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....PROPRIO DELLE DEGNE PERSONE

mercoledì 30 marzo 2005

di Viviana Vivarelli

Dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei.

Sembra che Scelli abbia avuto lo stadio gratis a Firenze per arruolare l’onda azzurra di giovani bellocci che faranno propaganda a Berlusconi.

All’inizio accanto a Scelli e a Berlusconi avrebbero dovuto esserci due bei soggetti: Mambro e Fioravanti, poi le proteste sono state cosi’ tante che forse desisteranno dall’infame progetto.

Uno dei lettori di indymedia si chiede : "E se poi fossero innocenti del massacro della stazione di Bologna...?"

Un altro lettore manda il loro curriculum (proprio bello per diventare promoter ufficiali del premier, proprio delle degnissime persone):

Scheda Mambro e Fioravanti · 29 03 2005 - 17:24

Tutte le volte che si parla degli esecutori della strage di Bologna, i terroristi fascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, sembra che non abbiano commesso altro e che il loro curriculum criminale se non fosse per quella condanna sarebbe completamente pulito e limpido.
Per fare chiarezza di queste omissioni o dimenticanze è bene sapere quanto segue:

la Mambro ha ucciso 96 persone e, oltre a 6 ergastoli, ha accumulato complessivamente 84 anni e 8 mesi di reclusione per gli ulteriori reati commessi; Fioravanti ha ucciso 93 persone e, oltre a 6 ergastoli, ha accumulato 134 anni e 8 mesi di reclusione per gli ulteriori reati commessi. Non hanno mai mostrato pentimento, non hanno aiutato in alcun modo le indagini, hanno offeso le Corti giudicanti, si sono più volte vantati di non avere alcun rimorso. Con tutto ciò hanno ottenuto comunque trattamenti da detenuti modello.

Le condanne di Francesca Mambro

Sei sono le sentenze che comminano l’ergastolo alla Mambro:
- sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Venezia del 17 gennaio 1985 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna del 6 febbraio 1986 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del 5 novembre 1987 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma del 7 aprile 1988 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma del 3 marzo 1989 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna del 16 maggio 1994

Quindi:

ergastolo per l’omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)
ergastolo per l’omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)
ergastolo per la strage alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980)
ergastolo per l’omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)
ergastolo per l’omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)
ergastolo per l’omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio 1981)
ergastolo per l’omicidio di Mambroarco Pizzari (30 settembre 1981)
ergastolo per l’omicidio di F. Straullu e Ciriaco di Roma (21 ottobre 1981)
ergastolo per l’omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo 1982)

La mancata corrispondenza tra numero degli omicidi e numero di ergastoli è dovuta all’applicazione del vincolo della continuazione.

La Mambro ha inoltre accumulato complessivamente 84 anni e 8 mesi di reclusione per reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto), detenzione illegale di armi, violazione di domicilio, sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio, attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti, danneggiamento, contraffazione impronte.

Morti attribuibili alla responsabilità di Francesca Mambro: 96.

Anni effettivamente scontati in carcere: 16

Le condanne di Valerio Fioravanti

Sei sono le sentenze che comminano l’ergastolo a Fioravanti:
- sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Venezia del 17 gennaio 1985 - sentenza della Corte d’assise d’Appello di Roma del 30 maggio 1985 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna del 6 febbraio 1986 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma del 7 aprile 1988 - sentenza del Tribunale di Bologna del 27 marzo 1990 - sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna del 16 maggio 1994

Quindi:

ergastolo per l’omicidio di Roberto Scialabba (28 febbraio 1978)
ergastolo per l’omicidio di Antonio Leandri (17 dicembre 1979)
ergastolo per l’omicidio di Maurizio Arnesano (6 febbraio 1980)
ergastolo per l’omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)
ergastolo per l’omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)
ergastolo per la strage alla Stazione di Bologna (2 agosto 1980)
ergastolo per l’omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)
ergastolo per l’omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)

La mancata corrispondenza tra numero di ergastoli e numero di omicidi è dovuta all’applicazione del vincolo della continuazione.

Fioravanti ha inoltre accumulato complessivamente 134 anni e 8 mesi di reclusione per reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto), violazione di domicilio, sequestro di persona, detenzione illegale di armi, spaccio di stupefacenti, ricettazione, violenza privata, falso, associazione a delinquere, lesioni personali, tentata evasione, banda armata, danneggiamento, tentato omicidio (28 febbraio 1976, 15 dicembre 1976, 9 gennaio 1977, 28 febbraio 1978, 6 marzo 1978), incendio, sostituzione di persona, strage, calunnia, attentato per finalità terroristiche e di eversione.

Morti attribuibili alla responsabilità di Fioravanti: 93.

Anni effettivamente scontati in carcere: 18.

Gli episodi più eclatanti:
28 febbraio 1978. In piazza Don Bosco, a Roma, Fioravanti ed altri notano due ragazzi seduti su una panchina che dall’aspetto (capelli lunghi e giornali) identificano come appartenenti alla sinistra. Fioravanti scende dall’auto, si dirige verso il gruppetto e fa fuoco: Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e Fioravanti lo finisce con un colpo alla testa. Poi, si gira verso una ragazza che sta fuggendo urlando e le spara senza colpirla.

9 gennaio 1979. Fioravanti ed altre tre persone assaltano la sede romana di Radio città futura dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. I terroristi, dal volto travisato, fanno stendere le donne presenti sul pavimento e danno fuoco ai locali. L’incendio divampa e le impiegate, terrorizzate, tentano di fuggire. Sono raggiunte da colpi di mitra e pistola. Quattro rimangono ferite, di cui due gravemente.

7 marzo 1979. Per «festeggiare» l’8 marzo, un gruppetto di neofasciste, tra cui Mambro, piazzano una rudimentale bomba davanti alle finestre del Circolo culturale femminista nel quartiere Prati, a Roma. A pochi metri di distanza, Fioravanti ed altri sono lì, armati, pronti ad intervenire.

16 giugno 1979. Fioravanti guida l’assalto alla sezione comunista dell’Esquilino, a Roma. All’interno si stanno svolgendo due assemblee congiunte: di quartiere e dei ferrovieri. Sono presenti più di 50 persone. La squadra terrorista lancia due bombe a mano Srcm, poi scarica alla cieca un caricatore di revolver. Si contano 25 feriti, per puro caso non ci sono morti. Dario Pedretti, componente del Commando, verrà redarguito da Fioravanti perché, nonostante il ricco armamentario «non c’era scappato il morto». Che Fioravanti fosse colui che ha guidato il commando è accertato dalle testimonianze dei feriti e degli altri partecipanti all’azione, e da una sentenza passata in giudicato. Ciononostante, Fioravanti ha sempre negato questo suo pesante precedente stragista.

17 dicembre 1979. Fioravanti assieme ad altri vuole uccidere l’avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, leader carismatico dell’eversione neofascista. Fioravanti non ha mai visto la vittima designata, ne conosce solo una sommaria descrizione. L’agguato viene teso sotto lo studio dell’avvocato, ma a perdere la vita è un inconsapevole geometra di 24 anni, Antonio Leandri, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido “avvocato!” lanciato da Fioravanti.

6 febbraio 1980. Fioravanti uccide il poliziotto Maurizio Arnesano che ha solo 19 anni. Scopo dell’omicidio, impadronirsi del suo mitra M.12. Al sostituto procuratore di Roma, il 13 aprile 1981, Cristiano Fioravanti fratello di Valerio dichiarerà: «La mattina dell’omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: “gratuitamente”; fece un sorriso ed io capii».

30 marzo 1980. Un commando di terroristi assalta il distretto militare di via Cesarotti a Padova. Un sergente viene ferito e vengono rubati 4 mitragliatori M.C, 5 fucili a ripetizione, pistole e proiettili. Sul muro della caserma, prima di andarsene, Mambro firma la rapina con la sigla BR per depistare le indagini.

23 giugno 1980. Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 36 anni, è appena uscito di casa; da due anni conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di destra. Ha ereditato i fascicoli d’indagine dal giudice Vittorio Occorsio. Poco prima di essere assassinato aveva chiesto l’uso di un auto blindata. Gli fu negato. All’indomani dell’omicidio, i Nar telefonano ad un quotidiano e fanno ritrovare un volantino di rivendicazione che dice: «Oggi 23 giugno 1980 alle ore 8:05, abbiamo eseguito la sentenza di morte emanata contro il sostituto procuratore Mario Amato, per le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di piombo. Altri, ancora, pagheranno». Amato aveva annunciato che le sue indagini lo stavano portando «alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi». Per l’omicidio sono stati condannati anche Valerio Fioravanti e Francesca Mambro considerati i mandanti del delitto.

9 settembre 1980. Mambro e Fioravanti con Soderini, Vale e Cristiano Fioravanti, uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia e testimone scomodo in merito alla strage di Bologna (link all’omicidio Mangiameli).

5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante l’imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro un’auto, «Spara, spara!».

31 luglio 1981. Nell’ambito di un regolamento di conti all’interno della destra eversiva viene ucciso Giuseppe De Luca. All’omicidio partecipa Mambro.

30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini, poiché ritenuto un “infame delatore”. Del commando omicida fa parte Mambro.

21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono un agguato, a Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e all’agente Ciriaco Di Roma. I due vengono massacrati. L’efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: «La morte di Straullu è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dell’encefalo; quello di Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervello». Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande impegno per smascherare i soldati dell’eversione nera. Nel 1981 ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dell’agguato non aveva la solita auto blindata, in riparazione da due giorni.

5 marzo1982. Durante una rapina a Roma, Mambro uccide Alessandro Caravillani, 17 anni. Il ragazzo stava recandosi a scuola e passava di lì per caso. La sua morte suscita scalpore anche perché il giovane viene colpito alla testa con un colpo di pistola sparatogli a bruciapelo.


Il suo” curriculum”. A cura dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980:

28-02-1976: tentato omicidio.
15-12-1976: tentato omicidio; violazione disposizioni sul controllo delle armi.
23-12-1976: violazione della normativa su armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.
30-12- 1976: ricettazione continuata.
09-01-1977: tentato omicidio; violazione delle disposizioni sul controllo delle armi.
08-02-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
25-05-1977: detenzione illegale di armi e munizioni.
30-12-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; danneggiamento.
31-12-1977: porto illegale di armi continuato.
04-01-1978: porto illegale di armi continuato.
28-02-1978: omicidio; tentato omicidio; violazione delle norme sul controllo delle armi; ricettazione
05-03-1978: rapina; ricettazione; furto.
06-03-1978: tentato omicidio; rapina; ricettazione.
08-05-1978: abbandono di posto da parte di un militare di guardia.
09-05-1978: furto militare continuato.
30-06-1978: furto continuato.
03-07-1978: rapina; porto illegale di armi.
24-11-1978: rapina.
26-12-1978: rapina; violenza privata; violazione di domicilio; detenzione illegale di armi e munizioni.
09-01-1979: incendio; lesione personale continuata; detenzione illegale di armi e munizioni (Radio Città Futura)
08-02-1979: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni.
15-03-1979: rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi, detenzione illegale di armi e munizioni; ricettazione.
marzo 1979: violazione delle norme sul controllo delle armi.
16-06-1979: strage; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi (sezione PCI Esquilino).
19-06-1979: ricettazione continuata.
27-11-1979: rapina (Chase Manhattan Bank); detenzione illegale di armi e munizioni; ricettazione.
05-12-1979: ricettazione continuata; violazione delle norme sulle armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.
11-12-1979: rapina; ricettazione; detenzione illegale di armi e munizioni.
17-12-1979: omicidio; detenzione illegale di armi e munizioni; detenzione abusiva di armi; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
1980: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni.
06-02-1980: attentato per finalità terroristiche o eversive; rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi; porto illegale di armi; omicidio.
28-02-1980: rapina; porto illegale di armi; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi; sostituzione di persona.
07-03-1980: rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
30-03-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni; porto illegale di armi; lesioni personali; ricettazione.
aprile 1980: violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
28-05-1980: attentato per finalità terroristiche o di eversione; violazione delle norme sul controllo di armi, munizioni e esplosivi; rapina; porto illegale di armi; furto; tentata rapina; omicidio.
23-06-1980: omicidio.
10-07-1980: violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope; detenzione abusiva di armi.
31-07-1980: contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione.
02-08-1980: strage; omicidio; lesione personale; attentato a impianti di pubblica utilità; formazione di banda armata.
05-08-1980: rapina; danneggiamento; porto illegale di armi; furto continuato; occultamento di atti veri; ricettazione; falsità materiale.
settembre 1980: falsità materiale.
09-09-1980: omicidio; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
22-09-1980: attentato per finalità terroristiche o di eversione; lesione personale; occultamento di atti veri; ricettazione; rapina; porto illegale di armi.
20-09-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni.
21-09-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni.
23-09-1980: furto.
19-10-1980: ricettazione.
22-10-1980: ricettazione; violazione del controllo delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
29-10-1980: violenza privata continuata; falsità materiale.
13-11-1980: rapina; resistenza a un pubblico ufficiale; ricettazione; porto illegale di armi; falsità materiale; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
26-11-1980: detenzione illegale di armi e munizioni.
19-12-1980: rapina; violazione di domicilio; sequestro di persona; ricettazione, violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
05-02-1981: omicidio; furto; detenzione illegale di armi e munizioni; associazione per delinquere; falsità materiale; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
18-02-1983: tentata evasione; lesione personale continuata.
09-05-1985: calunnia.

(Insomma, se cerchi lavoro e visibilita’, e’ inutile che presenti diplomi, lauree e master, qualche bell’omicidio o rapina ti possono fare molto piu’ frutto, se poi fai una strage il successo e’ assicurato. Berlusconi ha un debole per questi soggetti. Vedi le sue frequentazioni. Speriamo che li metta accanto a se’ anche sui manifesti elettorali, cosi’ il quadro risultera’ anche piu’ chiaro. Accanto alle cifre dei risultati conseguiti si puo’ aggiungere anche il numero di rapine e omicidi dei suoi compari. Sempre numeri sono. In fondo quel che conta e’ essere al top, in quali modi non fa testo. Il bello e’ che ha avuto da dire che i volontari e i pacifisti erano persone fuori di cervello. Ma dove sta il suo? E soprattutto: dove sta il cervello di chi lo vota? A questo punto tanto varrebbe che per arruolare l’onda azzurra cercasse a Rebibbia. A Bologna abbiamo quelli della Uno Bianca, ottimi per le politiche ).

Messaggi

  • Sicuramente Giusva Fioravanti e Francesca Mambro sono gente della peggiore specie.

    Cio’ non toglie, anche se so che la cosa fa incazzare assai l’ area "girotondina" per la quale i giudici hanno sempre ragione ( Pure Squillante ? Pure Fiordalisi ? Pure papa’ Alibrandi ? ), che la loro condanna per la strage di Bologna non e’ suffragata da alcuna prova reale.

    Credo si sia preferito condannare alcuni "mostri" gia ’ in prima pagina per coprire responsabilita’ piu’ istituzionali se non addirittura istituzional-internazionali, responsabilita’ realisticamente collegate all’ altro fattaccio di Ustica.

    E credo che alla fin fine anche il fatto che i due, come del resto il loro coimputato Ciavardini, siano ormai quasi del tutto liberi sia dovuto, piu’ che a improbabili "protezioni", proprio ad una specie di coscienza sporca delle istituzioni per quella condanna indifendibile.

    Cioe’, paradossalmente, questi personaggi, avendo subito sicuramente una condanna ingiusta, hanno finito per essere sostanzialmente "perdonati" anche per tutte le altre carognate commesse sicuramente ( e in larghissima parte anche confessate ).

    Se penso che invece l’ ex B.R. Bruno Seghetti si e’ visto revocare la semiliberta’ soltanto per aver partecipato al funerale dell’ altro ex B.R. Germano Maccari quando questi due ce li ritroviamo invitati dappertutto, anche in appuntamenti "di sinistra", non posso non avvelenarmi il fegato.

    Pero’ non e’ che per questo li dobbiamo considerare per forza "colpevoli" pure della strage di Bologna.

    Quella e’ stata un’ altra cosa, una carognata immane ideata e commessa da personaggi molto piu’ criminali ma anche meno folli di questi scellerati.

    Keoma