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Ma il centrosinistra vuole i Pacs

sabato 23 aprile 2005

Opposizione cauta sulla legge spagnola. Boniver: «La Spagna non teme la Chiesa» Zapatero irrompe nella crisi politica italiana. La destra attacca le unioni omosessuali, e provoca Prodi a «uscire allo scoperto con parole chiare»

di CARLA CASALINI

«Cosa ne pensa Prodi della legge spagnola sui matrimoni gay? E’ suo dovere dare sollecitamente una risposta, data la sua qualità di leader dell’Unione e di candidato alla presidenza del consiglio». Il sasso nello stagno - già ribollente per la crisi del governo Berlusconi, lo butta Francesco Cossiga, tentando una provocazione diversiva per colpire il centrosinistra nel momento in cui è la destra ad annaspare nelle sabbie mobili.

E non a caso si aggrappano alla sua coda riconoscenti, da Forza Italia, i vari Lupi, Giro: «Sì, dica l’Unione cosa intende fare, la richiesta di Cossiga è giusta, e peserà come un macigno sulla campagna elettorale per le politiche». Più insinuanti i centristi nel cogliere la palla al balzo: il capogruppo dei deputati Udc Volonté prosegue il dialogo a distanza con Rutelli con «un appello ai moderati del centrosinistra: se credono ancora nei propri valori, battano un colpo». E Francesco Rutelli non si fa attendere: contro i matrimoni gay «in Italia abbiamo un articolo della Costituzione che è molto chiaro: penso vada bene così».

Il sasso di Cossiga ritorna però come un boomerang dentro la stessa maggioranza, dove gli uomini della destra si trovano improvvisamente a dover fronteggiare la dichiarazione scandalosa della sottosegretaria agli Esteri Margherita Boniver: «Forse in Spagna c’è meno soggezione delle gerarchie ecclesiastiche, c’è una limpida divisione dell’agenda laica da quella religiosa», esordisce l’esponente del Nuovo Psi , rincarando: «vorrei che da noi venissero tutelate le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, e sono molto rattristata che la legge che le difende sia ferma in parlamento».

Boniver sbugiarda i suoi colleghi della maggioranza smontando la campagna strumentale che tentano contro il centrosinistra: «Il matrimonio non viene chiesto neppure dai gay stessi - sottolinea citando gli interventi dell’Arcigay - il punto è perché rimane bloccata la legge che dà alle coppie di fatto di qualunque orientamento sessuale gli stessi diritti garantiti alle coppie sposate legalmente».

Insomma, un’altra «spina nel fianco», e non si fa attendere Alleanza nazionale: «quella dei Pacs, i patti civili di solidarietà sociale, propugnata dalla sinistra, è una proposta di legge farisaica, che vuol distruggere la famiglia al pari della legge Zapatero»; la Lega professa la sua fedeltà «ai dettami della Chiesa cattolica»; si schiera Forza Italia. Ma quella Boniver, si dolgono gli uomini dell’Udc, «è ben più estremista della Turco». Proni anche i cosiddetti liberal della Casa delle libertà: «Saremmo d’accordo - dice il Pri di La Malfa - ma suona come un attacco al vaticano». E Alfredo Biondi si dice d’accordo a «riflettere» su un possibile «contratto di coabitazione» motivando l’utilità dei Pacs per lo Stato rispetto «all’ordine pubblico e alla morale».

Nel centrosinistra dai Ds Livia Turco precisa «Non consiglierei a Prodi di prendere un’iniziativa analoga agli spagnoli: credo sia più utile il Patto civile di solidarietà». Intervengono i Verdi e Luana Zanella ricorda che la legge sui Pacs ferma in parlamento testimonia che «il nostro è l’ultimo dei grandi paesi in Europa a non vararla».Per il Pdci Maura Cossutta insiste: «prendiamo lezione dalla Spagna». Anche Tiziana Valpiana segnala la scelta «importante e coraggiosa» di madrid. E dalla sinistra Ds Gloria Buffo concludo con uno sguardo al «panorama politico nazionale: qui da noi vedo pochi Zapatero e molti don Abbondio».- Ma anche dalla Margherita Rosi Bindi - contraria ai «matrimoni», con possibili adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali garantisce però «l’impegno a regolare quei rapporti»; e altri, come Mantini confermano: «I pacs devono essere nel programma dell’Unione».

L’adozione è un altro punto di attacco per il Moige - associazione di genitori: il problema sarebbe che «occorre garantire ai bambini sia una figura paterna che materna», problema che evidentemente non sembra riguardare tutti i genitori separati, ma eterosessuali.

Vengono dal Centro ecumenico, e dal Centro studi teologici, le posizioni più radicali, con la denuncia delle parole «inaccettabili» dei vescovi di Pisa, Chieti, e Cosenza, che avevano definito le coppie gay «contro natura» e «depravate».

http://www.ilmanifesto.it/oggi/art35.html