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MA SONO CATTOLICI QUESTI ITALIANI?

lunedì 16 maggio 2005

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di Viviana Vivarelli

MASADA n° 108, 15-5-2005. L’8 per mille. Ma sono cattolici, questi italiani?

Scritto da cui si evince che dichiarazione di appartenenza e fede non sono poi la stessa cosa.

La Chiesa deve essere sempre «pronta ad aprire le frontiere dei popoli e infrangere le barriere fra le classi e le razze». Una Chiesa, dunque, capace di unire e non di dividere, di essere un tramite tra le diversita’, e capace di far capire al mondo globalizzato che nella «Chiesa vi sono liberi fratelli e sorelle di Gesu’ Cristo».
(Papa Ratzinger)

Nella puntata di Report del 15-5-2005 (Milena Gabanelli, Rai3, domenica, ore 21) ci fa sapere che in USA non esiste l’8 per mille. Le chiese americane si finanziano da sole e i fedeli versano moltissimo, in genere il 10% del loro stipendio, in modo fisso, puntuale e continuo.

Ce li vedete voi i fedeli italiani versare ogni domenica 120 o 150 euro o piu’ al parroco? E quando dovrebbe versare Berlusconi? All’incirca 20 miliardi di lire a settimana. Sai come sarebbe contento il parroco di Arcore! Ne versa invece di piu’ ai segreti paradisi fiscali delle Caiman o alle compiacenti banche svizzere, ai suoi storici finanziatori segreti, e chissa’ se andra’ in paradiso lo stesso? Certo, ognuno ha la sua religione e forse un cielo a parte, magari costruito su commissione, come La Certosa!

Sembra che il 50% degli americani frequenti regolarmente una chiesa, il che fa degli Stati uniti il paese piu’ osservante dell’Occidente. Bush fa catene di preghiere in internet e si mostra spesso in preghiera sulle televisioni americane, del resto tutti i suoi discorsi sono piu’ confessionali che politici, da profeta medievale piu’ che da amministratore moderno; per combattere il fondamentalismo dell’Islam non ha trovato di meglio che incrementare un neofondamentalismo americano. Cosi’, di fondamentalismo in fondamentalismo, il mondo e’ mandato in rovina. Un tempo avevano le crociate finanziate dal capitalismo veneziano per fondare basi commerciali in Oriente, oggi e’ lo stesso, con bandiere e slogan simili e carnai equivalenti. Una ripetizione che annoia. Ma finche’ la gente ci casca...

Certo e’ che la frequenza degli americani non sara’ come quella degli islamici coi mullah ma in Occidente non teme confronti e i governatori neocons fanno a gara nel mostrarsi pii e osservanti, perche’ la cosa economicamente rende.

I nostri parlamentari, invece, se ne fregano, in chiesa ci vanno poco e frequentano piu’ spesso la buvette del Parlamento o i ristoranti a cinque stelle di Roma, e De Michelis ha fatto pure un opuscolo sui night club a luci rosse, che erano il suo pellegrinaggio preferito! Ma le vie del Signore sono infinite, come credo pensino anche Baget Bozzo, Selva e Giovanardi! Piu’ che l’osservanza a una sola religione o il colpo d’occhio al fervore popolare, da noi il trend sembra essere nel senso delle sette eretiche, per lo piu’ a base individuale, anche se poi tutti ci tengono a dichiararsi formalmente cristiani, e, quando il Papa ando’ per la prima volta in parlamento, si spellarono tutti le mani in applausi (21 applausi in 46 minuti, un’epopea!), anche se poi le mani rimarginarono in fretta e nessuno fece nulla di quanto richiesto da Sua Santita’, anzi c’e’ ancora gente di FI che non sa, in buona fede, che il Papa ha parlato spesso di pace e credono parlasse di merendine.

Immagino che si siano spellati le mani anche quelli della Lega, quando il Papa chiese clemenza per i carcerati, in primis Castelli, quello degli hotel a cinque stelle e della sagra dei suicidi di mancato gradimento. Ma i Leghisti si credono pure i crociati migliori, sempre a brandire crocifissi, sempre contro e mai pro, e il Vangelo se lo devono essere perso da qualche parte e gli sono rimaste solo le mura di Gerico fa abbattere col pugno duro, cosi’ si continua a credere che il Veneto sia il vivaio della Chiesa, mentre ne e’ il cimitero, e in “Roma ladrona” attaccano ormai non si sa piu’ chi, visto che a Roma ci stanno loro, ma del Vaticano non hanno sparlato mai. Ma gli slogan hanno una forza a se’ stante, che non conosce empirìa, anzi la contraddice. E’ per la loro particolare forma di cristianesimo che i leghisti i migranti li prendono a calci, fossero pure il grande Saladino o dei premi Nobel, e anche il discorso sull’aperture delle frontiere di Ratzinger se lo devono essere proprio perso, tra un rito al dio Po e un altro ad Odino.

Davanti alla porta delle chiese americane, quando c’e’ la funzione, i fedeli fanno la fila come in discoteca, mentre le nostre chiese sono per lo piu’ deserte o frequentate da donne anziane e la fila i giovani la fanno solo in discoteca. I fedeli da noi versano 50 centesimi, ma non tutti, e sembra che siano aumentati i bottoni.

In Inghilterra di chiese sconsacrate ne hanno parecchie e ci aprono dei pub; fa un po’ effetto vedere i boccali di birra sotto le vetrate con le immagini sante, ma solo a noi italiani, gli inglesi non ci fanno caso e si ubriacano lo stesso. Ma i modi per ubriacarsi sono tanti e non tutti alcolici. Anzi ultimamente, quando abbiamo visto certo personaggi di ‘Scienza e Vita’, ci sono venute in mente immagini non proprio pie ma tipo il ‘malleus maleficarum’, il fanatismo e’ una droga che la marijuana a confronto e’ una cosina per l’asilo.

In USA lo stato non finanzia la Chiesa e anche le chiese cattoliche devono finanziarsi da sole, il che e’ anche giusto e sacrosanto; in questo mondo sconsacrato la religione e’ una faccenda privata, se vuoi un servizio religioso te lo paghi da te. In USA la propaganda political-religiosa impegna tutti i neocons, che a noi tanto religiosi non sembrano, ma per noi tutti i gusti non son gusti, qualcuno e’ proprio satanico e fare la fila in chiesa e poi votare contro lo stato sociale e per la guerra infinita potrebbe anche sembrare incoerente.

In Italia, invece, nel ’29 Mussolini fece un patto col Vaticano e impegno’ lo stato a passargli ogni anno la congrua (stipendio del prete), e cosi’ ottenne voti e appoggio clericale, sempre gradito dai governi di destra; nel 1984 Craxi amplifico’ la cosa (Craxi era uno precisino e sistematizzo’ in modo fisso sia le tangenti che le congrue) e impegno’ i cittadini italiani (senza alcun referendum) a sottoscrivere l’8 per mille, con cui una percentuale delle tasse andavano alla chiesa cattolica e poi, in forma minore ad altre sei confessioni, tra cui la chiesa evangelica luterana, quella valdese e le chiese avventiste (qui un referendum abrogativo non si pptrebbe fare perche’ e’ vietato farlo per faccende fiscali).

Encarte indica 200.000 protestanti, ripartiti in varie confessioni (valdesi, metodisti, battisti, luterani ecc.), 35.000 ebrei, 20.000 ortodossi, pero’ queste stime sembrano vecchie e per difetto. Non so quanto vada in realta’ alle chiese cristiane separate, e io di valdesi o avventisti o luterani non ne conosco nemmeno uno, ma di islamici ne vedo parecchi, e la Caritas li stima in quasi un milione, pero’ per l’Islam non e’ previsto alcun versamento; malgrado questo i lavoratori islamici devono pagare le tasse e versare obbligatoriamente quell’8 per mille, che alla fine va quasi tutto alla Chiesa cattolica, il che non e’ molto pio e nemmeno giusto.

Visto che il Papa ha appena fatto una predica sull’”aprire le barriere della Chiesa agli altri popoli”, forse sarebbe interessante cominciare dall’aprire le barriere fiscali, per dare anche a loro un po’ del contributo dell’8 per mille che umanamente gli spetta. Da un punto di vista del diritto, una moschea ne avrebbe quanto una chiesa cristiana, almeno in percentuale, checche’ ne dica la Lega. Gli ebrei italiani non utilizzano l’8 per mille per sostenere i rabbini, ma le spese per i luoghi di culto sono molto consistenti: "E’ un grosso problema: sinagoghe stupende di cui si devono far carico comunita’ esigue, che da sole non sono in grado.”

In Italia per 58 milioni di abitanti, considerati cattolici per il 98%, ci sono 37.634 sacerdoti, 228 diocesi, 95.000 chiese e 1.535 monasteri. Negli ultimi anni lo scollamento dalla religione e’ aumentato, la pratica e’ diminuita e si sono perse di vista anche le linee guida fondamentali del Vangelo; in quanto all’ambito dottrinario la maggioranza degli italiani non e’ in grado di ripetere la lista dei sacramenti o dei comandamenti, non crede nel paradiso e nell’inferno e da’ risposte dubbie a confuse su temi come la Trinita’, la divinita’ di Gesu’ Cristo, l’autorita’ della Chiesa. In occasione dell’elezione del nuovo papa e’ risultato che la maggior parte dei cattolici crede che il Papa sia scelto dallo Spirito Santo (il che e’ una eresia), che tutto cio’ che dice il Papa sia un dogma (altra eresia), che anche cio’ che dice Ruini sia un dogma (terza eresia) e che ‘vita’ e ’persona’ si equivalgono (il che, oltre a essere un’eresia, e’ anche una scemata). Dunque, se la pratica lascia a desiderare, la dottrina ha poche idee ma confuse.

Nel 2004 la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha incassato, solo dallo stato, un miliardo di euro (duemila miliardi di lire), cinque volte di piu’ del ’92. Lo spot dice che questo soldi andranno “a chi ha bisogno di aiuto”, ma ai poveri arriva una miseria, solo il 20%, il resto e’ utilizzato dalla Chiesa per mantenere se stessa; e’ vero che anche l’UNICEF, che dovrebbe aiutare i bambini poveri del mondo, spende un terzo dei fondi per personale interno ed ha un eccesso di personale che se la spassa, sappiamo che, piu’ una struttura e’ elefantiaca, piu’ sono alte le spese per il suo mantenimento, ma nella Chiesa cattolica il personale e’ in costante diminuzione, le piccole parrocchie si chiudono (le 26.000 parrocchie italiane ormai sono gestite in gruppi da un solo parroco), diminuiscono processioni e riti sacri pubblici, con Voitila le spese di trasferta si sono prese una parte enorme dei fondi, le spese delle CEI sono in costante aumento ma moltissimi piccoli preti non e’ proprio che se la spassino; e in genere le spese per le grandi manifestazioni collegate al Vaticano (vedi la faraonica organizzazione funeraria per la morte di Voitila, l’elezione di Benedetto, l’anno santo ecc.) le sostiene lo stato e purtroppo quello italiano. Gli altri stati hanno dovuto sostenere le ripetute visite di Voitila, che, per organizzazione e sicurezza, non erano proprio delle bazzecole.

Siccome l’8 per mille e’ preso a chi le tasse le paga, gente come Previti, per esempio, o come Berlusconi, che fanno di tutto per evadere le tasse, derubano la chiesa cattolica di buona parte di quel che le spetta, lo stesso fa chi portava soldi neri all’estero o chi ancora oggi evade alla grande le tasse con scatole cinesi e trucchetti vari. Per fortuna che il pio Berlusconi poi li condona e lo fa anche prima che possano espiare il loro debito, anzi non glielo fa espiare per niente, sara’ forse per questo che molti mafiosi sono cosi’ religiosi. Poi ci sono le persone come Andreotti, che dicono di prendere la comunione ogni mattina e che magari dovrebbero versare di piu’ del 10%, come abbonati fissi, e io proporrei di versare le sue offerte ai preti che combattono la mafia, almeno come piccola compensazione, con una multa sul regresso, in specie prima del 1980.
La Chiesa dunque ha l’8 per mille, poi le elemosine, le donazioni, le sottoscrizioni, le rendite dei beni, i pagamenti per i servizi, i guadagni che derivano da feste e celebrazioni, gli oboli dei pellegrini, gli anni santi ecc.

Il cittadino italiano, teoricamente, dovrebbe scegliere sulla dichiarazione delle tasse se versare l’8 per mille alla Chiesa o allo stato. E uno penserebbe, almeno a vedere il livello di intensita’ delle discussioni sull’embrione e delle apparizioni del Papa in tv (non so che ne pensi l’osservatorio di Pavia), che l’Italia sia un paese a grande tasso cattolico, ma dobbiamo sfatare anche questa convinzione. Essere cattolico in Italia e’ piu’ che altro una abitudine di facciata, una dichiarazione teorica, come essere democratici. Se si entra nella sostanza, salvo pochi fedeli convinti e partecipanti, la delusione e’ forte. Essere religiosi osservanti dovrebbe significare: un certo modello di vita, la difesa anche pecuniaria di una chiesa, la conoscenza di una religione, la celebrazione dei suoi riti. In Italia, comunque si guardi, si vede solo una colossale mancanza. E non saranno i papa-boys a trasformarla in una pienezza.

Lo stato, dovrebbe usare la sua fetta di prelievi fiscali dall’8 per mille per opere sociali, e invece “gira una bella fetta di quell’8 per mille che gli appartiene alle diocesi. Negli ultimi anni ha speso il 70% per la conservazione dei beni ecclesiastici e solo il 2% per progetti sociali o contro la fame nel mondo”.

In quanto alle pratiche di aiuto, Berlusconi fece laute promesse al G8 di Genova, ma poi le dimentico’ subito, nel 2003 Berlusconi ha fatto invece vergognosi tagli agli aiuti per la cooperazione e lo sviluppo e nel 2004 meta’ degli aiuti promessi al terzo mondo erano spariti dalla finanziaria. Anche la famosa missione umanitaria in Irak e’ stata un vero bluff, visto che i soldati in armi costano 600 milioni di euro l’anno, ma l’Italia non e’ nelle condizioni di pagare i 10 milioni di euro che la farebbero sedere al tavolo della ricostruzione e di aiuti in pratica (a parte la Crcoe Rossa) non se ne sono visti. Dopo le enfatiche promesse di aiuti al terzo mondo, Berlusconi non ha fatto che tagliare: azzerati i fondi alle ONG (Avis, Misericordie, Auser, Anpas...), svuotate le casse per la cooperazione, bloccati da 4 mesi i fondi per lo tsunami, bloccati i fondi per l’AIDS , la malaria, la tbc e la polio, bloccati i finanziamenti per la ricostruzione dell’Afganistan...

E per fortuna che, alla fine del governo D’Alema, Berlusconi aveva criticato i governi precedenti perche’ erano stati avari verso i poveri del mondo. Nel ’69 l’OCSE dichiaro’ che almeno lo 0,7% del prodotto interno lordo doveva essere destinato ad aiuti allo sviluppo e dopo 35 anni possiamo dire che questo obiettivo e’ stato clamorosamente mancato, in un decrescendo pauroso. Negli Stati uniti non si va meglio. Con tutta la sua religiosita’, la piu’ ricca potenza del mondo non si e’ degnata di firmare mai nessun impegno umanitario. La cattolica Italia ha aderito ma diminuendo sempre piu’ la percentuale di aiuti fino allo 0,16 del PIL, che e’ proprio una miseria.

Insomma questi cattolici tanto pii dove sono? Ma il primo comandamento del Cristo non era: “Tratta il prossimo tuo come te stesso’?
Ma torniamo alle percentuali, nel paese del Papa e di Roma capitale della cristianita’, il 64% di chi fa la dichiarazione dei redditi non esprime nessuna preferenza. Dei restanti, solo il 20% destina alla Chiesa cattolica! Un po’ pochino! Ma, non si sa per quale favoritismo illegale, la Chiesa si prende poi quasi un miliardo direttamente e poi quasi tutto il resto a causa del ripristino dei luoghi di culto. Insomma la struttura prende sempre piu’ dei poveri. Anche se uno destina l’8 per mille allo stato, finisce comunque nelle casse della Chiesa cattolica. E questo mi pare alquanto peggio di un esproprio proletario. Anzi si configura come un vero imbroglio.

Ma, ammettendo pure che i fedeli italiani siano dei portoghesi che vanno in chiesa ma non pagano, vediamo poi che gli osservanti sono solo il 30%. Dunque solo il 30% va in chiesa e solo il 20% da’ alla Chiesa dei soldi. Se si introducesse anche in Italia una forma di autofinanziamento all’americana, con cui il fedele versa puntualmente e direttamente al parroco il 10% dello stipendio, quanti meno fedeli resterebbero?

Newsletter Masada, vivianavivarelli@fuoriradio.com

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