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Rifondazione Comunista, Franco Giordano eletto nuovo segretario

domenica 7 maggio 2006

Franco Giordano è stato eletto nuovo segretario di Rifondazione Comunista. I consensi sono stati maggiori rispetto a quelli ottenuti da Bertinotti all’ultimo congresso del partito di Venezia. A Giordano sono andati infatti 139 voti, mentre 7 voti sono andati a Ferrando, 47 le schede bianche e 9 nulle. In favore del nuovo segretario si sono espressi, infatti, alcuni esponenti dell’area dell’Ernesto, che al congresso con le altre minoranze avevano votato contro Bertinotti.

La posizione del gruppo guidato dalla deputata Marilde Provera, dal segretario di Torino Gianni Favaro e da Sandro Valentini dell’esecutivo del partito, è stata evidenziata in una dichiarazione di voto a favore di Giordano da parte di Beatrice Giavazzi, che ha sottolineato la novità della fase apertasi con la vittoria elettorale dell’Unione e la necessità di superare le correnti.

La maggioranza dell’Ernesto e la componente trotzkista Sinistra critica hanno annunciato, con una dichiarazione di voto congiunta di Claudio Grassi e di Salvatore Cannavò, il voto di astensione «come segnale di apertura e di verifica della gestione del partito». Un "no" a Giordano è venuto dal piccolo gruppo trotzkista Falce e martello, mentre hanno confermato i loro rilievi critici per il mancato rinnovamento generazionale Alfonso Gianni («Occorreva investire più sul futuro che sul passato») e Ramon Mantovani.

L’area trotzkista Progetto comunista di Marco Ferrando e Franco Grisolia ha votato per lo stesso Ferrando come candidato alternativo alla segreteria e si è vista respingere un ordine del giorno per il ritiro immediato dall’Afghanistan. Ferrando ha confermato che al momento della fiducia dei parlamentari del Prc al governo Prodi, Progetto comunista darà l’avvio alla fase costituente per la costruzione di un Partito comunista di opposizione.

Il comitato politico ha poi votato in sostituzione di Giordano, Gennaro Migliore alla guida dei deputati di Rifondazione. L’ufficializzazione dell’indicazione di Migliore avverrà con il voto del gruppo parlamentare.

Il neo segretario del Prc ha subito evitato raffronti con Bertinotti. «Non dobbiamo cambiare, la fase politica è diversa - ha continuato Giordano - ma dobbiamo andare con grande intensità verso le innovazioni che ci sono da fare». Alla segreteria di Bertinotti, Giordano ha dedicato un ampio passaggio della sua prima relazione da segretario. «L’esperienza di Bertinotti - ha sottolineato - è irripetibile e inimitabile. Basta guardare al suo discorso di insediamento alla Camera che suggella un percorso straordinario. Bertinotti chi ha guidato con una forza politica e culturale senza la quale non saremmo usciti indenni dai tornanti e dalle strettoie della vita politica».

Giordano ha quindi indicato la strada del Prc nel dopo Bertinotti: «Rifondazione avrà un progetto strategico autonomo, in rapporto e in sintonia con i movimenti e sarà totalmente e lealmente impegnata nell’esperienza di governo». Non partito di lotta di governo, ma partito impegnato nel governo per cambiare il paese dopo gli anni del berlusconismo e in ciò in sintonia con i movimenti.

«La nostra forza e la nostra criticità rimaranno fortemente presenti nella società italiana. Non ci faremo neutralizzare o sussumere integralmente - precisa Giordano -nelle istituzioni o nel governo». In questa direzione Giordano conferma l’impegno del Prc per una commissione parlamentare d’inchiesta che accerti la verità sui fatti di Genova in occasione del G8: «Lì è nata una pagina intensa della nostra storia politica ed è bene che quei ragazzi che sono stati brutalmente repressi trovino giustizia».

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=56119