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SCORRIBANDE IN UN BELLISSIMO CORTEO

mercoledì 22 marzo 2006

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di Marco Bersani

Quante cose dice un corteo come quello del 18 marzo scorso..

Quattro giorni di telefonate e pressioni arroganti da parte massimi dirigenti dei Ds (e del Pdci!!) che chiedevano/ordinavano di annullare il corteo, paventando incidenti sicuri, oscuri complotti, documentate infiltrazioni. Motivazione (letterale) : "Stiamo vincendo le elezioni, la volete capire o no che dovete stare a casa e fino al 10 aprile non deve succedere niente?".

E la Cgil ­che nell’ultimo congresso dichiara la propria indipendenza dal quadro politico- che si sfila alla vigilia, senza neppure motivare perche’.

E allora ci si aspetta un corteo teso, nervoso,dei di quelli dove i "dirigenti" di movimento hanno il cellulare in continua fibrillazione per sapere cosa succede davanti, come vanno le cose in coda, e via dicendo.

Poi uno va in piazza e che vede? Lo splendido popolo della pace che sfila allegro, che balla per tutto il corteo, che si riconosce e sa da dove viene, che si sorride. Bello, allegro, radicale.

Quanta distanza tra questo popolo e gli autori di quelle telefonate.. Quanta incapacita’ di "sentire" la realta’ abita quei dirigenti, che hanno riempito le loro sedi di maxi-schermi per il duello tv Prodi-Berlusconi, e temono come la peste il popolo della
pace, quello che ha riaperto lo spazio pubblico delle piazze di questo Paese, pagando prezzi durissimi (do you remember Genova?) ma permettendo al bisogno di cambiamento di trovare nuovi sentieri..

Ma nell’oscuramento totale dei mass media 70000 donne e uomini sono scesi in piazza, l’hanno riempita di gioia e di radicalita’ , hanno solcato le strade sapendo che continueranno a farlo. Con lo stesso spirito, senza arretrare di un passo.

Qualcuno sara’ costretto a capire che cinque anni di lotte non si accontenteranno di cacciare un governo indecente per sostituirlo con un governo autistico.

E che la musica e le scorribande continuino...