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Le nuove unioni

sabato 24 settembre 2005

di Viviana Vivarelli

L’articolo “L’Omocausto” e’ solo storia, esso si limita a riprendere dal web i dati storici delle persecuzioni naziste e sovietiche ai gay ma non entra nel ‘perche’’ ci sia avversione ai gay o ai PACS, che regolerebbero on massima parte unioni tra soggetti eterosessuali.

Per capire l’avversione psicologica al congiungimento tra due maschi, si deve ricordare che l’evoluzione umana attraversa molte fasi.

Inizialmente parte dal regno animale ed e’ dominata dagli istinti. La natura tende a salvaguardare la specie, percio’ ha messo nell’animale la pulsione riproduttiva, e, per favorirla, l’ha unita a un principio di piacere.

Nei mammiferi ha predisposto meccanismi per cui ci sono periodi in cui la femmina e’ in calore e attrae il maschio, in un modo ciclico regolato da ormoni; per esempio la cagna o la gatta hanno tempi di attivita’ sessuale (estro), in primavera o in inverno, in rapporto con la maturazione dei follicoli ovarici, alternati a periodi di inattivita’; nei periodi di calore la femmina con vari meccanismi biologici attrae il maschio al coito.

Ma nell’uomo questo meccanismo dell’estro ciclico non esiste e il problema della paternita’ e maternita’ diventa via via piu’ complesso nella storia, tanto da produrre interi sistemi comportamentali, religiosi, sociali, politici, psicologici che variano nel tempo....

La caratteristica umana, e’ bene ricordarlo, e’ “l’evoluzione” dai primitivi meccanismi istintuali in avanti, non la conservazione rigida degli istinti primitivi, come avviene nelle specie inferiori.

Ora, si vede che nei gruppi umani primitivi l’istinto della fecondazione puo’ essere scisso dalla coscienza della fecondazione. La femmina viene coperta seguendo un principio di piacere ma non si capisce che i figli sono figli di ‘quel’ padre. Inizialmente abbiamo solo madri, tant’e’ che il matrimonio (da matrix) e’ connesso solo a una fattrice di figli, non a un generatore, ed e’ possibile che ci siano state civilta’ matrilineari, per quanto nel branco (anche nei primati) in genere il capo branco e’ colui che per forza fisica ha il possesso delle femmine e il diritto di coprirle e dunque e’ il capo del branco delle femmine e dei figli. Nelle societa’ primitive i figli sono associati alla ricchezza, alla potenza, al futuro della tribu’. Percio’ il capotribu’ avra’ molte mogli e molti figli, come patrimonio personale. E’ dunque ovvio che nella congiunzione ci dovranno essere un maschio fertile e una femmina fertile, essendo dominante l’istinto riproduttivo, e ne discende la presenza di piu’ mogli, il ripudio delle mogli non fertili (come nell’Antico Testamento), la punizione del tradimento della moglie ecc... Ne discende anche, in guerra, la contaminazione del gruppo vinto mediante lo stupro delle femmine o la depredazione dei bambini, equiparati a oggetti di proprieta’ su cui mettere il proprio marchio.

Nelle primitive fasi dell’evoluzione mammifera del cervello, che ha in se’ ancora molto della precedente fase rettiliana, vige ancora il principio del possesso: “Questo territorio e’ mio. Queste femmine sono mie. Questi figli sono miei”. Il primo diritto romano, per cui il pater familias ha potere di vita e di morte su moglie e figli e puo’ anche venderli come schiavi, sta ancora qui.

La natura vuole che l’istinto riproduttivo si associ al principio del piacere. Freud valorizza solo il piacere (libido), costruendo tutta una teoria del comportamento umano basata su di esso come se fosse prioritario; all’opposto, la Chiesa cattolica abolisce del tutto il piacere (che pure e’ dato dalla natura e dunque da Dio) e punta solo sulla procreazione (presunzione che dovrebbe parere innaturale). Per cui considera il matrimonio solo in funzione dei figli e ne deriva una avversione a tutti i congiungimenti carnali che non producano figli e dentro i recinti da lei stabiliti, con conseguente avversione alle unioni di membri dello stesso sesso, ma anche ai rapporti prematrimoniali, a quelli non gestiti da lei, o, all’interno del matrimonio, ai rapporti non finalizzati alla procreazione ma al piacere (per es. col profilattico o la pillola). La procreazione e’ tanto importante che l’impotenza copulativa o la decisione scritta, precedente le nozze, di non avere figli sono causa di annullamento del matrimonio.

Insomma la Chiesa, con l’avvallo di Dio, decide di abolire un principio naturale (il piacere) e si fa rigida custode di un altro principio, quello riproduttivo, che sara’ pure naturale ma, oggi, e’ totalmente fuori luogo.

Come si vede chiaramente, il diritto del capobranco a comandare in base alla sua forza fisica e’ diventato il diritto a gestire le leggi di una comunita’ in base a un carisma religioso.

Quando la Terra era spopolata, il principio riproduttivo aveva la funzione di non far sparire la specie umana, ma oggi siamo sei miliardi e la crescita continua, mentre le risorse planetarie diminuiscono, forse la Natura non se ne e’ accorta e continua a funzionare coi suoi meccanismi indotti, ma per noi sarebbe meglio passare dall’istinto riproduttivo ad altri piu’ consoni, prima di scoppiare.

Nell’uomo ci sono residui di tante cose che oggi non servono piu’, per esempio la traccia di una coda. A volte i neonati nascono coperti di pelo, perche’ un tempo eravamo scimmie e non avevamo vestiti, ma oggi il pelo non serve piu’. Allo stesso modo ci serve sempre meno l’istinto riproduttivo.

Dunque difendere a oltranza la famiglia come ente procreativo e basta e’ come difendere la coda, la rimanenza di qualcosa di ancestrale, di cui non abbiamo piu’ bisogno. E’ qui che il dogma religioso si scontra con l’evoluzione storica dell’uomo. E, se non ci fosse dietro, un enorme gioco di potere, la Chiesa per prima sarebbe tanto intelligente da avere altre posizioni.

Ma nell’uomo non ci sono solo i primitivi istinti di piacere o di riproduzione o di possesso, che fanno ancora parte di una fase primitiva dell’umanita’. C’e’ anche l’istinto di solidarieta’ o l’amore, che stanno nella grande sfera dell’affettivita’ superiore, la fase mammifera evoluta del cervello. Per cui si possono pensare benissimo, oggi, nei paesi occidentali, forme di rapporto piu’ evolute, non solo di convivenza, ma proprio di famiglia o di coppia o di gruppo solidale, basate non piu’ sul fare figli e dunque sull’eterogeneita’ dei partner, ma proprio su principi superiori come l’aiuto reciproco, la solidarieta’, l’amicizia, l’affetto, l’accoglienza... con o senza figli e il mondo non cadra’ per questo. Avremo solo una maggiore evoluzione e un maggiore aiuto reciproco.

La natura, del resto, ci sta mostrando, con la diminuzione della fertilita’ nei paesi evoluti, l’innalzamento del menarca, l’aumento della sterilita’ ecc., che il fatto che noi continuiamo a riprodurci con lo stesso ritmo non le interessa piu’. E dunque tutte quelle istituzioni, Chiesa, Stato ecc., che hanno basato il loro potere sulla regolazione della procreazione, nei paesi evoluti rischiano di essere superate.

Ecco perche’, in Occidente, il momento e’ propizio per forme di convivenza diverse dalla famiglia patriarcale procreativa, dai PACS ai matrimoni tra partner dello stesso sesso e dunque non procreativi, ai gruppi solidali allargati, ed e’ giusto che queste nuove forme di unione siano regolate dalla legge, altrimenti avremmo forme sociali che evolvono mentre il diritto sta fermo.

Nello schema dei chakra induista il primo chakra riguarda la sfera dello stare al mondo, il radicamento vitale; il secondo il piacere sessuale e l’istinto generativo; il terzo la volonta’ e il possesso; e questi primi tre formano la parte rettiliana o primitiva, che puo’ essere anche sublimata ma di partenza e’ abbastanza egoica, centrata sull’io; poi, salendo, arriviamo al quarto chakra, che rappresenta la fase del ‘noi’, dell’amore, degli affetti, della solidarieta’, della compassione, della mutualita’.... E’ la fase del Vangelo “ama l’altro come te stesso” o “..perche’ ‘e’ ‘ te stesso”. E’ questa, propriamente, la fase ‘materna’ dell’uomo, perche’ la maternita’ non si esaurisce nel fare figli, e la donna non e’ una incubatrice; la maternita’ dovrebbe diventare una prerogativa di ogni essere, uomo come donna, e riguardare una posizione di cura e tutela degli altri e del mondo.

E’ per questo che papa Giovanni in una sua profezia auspicava “L’avvento dell’era delle madri”, che non voleva dire che sarebbero nati piu’ figli ma che l’umanita’ sarebbe diventata piu’ materna.

Ma papa Giovanni fu quello che disse anche che “Dio e’ madre” e di questo nella Chiesa delle alte gerarchie, oggi, vediamo poca traccia.