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TELECOM ITALIA: LESA MAESTA’

giovedì 25 maggio 2006

di Enrico Campofreda

Sfoglio “La Repubblica” e da un articolo di Carlo Bonini apprendo di poter essere schedato come ex utente di TelecomItalia. Da chi? dall’azienda stessa. Il tutto per aver cambiato operatore telefonico. Lo ammetto: l’avevo fatto nei mesi scorsi irritato dalla truffaldina campagna “Alice” con la quale Telecom senza richiesta da parte della clientela recapitava ai malcapitati i modem, diceva di attivare il servizio e fra sconti e promozioni addebitava sulla bolletta 154,80 più altri 28 euro e poi i costi all’ora che sorvoliamo. Ne abbiamo scritto (cfr. “Si chiama Alice l’ultima truffa commerciale di TelecomItalia” e “TelecomItalia: quando il merchandising si fa canaglia”), la vicenda è stata denunciata dalle associazioni dei consumatori ma, come sembra, l’azienda paramonopolista continua a beffarsi dell’Autority e a disprezzare i clienti, stilando liste di proscrizione per i “fedifraghi” che transitano altrove.

Naturalmente l’operazione di schedatura è illegale. Il giudice Lamanna della prima sezione penale della Corte d’Appello di Milano sta indagando nel merito a seguito della diatriba giuridico-comerciale che ha visto l’azienda concorrente Fastweb contrapposta a Telecom sul mercato e sui banchi del tribunale.
Insomma io, voi, migliaia di utenti abbiamo cambiato gestore telefonico (personalmente a causa della ribalderia commerciale dell’azienda dei Tronchetti Provera e Ruggiero) e il vecchio operatore non dovrebbe conoscere chi gestisce la nostra nuova linea. Invece lo sa. E il giudice afferma che “sta abusando di un’informazione”. Acquisita, secondo Telecom, da archivi pubblici, a detta di Lamanna no, perché le “Pagine bianche” non divulgano notizie sull’uso della telefonia o del web della clientela né tantomeno sull’utilizzo della banda larga.

Dove ha trovato Telecom queste informazioni? Se ha utilizzato quelle dei suoi archivi ha commesso un abuso perché secondo la legge una volta rescisso il contratto le notizie in possesso su un cliente vanno cestinate. Se Telecom le avesse ricavate dalla “Base Dati Unica” - archivio di notizie sui consumatori di tutti gli operatori di rete fissa e mobile - avrebbe commesso un’ulteriore irregolarità. Del resto sappiamo il rispetto che le aziende italiane pongono verso le leggi...
L’inchiesta e la vicenda proseguono mentre noi clienti e utenti (perché la telefonia è pur sempre un pubblico servizio nonostante il mercato di ogni genere introdotto) restiamo in balìa del raggiro, dell’intercettazione pur non essendo né Moggi né Carraro, della schedatura e forse di chissà quale berlina. E’ l’Italia del Duemilasei con o senza Berlusconi.

Messaggi

  • "Lo scandalo del calcio sta distogliendo l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica da eventi molto più gravi ed importanti come questo !! Occorre poi ricordare che la Telecom è coinvolta anche in un "affaire" di spionaggio telematico ancora più grave ed inquietante della presunta truffa commerciale e di cui nessuno misteriosamente parla !! I furbetti evidentemente non sono solo quelli del "quartierino" ed i "Moggi" non sono solo quelli del calcio !! Ci sarebbero ormai in Italia le condizioni per aprire la stagione di una "Tangentopoli 2", ma Di Pietro sta nel Governo, Borrelli si occupa di calcio e la questione morale, con il compiacente beneplacito di Berluskoni, viene accuratamente chiusa a chiave in un cassetto!!
    MaxVinella