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Strappi e violenze

sabato 5 giugno 2004

Di Viviana Vivarelli

Grazie prefetto Serra! Grazie sindaco Veltroni! Grazie 10.000 poliziotti che non vi siete montati la testa. Si e’ sentita la mancanza di direttiva di certi Fini e Castelli. Meno grazie a tutti i vigili del fuoco richiamati da tutta Italia per arrampicarsi sui pali tutta la notte a staccare bandiere e palloncini! Non credevamo che una bandiera arcobaleno fosse un tale pericolo per lo stato. E pensavamo che il vostro compito fosse piu’ nobile! Non vi faremo il monumento come ai pompieri delle Due Torri.I pompieri di Genova almeno a tanto si rifiutarono. Vi chiameremo i pompieri del palloncino.

E cosi’, a parte gli anonimi e vili incappucciati, che, per quel che ne sappiamo, possono essere fascistoidi di Ordine Nuovo o ultras della curva sud o anarchici aberranti, provocatori che stanno alla pace come Bush sta alla democrazia, a parte questi infiltrati il cui unico scopo era bullonare la polizia e bruciare cassonetti o inneggiare alla morte, e che erano di chiara parte come di chiara parte sempre sono stati gli incappucciati neri, in tutto il secolo, in ogni parte del mondo, l’unica violenza che abbiamo visto e’ stata nelle parole paranoiche del leader e dei suoi colleghi. Paura o provocazione?

In ultima analisi e’ indifferente, quando un presidente non e’ nemmeno in grado di sostenere un contraddittorio verbale, parla solo su discorsi scritti da altri imparati a memoria, segue da succube una politica dettata altrove, e aspetta mesi per visitare ’una volta’, quelli che manda allo sbaraglio, tanto ’sono pagati bene’, ci si puo’ giustamente aspettare che la vigliaccheria si mescoli alla violenza. Gli ’allarme, allarme’ sono suonati stonati e grotteschi come gia’ a Firenze le grida scomposte della Fallaci.

Chi vive di violenza ha la violenza in bocca.

E strano l’autogoal di quel convegnino in piazza di Selva la belva e del senza speranza La Malfa, con Ferrara che dice: "Per non far sentire una voce sola, per il pluralismo delle idee...". E dunque il paese parlerebbe ’con una voce sola’? e se la voce del paese è la voce della pace, la voce del governo cos’e’? una stecca? piu’ piccola e diversa? E cosi’ fievole da richiedere l’apporto di 30 sedie di plastica bianca sul selciato sotto la pioggia col sostegno di un valoroso La Malfa e quattro radicali? Ma come sono messi? Come scendono in basso! Non bastano i rimbombi mediatici? Le esibizioni di alleanze prestigiose? Le cappellate di miliardi? Ci si appella al pluralismo delle idee?! Ma da che martire viene questa richiesta?

E dover anche sentire i giri tortuosi di un Ferrara che deve, per forza di parte, dimostrare che il Papa parla di pace solo perche’ il ruolo lo impone e lo fa "per salvare le minoranze cattoliche" in Irak. Peccato che la prima cosa che il Papa ha chiesto a Bush e’ di rispettare i diritti dell’uomo in Africa, dove i cattolici sono un po’ pochini, ma per chi segue solo interessi di bottega anche il Papa deve essere definito bottegaio che parla per opportunismo, i diritti umani possono attendere. Era invece chiara un’altra cosa: che il no alla guerra del Papa metteva Bush fuori da ogni religione, ma metteva anche Berlusconi fuori da ogni etica e anche tutti quei falsi cattolici che tanto applaudono il Papa per dimenticarlo a mani fredde.

Oggi per motivi elettorali Bush aveva bisogno di una foto col Papa da esibire agli elettori. Ma la stessa Rai ha parlato di uno ’strappo’ con la Santa Sede. Dunque lo strappo c’e’ stato, tra guerra e religione. Guerra e pace non erano esattamente la stessa cosa, come Giovanardi insisteva a spiegarci. Non sono pappa e ciccia. Guarda caso sono polari, come la morte e la vita, nei metodi, negli intenti e nelle esecuzioni. C’e’ stato dunque ’uno strappo’ che ha messo i guerrafondai fuori dalla Chiesa e contro il Papa. Che parte del clero e dei notabili facciano finta di non capirlo e’ semplicemente uno scandalo.Tutti coloro che hanno difeso la guerra hanno negato la parola del Papa, esattamente come Bush, esattamente come Berlusconi, e stanno in questo scandalo.

Un’ulltima parola per quelli che hanno fatto la sceneggiata di celebrare i liberatori americani tenendosi alla larga dalle piazze e scegliendo cimiteri piu’ riparati. Non bastava anche il loro strappo,dovevano anche sottolinearlo attaccando vilmente gli slogan peggiori del corteo? Come sempre fa chi si mette contro gli amici e spara anche battute acide per dimostrare che sono loro che non lo meritano non il contrario. In fondo anche questa e’ una forma di violenza, piu’ sottile, altrettanto vile e non la meritavamo.