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Silvio Berlusconi sfugge ad una condanna in un affare di corruzione di magistrati

sabato 11 dicembre 2004


de Jean-Jacques Bozonnet

Silvio Berlusconi é passato nuovamente fra le maglie della giustizia, venerdi’ 10 dicembre, dopo una sentenza contorta del tribunale di Milano che lo esonera da ogni sanzione in un affare di corruzione di magistrati. Su una delle parti dell’affare é stato completamente assolto. Sull’altra beneficia della prescrizione.

"Meglio tardi che mai, ha esclamato il presidente del consiglio italiano. Avevo ragione di essere sereno, pienamente cosciente di non aver fatto nulla di male". Il sollievo era palpabile presso i suoi alleati politici, perché una condanna avrebbe messo Berlusconi in una posizione delicata, a qualche giorno da un incontro con Bush a Washington e da un vertice europeo.

Aperto nel 2000, il processo riguardava un affare che risale al 1986, quando la Fininvest di Silvio Berlusconi aveva ottenuto dal tribunale di Roma il blocco della vendita della società agroalimentare SME al gruppo CIR (Buitoni) dell’uomo d’affari Carlo De Benedetti. Quest’ultimo sospettava il versamento di una tangente per ottenere questa decisione di giustizia. E’ su questa parte del dossier che il giudizio del tribunale milanese ha assolto Silvio Berlusconi.

Una decisione logica nella misura in cui i suoi coimputati, giudicati nel novembre 2003 per lo stesso reato, erano stati anch’essi assolti. "La corruzione non esiste" nell’affare SME, avevano chiarito i giudici.

In compenso, l’istruzione aveva rivelato un sistema di corruzione più vasto in seno al tribunale di Roma. E’ stato cosi’ stabilito che un assegno di 434 000 dollari, emesso nel 1991 da un conto della Fininvest, era transitato sul conto svizzero dell’avvocato del gruppo, Cesare Previti, per finire lo stesso giorno in quello del giudice Renato Squillante, capo dell’ufficio delle inchieste preliminari del tribunale di Roma.

Berlusconi, proprietario della Fininvest, era al corrente di questo versamento, per il quale Previti ed il magistrato sono stati condannati in prima istanza, il 22 novembre 2003, a cinque ed otto anni di prigione?

Il tribunale di Milano ha scelto di non rispondere chiaramente. Accordando delle "circostanze attenuanti", ha automaticamente dimezzato il termine per la prescrizione, che é di quindici anni. L’azione penale per questo reato vecchio di tredici anni é dunque "estinta".

L’opposizione mette l’accento sull’ "ombra costituita dalla prescrizione". Per l’ex magistrato anticorruzione Antonio Di Pietro, ormai deputato europeo del centro-sinistra, "la prescrizione non costituisce una dichiarazione di innocenza ma una presunzione di colpevolezza".

Davanti a quello che considera un giudizio "né carne, né pesce", l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha consigliato a Silvio Berlusconi "di dare le dimissioni e di rinunciare al beneficio della prescrizione", poiché, dice, "non é un cittadino come gli altri". Al contrario, certi partigiani del presidente del consiglio, come Carlo Taormina, deputato di Forza Italia, considera che é venuto il momento di "punire" i magistrati " che gli hanno fatto percorrere un calvario di dieci anni". Il pubblico ministero Ilda Boccassini aveva chiesto otto anni di prigione.

FRODE ED "EVASIONE FISCALE"

Gli avvocati del Cavaliere faranno appello per ottenere un’assoluzione completa. "Siamo certi che i giudici del processo d’appello diranno che Berlusconi era completamente estraneo a tutta questa faccenda", ha spiegato l’avvocato Gaetano Pecorella.

In dieci anni di vita politica, Silvio Berlusconi si é spesso confrontato con i tribunali. Nel 1997 e nel 1998, quando era all’opposizione, é stato condannato tre volte in prima istanza ad un totale di sei anni e cinque mesi di prigione per affari di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito di un partito politico. E’ sempre sfuggito alle sanzioni in appello e in cassazione, spesso grazie alla prescrizione.

Ma non ha finito con la giustizia, essendo ancora perseguito per "falso in bilancio" in un affare il cui processo é sospeso fino al marzo 2005. E’ anche perseguito per "evasione fiscale" nel quadro dell’acquisto della televisione Telecinco, in Spagna. Infine, un’altra inchiesta riguarda un’eventuale frode riguardante dei diritti cinematografici.

Jean-Jacques Bozonnet

Primo duello fra Berlusconi e Prodi

Il primo scontro fra Silvio Berlusconi, capo del governo italiano, e Romano Prodi, considerato il capo dell’opposizione di centro-sinistra, doveva aver luogo sabato 11 dicembre. Un duello a distanza che molti considerano come l’apertura ufficiosa della campagna elettorale per le elezioni regionale del 2005 e, a medio termine, per le politiche del 2006.

L’ex presidente della Commissione europea, di ritorno sulla scena politica italiana da due settimane, ha organizzato a Milano un incontro di tutte le forze di sinistra e di centro-sinistra che conta di unire in seno ad una Grande alleanza democratica (GAD).

Per bloccare quest’offensiva, Silvio Berlusconi ha convocato, lo stesso giorno a Mestre, vicino a Venezia, una grande riunione del suo partito, Forza Italia, sul tema della riduzione delle imposte che ha appena deciso per il 2005.

Berlusconi é alla testa di una coalizione ricomposta e fatta rinsavire dopo un difficile rimpasto ministeriale, mentre Prodi ha davanti a sé un vasto progetto per superare le numerose divergenze della sinistra. - (Corrisp.)

Tradotto dal francese da Karl&Rosa de Bellaciao

http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3210,36-390555,0.html