei compagni lo ha moltiplicato e siamo riusciti a tenere lo stand dalla mattina a tarda notte - qualcuno ci é rimasto anche la notte - mettendo bene in vista le nostre bandiere, l’ormai famoso striscione giallo di Bellaciao, il materiale informativo della Sinistra europea.

In tanti sono venuti a trovarci.

Una delegazione palestinese, con Hind Khoury, delegata generale di Palestina in Francia, per ringraziare gli animatori del sito bellaciao.org per il sostegno alla causa del popolo palestinese e del posto occupato dal problema mediorientale nella linea editoriale del sito.

Venezuela socialista

Bruno Jaffré e Paul Sankara il fratello di Thomas Sankara ed altri dell’omonima associazione hanno discusso con noi allo stand la possibilità di organizzare un’iniziativa in Italia in occasione del ventennale dell’assassinio di Thomas Sankara, presidente della Repubblica del Burkina Faso, contemporaneamente a quella che avrà luogo a Parigi il 15 ottobre prossimo. Grazie ai compagni toscani presenti, abbiamo già avviato contatti con i circoli PRC di Poggibonsi e Colle Val d’Elsa per dar vita a questa iniziativa.

Due deputate del Movimento V Repubblica al parlamento venezuelano sono venute a testimoniarci con tutta la loro esuberanza latina l’amicizia del movimento.

Palestina vivra’. Palestina vincera’

Joe Le Guen, famoso in Bretagna, é stato al nostro stand per sottolineare la sua solidarietà con il segretario del nostro circolo ed animatore del Collettivo Bellaciao, Roberto Ferrario, denunciato per diffamazione dai Cantieri Navali dell’Atlantico per aver diffuso sul nostro sito un comunicato della CGT-marittimi di Saint Nazaire dove si denunciavano le condizioni di supersfruttamento dei dipendenti di una delle tante ditte di subappalto impiegate nella costruzione navale.

François Houtart, co-fondatore del Forum Sociale di Porto e fondatore e presidente del Centre tricontinental (Cetri) é passato dal nostro stand e si é intrattenuto a lungo con i compagni presenti.

Viva Chávez y Fidel

Joelle Carpentier, traduttrice in francese dell’ultimo libro del compagno Fausto Bertinotti, é passata a fare una chiacchierata.

I compagni italiani non la finivano più di riempirsi gli occhi del caleidoscopio di etnie che popolavano i viali della festa, ma anche gli stand, dove la sinistra di tutto il pianeta era rappresentata con la sua cucina, le sue musiche, le sue danze, il suo artigianato e, soprattutto, le sue idee politiche ed i suoi progetti per cambiare il mondo.

Ma la cosa più bella e più importante era la presenza dei giovani, tanti e con tanta voglia di vivere, di bere la loro esistenza d’un fiato come un bicchiere di vino forte, ma che portavano stampata nei visi di tutti i colori l’angoscia della precarietà, dell’incertezza delle prospettive insieme ad una volontà di sfida nei confronti dei simboli del potere in un mondo crudele ed ingiusto.

DANCE...DANCE...

Ancora a tarda notte questi ragazzi riempivano i pochi metri quadrati dello stand danzando al suono della musica diffusa a tutto volume dal nostro dj Thomas, dove i ritmi del rock e del reggae si alternavano a quelli delle vecchie canzoni di lotta e su tutto echeggiavano le note di Bellaciao.

BELLA festa, CIAO, all’anno prossimo!

FIESTA