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Sciopero giormalisti a difesa del contratto e del pluralismo dell’informazione

domenica 1 ottobre 2006

di Alessandro Ambrosin

Il 29 e 30 settembre hanno scioperato i giornalisti. L’agitazione è stata indetta dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana), a seguito dell’ennesimo rifiuto da parte della Fieg (Federazione italiana editori giornali), di sedere ad un tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto, scaduto il 28 febbraio 2005.

Sono complessivamente 12 le giornate di sciopero indette dai giornalisti per i prossimi tre mesi. Riguarderanno la carta stampata, le agenzie di stampa (comprese quelle delle istituzioni pubbliche),i portali web, l’emittenza radiotelevisiva. In pratica questo sciopero investe tutta l’informazione: pubblica e privata.

La vertenza ormai si trascina da diversi mesi e ha portato ad un netto peggioramento della qualità dell’ ’informazione, svilendo la professione soprattutto sotto l’aspetto retributivo. I più penalizzati sono sicuramente i free-lance e i neo-giornalisti che sono costretti ad accettare retribuzioni che variano dai due euro ai quattro euro ad articolo. Una situazione inaccettabile che non rispetta la dignità di chi opera nell’informazione e crea regole diverse all’interno della stessa. Si produce insomma un vero e proprio mercato nero dell’informazione, che minaccia un adeguato pluralismo.

Gli editori italiani, riuniti nella Fieg, non solo non vogliono sentir parlare di accordi normativi ed economici ma vogliono rendere ancora più deboli e ricattabili i giornalisti già contrattualizzati.

Questa vicenda travalica i confini della categoria, e interessa direttamente i lettori perchè un informazione a basso costo e totalmente mercificata genera scarsa qualità e costituisce una seria minaccia alla libertà di espressione quindi alla stessa democrazia.