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PERCHE’ OGGI SI SCIOPERA

venerdì 26 marzo 2004

di Viviana Vivarelli

L’Italia di Berlusconi va molto male. Persino l’ipocrita Instat deve confessare che il fatturato
dell’industria e’ sceso del 6,5% rispetto a un anno fa. Si e’ tentato di dire che in gennaio gli
acquisti di abbigliamento erano leggermente saliti, tacendo dei saldi, con tutto che quest’anno i
saldi avevano prezzi grotteschi. I negozianti hanno lamentato scarse vendite e prosegue la sequela
dei negozi che chiudono piuttosto che ridurre i profitti. Siamo l’unico caso al mondo di recessione
con aumento dei prezzi, alla faccia degli schemi liberisti. Nel tessile le cose vanno cosi’ male
che a Prato, capitale del tessile italiano, i Cinesi, che sono migliaia con capannoni propri, hanno
cominciato a utilizzare le mense dei poveri, e non e’ gente usa a chiedere l’elemosina.

Molte
aziende hanno chiuso o sono in gravi perdite, e persino il ricco nordest comincia a battere in testa,
le aziende meccaniche per esempio non riescono a soddisfare le richieste per mancanza di ferro in
quanto la Cina attira tutto il ferro esistente. La Cina sta ormai diventando concorrenziale su
tutto e i venditori italiani preferiscono acquistare prodotti cinesi a bassissimo costo per
maggiorare i profitti. Le nostre citta’ si stanno riempiendo di negozi cinesi di abbigliamento e
pelletteria. I grandi centri di distribuzione italiani offrono sempre piu’ prodotti cinesi mente si stanno
aprendo grandi centri di distribuzione stranieri a prezzi piu’ bassi. I consumatori italiani si
staccano dal made-in-Italy e dai marchi pubblicizzati, mandando in fallimento produttori e venditori
del nostro paese.

Mentre il governo disinveste nella ricerca e affossa le universita’, le aziende
italiane sono adagiate su scelte di non competitivita’, abbandonando gli investimenti e impiegando
i profitti in dubbi giochi finanziari, approfittando della mancanza di controlli, non investono
su innovazioni o qualita’, preferiscono sovvenzioni fiscali o condoni, mentre riducono i salari e
distruggono i diritti dei lavoratori o delocalizzano la produzione nel terzo mondo. Il governo
intanto, dimentico di ogni controllo finanziario, lascia che il carovita salga incontrollato e apre
nuove vie di evasione. Si giudica che ogni famiglia, col governo Berlusconi, abbia perso 5 milioni
delle vecchie lire e sia in difficolta’.

La precarizzazione del lavoro e l’aumento indiscriminato
dei costi, ipocritamente negato dal governo, riduce fortemente la capacita’ di acquisto, mettendo
in crisi famiglie non solo povere ma anche medio-alte. Si dice che il benessere di un paese si
giudica in base alla quantita’ di energia utilizzata, ebbene in un anno il consumo di energia e’
sceso del 10,3%, il che da solo e’ un indice di caduta netta. A tutto cio’ il governo oppone frasi
inqualificabili del tipo: "Il carovita e’ una illusione psicologica", "La recessione e’ una bugia
dell’opposizione", "La colpa e’ delle massaie che non sanno scegliere tra le bancarelle", rifiutando
intese sindacali e lasciando colare a picco industrie come chimica, auto, aerei, informatica,
alimentari..., mentre si rimanda all’infinito il risanamento dei conti come le grandi opere. Intanto
la precarizzazione del lavoro e le regole bancarie aggravano il problema casa, non solo le banche
chiedono un mitico stipendio fisso per un mutuo ma spesso esigono addirittura due stipendi, mentre
gli affitti salgono senza controlli e nessuno si sogna di riattivare una politica di alloggi
popolari.

Intanto la precarizzazione del lavoro e le regole bancarie aggravano il problema casa, non
solo le banche chiedono un mitico stipendio fisso per un mutuo ma spesso esigono addirittura due
stipendi, mentre gli affitti salgono senza controlli e nessuno si sogna di riattivare una politica di
alloggi popolari. E ignaro di tutto cio’, il governo sbandiera un irrealizzabile ponte di Messina.
Il paese si sta riempiendo di immondizia e si parla solo del decreto spalma debiti per le societa’
di calcio. Tutto il sistema bancario perde gradatamente di credibilita’ sotto l’urto di immani
krak finanziari che gettano discredito sul nostro paese ed allontanano gli investitori, mentre il
governo traccheggia incapace di bonificare il sistema per non mettere a rischio interessi personali.

Se a tutto questo aggiungiamo la pessima politica estera, le spese immotivata per una guerra
illegale e il discredito che il nostro paese ha attirato anche per la pessima conduzione del semestre
europeo, abbiamo un quadro che e’ abbastanza squallido. L’irresponsabile guerra americana ha
abbassato il tenore di vita degli americani stessi come degli inglesi, rendendo rischiosi i viaggi o
insostenibili finanziariamente, con conseguente riduzione del turismo (il turismo e’ una delle voci
fondamentali dell’econoia italiana) e crisi delle compagnie aeree e senza dimunizione del prezzo
del petrolio, che anzi risulta estratto in quantita’ minori rispetto al tempo di Saddham.

Il governo
italiano ha aggiunto di suo aumenti immotivati delle tariffe domestiche, del riscaldamento, dei
trasporti pubblici, delle assicurazioni auto (le piu’ care d’Europa), dei ticket, di molte tasse
ecc..Tra poco avremo le stangate sul petrolio che produranno un effetto deleterio su produzione e
trasporti, senza che il paese abbia visto le diminuzioni fiscali promesse o le grandi opere che
avrebbero incrementato lavoro. Se le grandi opere si limitano a un raccordo anulare, stiamo freschi!
Abbiamo visto invece la contrazione dello stato sociale e l’aumento generalizzato dei costi, mentre
manca del tutto una politica della casa, del lavoro, della sanita’, della protezione sociale,
della scuola, e la precarizzazione sta invadendo in modo perverso ogni settore rendendoci tutti piu’
poveri e ansiosi.

Le uniche leggi votate hanno arricchito solo i piu’ ricchi, e in particolare il
premier, mentre hanno impoverito le classi medio basse, creando nuovi milioni di poveri, non hanno
favorito l’impresa e la distribuzione, hanno accresciuto l’insicurezza, hanno abbassato il livello
etico del paese, aumentando corruzione, illegalita’ ed evasione fiscale. Nel frattempo il nostro
paese e’ sceso nella classifica mondiale del livello scolastico, della qualita’ dei prodotti, della
competizione, della legalita’, della sicurezza, dell’informazione...mentre sono saliti il numero
dei morti sul lavoro, il tasso di inquinamento ambientale, il livello di corruzione generalizzata,
il numero delle famiglie a rischio poverta’. Per nostra fortuna l’inflazione e’ stata contenuta
dalla nostra appartenenza all’euro.

Se non avessimo fatto parte dell’UE avremmo una inflazione del
300% e saremmo in piena rovina e fame. Ma anche qui la condotta estera del premier e’ stata rivolta
non all’Europa che ci salva ma a ostacolare l’Europa stessa e a favorire un’America che non sono
non ci salva ma ci mette a rischio terrorismo.

Per tutto questo possiamo dichiarare che la situazione del nostro paese si e’ dunque talmente
aggravata che oggi i lavoratori scendono in sciopero in tutta Italia. Ormai non siamo piu’ in
stagnazione ma in recessione. Se in questo paese ci fosse un’opposizione credibile, questo malgoverno
andrebbe tutto a suo favore. La nostra disgrazia e’ che l’opposizione, al momento e’ tutta concentrata
sui fischi di Fassino, e che lo riconosca o no, non riesce a presentare al paese un programma
chiaro e una immagine netta e confortante.

E anche questo, francamente, e’ intollerabile.

Per Elio Lannutti, che parla a nome dell’Intesa consumatori, «altro che fase di stagnazione:
l’Italia è ormai in una gravissima recessione. Il Paese arretra, non cresce e, rispetto a questa crisi,
il Governo continua a baloccarsi fra assegnini e promesse di grandi opere». Per invertire il trend
in atto «bisogna dare una scossa al sistema Paese - aggiunge Lannutti - C’è bisogno di dare
benefici fiscali alle famiglie, che negli ultimi due anni si sono impoverite di 2.400-2.500 euro e
quindi non si capisce come possano contribuire a rilanciare i consumi».