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SI CHIAMA ALICE LA NUOVA TRUFFA COMMERCIALE DI TELECOM ITALIA

mercoledì 2 febbraio 2005

Storie di malaffare legalizzato

di Enrico Campofreda

Con l’agghiacciante sorriso di plastica da supermanager che sa il fatto suo, Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom Italia, ieri ha vestito i panni di Babbonatale. E’ pronto a elargire doni ai bravi utenti che usufruiscono del sistema Alice ‘Flat’, l’offerta Adsl di Telecom Italia che prevede navigazione Internet illimitata a quota fissa.

Da ieri la bontà sua e dell’Azienda regalano ai clienti 1,2 mega di navigazione sul web. Una banda sempre più larga, come si dice in gergo tecnico. Larga o meno la banda c’è e più di qualcuno pensa che sia a delinquere.

Da mesi molti clienti italiani Telecom ricevono al proprio indirizzo un pacco contenente il modem Adsl dell’offerta Alice (ricordate la bellissima morettona che lo recapitava a un imbambolato Bobo Vieri?). Lo ricevono più ignari di Bobo, senza averlo mai ordinato, sia possedendo un pc e navigando in rete tranquillamente e lentamente coi 56 k, sia avendo in casa solo l’apparecchio telefonico.

L’incastro in genere avviene se nello stabile dove si vive c’è un portiere cui il postino consegna, insieme alle lettere quotidiane, un pacco spedito da Telecom Italia. Il portiere non sa nulla, firma la subdola ricevuta della raccomandata e poi gira il ‘dono’ al signor Rossi. Il quale, accertatosi trattarsi d’un genere mai richiesto, s’affretta a protestare con Telecom Italia.

Non c’è altro numero cui rivolgersi che il 187. Le attese sono bibliche ma tant’è. La signorina del callcenter, cottimista ex co.co.co a contratto a progetto secondo quanto dispone la legge Biagi, risponde che ”Sì, Lei ha ricevuto l’Adsl Alice ordinato” “Ma quando mai? - s’altera il signor Rossi - mi dimostri che l’ho ordinato”. “Questo non è previsto...” risponde suadente la signorina e il signor Rossi si sente già turlupinato. “Ma signore l’offerta di lancio è gratuita” “Non la voglio” ringhia Rossi. “Allora la disdico?” “Sarà meglio”. “Bene, il pacco verrà ritirato dalla sua abitazione tramite un corriere al massimo fra dieci”. Passano dieci giorni e il pacco è lì. Nuova telefonata, nuova signorina a contratto Biagi, che promette un nuovo ritiro del pacco, mai avvenuto.

Allora il signor Rossi capisce d’essere incastrato, fa altre chiamate al 187 e gli riappendono per tre volte il telefono quando afferma che: “Una sua collega interpellata il mese scorso, mi prometteva il ritiro del pacco”. Clic.
Finalmente ne trova una appena scrupolosa che ascolta le rimostranze e promette ancora ritiri che non avverranno.

Il signor Rossi non si perde d’animo, con carta e penna scrive a: Telecom Italia Servizio Clienti, casella postale Grottarossa 17109, 00189 Roma, una prima lettera in cui denuncia l’accaduto e richiede il ritiro del pacco.

Ne scrive un’altra - raccomandata - ma nessuna delle due ottiene risposta, mentre il modem, da lui mai ordinato né usato, giace nel pacco intonso e fermo da due mesi in portineria. Una sera giunge la sorpresa: sulla bolletta bimestrale della Telecom il poveraccio si ritrova addebitata la spesa per ‘Hello’ Alice Adsl. Ma sarà una spesa bimestrale o una tantum? Non lo sa. Lui non ha mai ricevuto né firmato alcun contratto. Guarda sul sito informativo di Alice Telecom e trova i costi di ’Flat’, non di ‘Hello’.

Si rivolge a un avvocato. Che scrive per lui l’ennesima lettera a Telecom Italia. Anche quella dell’avvocato - che minaccia azioni legali - non riceve risposta. Così il sig. Rossi, per non vedersi tagliata la linea telefonica, è costretto a pagare una bolletta maggiorata e pensa di denunziare la vicenda alla Magistratura. Ma questo genere di querele hanno iter e tempi lunghissimi, frattanto Telecom Italia proseguirà a non rispondere dei suoi abusi, e i successivi pagamenti del signor Rossi prevederanno maggiorazioni per servizi né richiesti né utilizzati.

Il ruggente Ruggiero vestito ancora da Babbonatale lancerà ai Turani di turno, in servizio stabile permanente sulle pagine finanziarie dei quotidiani, le nuove note sulla banda larga di Telecom Italia.
Ma quando la Magistratura indagherà sul tipo di banda messa in piedi da Ruggero & Co. ? O le truffe in Azienda le progetta quel galantuomo di Tronchetti Provera? Informateci.

Messaggi

  • Questo e’ un altro esempio che ormai viviamo in un regime TOTALITARIO.Ciao a tutti

  • Articolo molto ben fatto, però, dal momento che anch’io sono stato truffato da Telecom vorrei sapere:

    Come fare ad uscire da questa brutta, ennesima, storiaccia italiana?

    Nella speranza di una vostra risposta vi ringrazio

    Alberto

    alberto.mandelli@email.it

    • per come stanno evolvendosi ormai le cose, di speranze ne rimangono ben poche (il problema è esteso anche alle utenze Enel).
      L’alternativa è la nostra ed unica speranza di uscire da una situazione di "sottomissione"come quella che attualmente viviamo grazie al regime di monopolio.
      Quando la telefonia voip prenderà il sopravvento daremo l’addio a Telecom al Sig. Ruggiero ed a quei "maleducati" CoCoCo del 187 che una cosa l’hanno imparata abbastanza bene:
      sbatterti il telefono in faccia quando riesci a metterli in difficoltà.
      In quanto a Ruggiero vorrei dire che i Manager dovrebbero iniziare a a fare i Manager coi soldi loro.
      Un caro saluto, Sandro e_mail ghostcz24@yahoo.it

  • SALVE MI CHIAMO GALLO MARCO E PURTROPPO ANCH’IO SONO STATO RAGGIRATO DA TELECOM MEDIANTE ALICE, PRATICAMENTE DOPO AVER PROVATO ALICE FREE GRATUITA PER UN PERIODO DI PROVA MOLTO INFERIORE ALL’OFFERTA ORIGINALE, ALL’ARRIVO DELLA BOLLETTA DI DICEMBRE, TROVANDOMI UN COSTO ELEVATO, FACCIO IL 187,SVARIATE VOLTE, ALLA FINE CHIEDO CHE ALICE VENGA DISATTIVATA IN MODO DA POTER USUFRUIRE DI UN’ALTRO CONTRATTO CON ALTRO OPERATORE.
    MORALE DELLA STORIA CON LA BOLLETTA DI QUESTO BIMESTRE MI TROVO 900,00€ DI TRANZIZIONI INTERNET FATTE CON ALICE PERCHE’ PER NEGLIGENZA DELL’OPERATORE NON E’ STATA DISATTIVATA.
    ERRORE DELL’OPERATORE MA DEVE PAGARE L’UTENTE,HAI CONSIGLI DA DARMI IN MERITO?
    COME POSSO EVITARE DI PAGARE IL SUPERFLUO?
    TI LASCIO IL MIO INDIRIZZO DI POSTA: LUPIN113@HOTMAIL.COM

  • Non c’è affatto da sorprendersi, nella repubblica delle banane, come tutti sanno è il controllato che nomina il suo controllore.
    Ho un amico che ha lavorato per Telecom e mi diceva che "i quartier generali" di tutte le compagnie telefoniche (sia mobili che fisse) sono od erano nei pressi di Napoli e guarda caso anche l’Authority delle telecomunicazioni risiede nello stesso posto...; pertanto se la cantano e se la suonano sempre come vogliono loro.
    Questo, oramai, è un paese dove le Authority non hanno autorità, e forse non l’hanno mai avuta, e se può essere utile alla causa questa è la mia opinione!