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SE S’ASSASSINA IL CENTRAVANTI

sabato 3 febbraio 2007

di Enrico Campofreda

Dello stadio enclave della violenza pare siano stanchi, offesi e colpiti in tanti. Non solo la Polizia che come venerdì ci lascia il morto. Il suo morto. A volte il morto lo fa o se lo fanno fra loro le fazioni ultrà in stadi diventati campi di battaglia.

E non la battaglia simulata proposta dalla tenzone sportiva. Sugli spalti e fuori ci si spranga, accoltella, spara. Si tira in faccia la bomba carta che andrà a segno con maggior certezza rispetto al bazooka che assassinò Paparelli.

Era la fine degli anni Settanta e gli sciagurati che uccisero in quel modo sembrano pivelli rispetto alle fazioni che stagione dopo stagione si sono organizzate spargendo sangue e morte.

Un’organizzazione meticolosa creata alla luce del sole col benestare di tifoserie e club. E in tanti casi anche di Ministri degli Interni cui l’enclave piaceva.

In lunghe annate nessun dirigente sportivo, presidente federale, politico – sempre presenti in tribuna d’onore - ha voluto mettere davvero le mani nel merdaio. Tutti hanno finto di affrontare la questione ma non si potevano intaccare interessi diretti. L’interesse del capitale innanzitutto. Il mega business che gira attorno all’impresa calcio con diritti televisivi, sponsor, scommesse ufficiali, scommesse illegali – comprese quelle di Calciopoli e dei giocatori che come nella canzone di De Andrè venderebbero la madre a un nano -.

S’è creato un sistema simile alla malavita: il picciotto che uccide per 500 euro è l’ultimo anello della catena alla stregua del giovane - delinquente, invasato o in buona fede - che si sfoga allo stadio. Quest’ultimo magari alza svastiche, infila coltelli nelle pance, lancia bombe carta gratuitamente senza la mancia di nessuno. E se pure l’ingaggio c’è poco importa. Importa che ci siano coloro che tirano le fila e quelli che fanno i sepolcri imbiancati. Come la Mafia con la maiuscola costoro sono all’interno del Palazzo. Pensiamo d’aver battuto la Mafia arrestando Provenzano? Naturalmente no, se i politici della Mafia girano indisturbati. Gli uomini dell’Onorata siedono nel Palazzo e questo accade anche nello sport. E se non sono direttamente Padrini, conoscono collusioni e appartenenze alla Famiglia. Come la saga delle registrazioni di Calciopoli ha fatto udire all’Italia intera.

Ha ragione Maurizio Crosetti de “La Repubblica” d’aver conosciuto i ceffi peggiori dietro certe scrivanie. Lo ha provato anni fa sulla pelle quando a Torino subiva l’ostracismo della triade più chiacchierata del pallone. E di ceffi, purtroppo, son pieni i club calcistici.
C’è d’augurarsi che il segnale lanciato dal commissario Pancalli con la sospensione di tutti i campionati duri a lungo (nota di merito assoluta al suo coraggio, ve l’immaginate i Carraro, Matarrese, Nizzola a sospendere ogni serie?) Che la politica italiana, e dunque il Governo, sempre pronti a rifarsi all’Europa adottino quelle misure drastiche ed efficaci che hanno estirpato la violenza hooligans in altre nazioni.

Non c’è da inseguire misure parolaie, bisogna attuare fatti. Disputare incontri a porte chiuse, sospendere squadre, mettere in condizione di non nuocere facinorosi. Tutto si può se si vuole. Se però si rioffre spazio a buonismo, piagnistei, giustificazioni, incolpevolezza generalizzata, inciuci di partito e campanile che proprio la politica della “Nuova Repubblica” ha sparso a piene mani allora il male già incurabile allargherà le sue metastasi. E uscirà dall’enclave, vivremo il Mucchio Selvaggio, la guerra di tutti contro tutti. Quel putrescente Far West di culto della violenza immotivata che il Belpaese sta ormai diventando.

Messaggi

  • ragionevoli bubbi

    inviato da: non tifoso · il 3/2/2007 · alle: 21:36 · email:

    Come è stato martirizzato Carlo Giuliani lo abbiamo visto tutti migliaia di volte, straziato dai proiettili, schiacciato ripetutamente dai copertoni della camionetta, preso a calci, ormai morto, dagli anfibi degli sbirri.

    Ma questo vice-commissario-cavaliere e chissà cos’altro di che è morto in realtà?
    Prima dicevano un petardo, poi una bomba carta, ma queste fanno molto rumore, è difficile che ammazzino un uomo. Poi se ne escono con la storia dei fumi respirati allo stadio, ora se ne vengono con una pietrata enorme presa nello sterno mentre era dentro la macchina “strano davvero!”

    E’ morto subito? All’ospedale era ancora vivo….

    A me sembra che al povero poliziotto gli è venuto un semplice infarto, uno dei tanti cancheri che gli lanciavano i tifosi alla fine gli è arrivato per davvero!

    Un incidente di lavoro, succede a tanti di morire per un arresto cardiaco, in banca, a scuola, in officina, mentre dormi o scopi.C’est la vie!

    Ma i poliziotti dopo averle prese adesso fanno le vittime, prendono il loro collega morto d’infarto e ne fanno un martire, un eroe, qualche medico consenziente, qualcxhe telefonata di pezzi grossi dell’arma e di politici lecchini e il gioca è fatto! Mi dispiace che qualche povero coglione di tifoso analfabeta innocente pagherà per tutti, c’è sempre bisogno di un capro espiatorio, tra poco salterà fuori, già li vedo i titoloni sui giornali”"Preso teppista che ha lanciato la bomba-il petardo-la pietrona- il fumo- il canchero contro l’eroico vice-commissario- cavaliere del lavoro!”.

    T’ho scoperto mascherina!

    da www.triburibelli.org

  • Magari, a parte i legittimi dubbi sul’effettiva motivazione della morte dell’ agente, bomba, asfissia, pietrone sullo sterno, semplice infarto ?- le scene di scontri che ci fanno vedere continuamente in Tv sono successive di un ora e mezza al ricovero della vittima - uscirà fuori che "l’assassino" è un conclamato neonazista ( come ce ne sono a bizzeffe nelle curve del Catania) o un affiliato al clan Santapaola/Pulvirenti ( come era persino il defunto presidente dello stesso Catania, Massimino, a cui è incredibilmente dedicato lo stadio).

    E allora saremo tutti più tranquilli .... Carlo Giuliani o Aldrovandi non c’entrano nulla se non nella fantasia di qualche ragazzotto livornese o piacentino ..... avremo il mostro da sbattere in prima pagina .. probabilmente pure di destra e/o mafioso .... e gli schemini sono salvi.

    Anche qualche ex duro e puro dei settanta, come l’amico Enrico Campofreda, potrà tranquillamente invocare misure autoritarie sul modello tatcheriano inglese o secondo le indicazioni borboniche di un Calderoli o di un Gasparri ... tanto nell’ immediato sarebbero contro fascisti e mafiosetti .....

    Non credo sia così semplice ......

    E non è questione solo di "odio" contro gli "sbirri", credo che alla fin fine anche questo sia un aspetto esistente, ma secondario.

    A quale futuro può oggi aspirare un ragazzo delle periferie metropolitane, al nord e ancora di più nel profondo Sud ? Quello di lavorare "in nero" nei cantieri e lasciarci la pelle ? O quello di lavorare da co.co.pro in un call-center a 350 euro al mese ?

    Il calcio è a dir poco "malato", ma soprattutto è "malata" la società, e non solo nelle regioni meridionali, visto che certi fenomeni esistono da Bolzano a Lampedusa ed anzi trovano nelle metropoli, Roma e Milano, le situazioni più eclatanti.

    Per non parlare di quello che avviene in certe curve francesi, non solo quelle del calcio ma anche di altri sport.

    Ed ogni fenomeno è inevitabilmente "sociale" e non si potrà rimuovere sul serio fino a che non verrà appunto affrontato "socialmente" ; qualcosa del genere ieri l’ha dichiarata persino un post-fascista come Gianfranco Fini ...... e invece i nostri centrosinistri di governo sanno fare solo la "voce grossa" ed invocare la "repressione", come fecero in quel lontano 1977, favorendo di fatto la crescita del lottarmatismo degli anni successivi .....

    In Inghilterra, con una serie di misure ( peraltro introdotte anche in Italia ma mai applicate per periodiche concessioni di deroghe a pressochè tutti gli stadii italiani) hanno solo spostato gli incidenti da dentro a fuori gli stadii stessi.

    E i fatti di Catania, comunque siano veramente andati, sono avvenuti FUORI e non dentro lo stadio .....

    Quindi, di cosa stiamo parlando ?

    Keoma

    • SIAMO I CAMPIONI DEL MONDO ……

      Ho letto, come tutti voi, ormai di tutto e di più sulla morte di Filippo Raciti.

      Su quanto fa schifo il mondo del pallone.

      Purtroppo non succederà nulla. Non verrà fermato il campionato. Non cambierà nulla.

      L’italietta rimarrà campione del mondo.

      Vorrei invitare tutti quei coglioni che andavano in giro scalmanati a cantare “poporopoporopo” a farlo adesso. Cantate ora se avete le palle. Festeggiate ora il campionato più bello del mondo.

      Il calcio è merda.

      Lo è sempre stato.

      Quello dei cortili un pò meno.

      Poi in cortile arriva un coglione sui 50 anni che ti tira dentro una società.

      Avviamento al calcio.

      Per allenarti, per diventare un campione.

      Sognare la seria A.

      E allora cominci a vedere le cose diversamente: il calcio non è più un gioco, è un business.

      La maglietta sudata, ma col marchio dello sponsor (Autolavaggio Nicola).

      “Poporoporopororoporo”.

      Poi ci sono quelli della curva.

      Quelli che cantano tutti in coro, che credono nella maglia. (Io credo più nei pantaloni)

      Poi ci sono quelli coi tamburi, quelli che “sono allo stadio dalla serie C”.

      Quelli che vanno a tutte le trasferte e si portano dietro un coltellino.

      Ma il calcio è malato.

      “Poporoporopororoporo”.

      Poi ci sono i giornalisti, l’entourage di puttane che si scopano i calciatori, il giro dei locali, le macchine, gli agenti, i procuratori, gli under 21, il presidente magari amico di qualche politico, la moglie del presidente, l’amante del presidente, gli sponsor, la nazionale A, quella B.

      Poi ci sono quelli che dimostrano in piazza. Quelli che hanno solo una fede.
      Quelli che gridano i colori della maglia.

      “Poporoporopororoporo”.

      Quelli che fanno i miracoli in campo.
      Quello ha giocato in nazionale a 14 anni. Quell’altro che guadagna 10mila euro al giorno.

      Ronaldo torna a Milano. ….....

      “Poporoporopororoporo”.

      L’Inter vince lo scudetto.
      Moratti. Moratti. Tronchetti Provera.
      Moratti.

      Ah, bei tempi quelli dell’avvocato.
      La juve è pulita.

      Biscardi è stato esiliato. E’ colpa sua se ci sono le risse.

      La Gazzetta fa schifo, io leggo lo Stadio.

      Stasera c’è la partita.

      “Poporoporopororoporo”.
      Non cambierà nulla.
      Lo spettacolo deve continuare.
      Lo spettacolo deve continuare.

      Anche il morto è spettacolo.

      Il calcio è la vita. Se qualcuno muore per il calcio significa che il calcio è importantissimo.
      Roma! Roma!

      Quel di canio è proprio forte, è un fascista, hai visto che coraggio ha avuto domenica, ha fatto il saluto romano. E gli hanno pure fatto la multa. 10mila euro. Maccheccazzo gliene frega!!! Lui ce li ha i soldi!!!

      Er pupone! Ce l’abbiamo solo noi!

      “Poporoporopororoporo”.

      Papà, posso andare allo stadio?
      Ho comprato la sciarpa e non la tolgo più.

      Hai sentito cosa ha detto il giornalista? Che il fallo non c’era!!!

      Buffon scommetteva sul risultato della juve, fa bene, fa.

      Doping nel calcio è normale.

      “Poporoporopororoporo”.

      E ora, idioti che andate allo stadio e vi piace tutta questa merda. Cantate.

      Postato Domenica, 4 Febbraio 2007 alle 15:57 da VM99 ( dal blog di Leonardo Coen )

  • Lunedì, 5 Febbraio 2007

    Maddechè?

    “L’autista che mi riaccompagna da Fiumicino a casa è un tifoso romanista (…) E adesso? . Nel senso che indurrà alla ragione e farà trovare soluzioni? ”.

    (Gabriele Romagnoli, la Repubblica, 5-2-2007)

    • SCUSATE, IL TESTO INTEGRALE E’ QUESTO, PRIMA ERA SALTATA UNA RIGA.

      Lunedì, 5 Febbraio 2007

      Maddechè?

      “L’autista che mi riaccompagna da Fiumicino a casa è un tifoso romanista (…) E adesso? Son contento, perché sono convinto che questa sosta ci farà soltanto del bene. Nel senso che indurrà alla ragione e farà trovare soluzioni?

      De che? Nel senso che magari recuperiamo Mexes, che adesso è infortunato”.

      (Gabriele Romagnoli, la Repubblica, 5-2-2007)