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TRE BUONE RAGIONI PER SCEGLIERE RIFONDAZIONE COMUNISTA/SINISTRA EUROPEA

martedì 8 giugno 2004

RIFONDAZIONE COMUNISTA/SINISTRA EUROPEA

Alfio Nicotra, candidato al parlamento europeo nel collegio n.3

Italia Centrale (Lazio, Toscana, Marche e Umbria)

Caro, cara,

mancano pochi giorni al voto per il rinnovo del parlamento europeo. Non ho ( più in generale abbiamo) grandi e dispendiosi strumenti per veicolare il nostro pensiero e le nostre proposte. Se ricevi questa e-mail è perchè ci siamo conosciuti in qualche lotta comune, in qualche forum sociale, in qualche luogo ( mobilitazione per la pace o per i diritti dei lavoratori e dei migranti) che abbiamo "percorso" insieme.
Vorrei segnalare tre buoni motivi per votare, il 12/13 Giugno, per Rifondazione Comunista/Sinistra Europea, e, se lo riterrai opportuno, sostenere la mia candidatura anche attraverso il voto di preferenza.

PIU’ FORZA ALLA SINISTRA PACIFISTA

L’Italia è un Paese in guerra. Partecipa ad una occupazione illegale di un Paese come l’Iraq. Le nostre truppe sparano ormai- come nella tragica battaglia dei "tre ponti"- non più solo sugli ultimi sostenitori di Saddam Hussein ma sui suoi oppositori storici. Più l’occupazione prosegue più l’Iraq sprofonda nella balcanizzazione e nella guerra civile. Le opposizioni, finalmente, si sono ritrovate in Parlamento in una mozione per il ritiro delle truppe italiane. Ma molte ambiguità rimangono, specialmente nel cosiddetto "listone Prodi". L’Ulivo infatti non ha partecipato alle manifestazioni pacifiste anti-Bush, tradendo in questo un legame con la cultura politica della "guerra giusta o umanitaria" che, evidentemente, è dura a morire. I deputati del "listone" che saranno eletti a Strasburgo, siederanno nel gruppo socialista europeo che sulla guerra è tutt’altro che unito. Nel gruppo socialista infatti vi sono posizioni contrastanti come quella di Zapatero - che ha ritirato le truppe spagnole dall’Iraq- e quelle di Tony Blair che le truppe continua a inviarle e la guerra la fa ogni giorno contendendosi con Berlusconi la palma dell’alleato più fedele di Bush. Al parlamento europeo è necessario invece, rafforzare i deputati che sono per la pace "senza se e senza ma" come quelli che faranno parte del gruppo della Sinistra Europea. Questo non solo per contrastare la guerra all’Iraq, ma anche per una svolta nella politica europea nei confronti della questione palestinese, per respingere i tentativi di liberalizzare ancora di più il criminale commercio delle armi, avviare una politica di riconversione in civile delle industrie belliche e delle basi militari, sciogliere la NATO, impedire che si costruisca un esercito europeo basato sulla dottrina strategica della guerra preventiva e concepito come "braccio armato" degli interessi delle multinazionali e dei mercanti. Per non dimenticare più le tante guerre che insaguinano l’Asia e l’Africa, per dare all’America Latina una alternativa al trattato dell’ALCA e alla egemonia neoliberista.
La pace significa per noi edificare un vero sistema di giustizia, avviando finalmente un processo di disarmo, a cominciare dal bando delle armi di sterminio di massa.

PIU’ FORZA ALLA SINISTRA ANTILIBERISTA

Il trattato di Maastricht e il Patto di stabilità si traducano nella vita dei lavoratori e dei pensionati europei in una tagliola sempre più serrata, nella quale, giorno dopo giorno, vengono stritolate le conquiste di decenni di lotta, a cominciare dallo Stato sociale.
Precarizzazione del lavoro, controriforma strutturale delle pensioni, privatizzazione del sapere e di tutti i servizi sociali (sanità, istruzione, trasporti etc.). Il verbo neoliberista ha trovato però un suo forte e indomabile avversario nel movimento no global o altermondista che dir si voglia. Ovunque la sbornia del "mercato come fine della storia" è messa in discussione da lotte operaie (si pensi a Melfi), dei lavoratori dei servizi (straordinaria la lotta degli autoferrotranvieri), dagli studenti, insegnanti e genitori contro la Moratti, da cittadini che si oppongono alla privatizzazione dell’acqua e alla esternalizzazione dei servizi pubblici fondamentali negli enti locali.
Oggi rompere questa tagliola si può e si deve. Ricominciando a porre la questione salariale, ridistribuendo la ricchezza, colpendo al speculazione , imponendo che questioni decisive come scuola, casa, trasporti, sanità non siano considerate come merci qualunque ma come diritto sociale inalienabile. Così come la pace e la guerra devono diventare una spartiacqua di civiltà tra la sinistra e la destra, il nodo della ripubblicizzazione e dei beni comuni deve diventare il punto discriminante sul quale rifondare una sinistra moderna e antiliberista.
Il grande movimento che nel nostro continente si è ritrovato a Genova, Firenze, Parigi, Annemasse richiede alla sinistra di svolgere finalmente il suo compito: difendere lavoratori e lavoratrici, i pensionati, i precari e i soggetti più deboli.
Un’altra Europa è possibile. Fuori dal neoliberismo.

PIU’ FORZA ALLA SINISTRA ANTIRAZZISTA

Il Mediterraneo è diventato il più grande cimitero umano della globalizzazione capitalista. In tanti e tante - fuggendo dalla morte per miseria, fame, malattie e guerre- perdono la vita nei tristemente famosi "carichi della speranza", bastimenti di umanità in balia del mare e dei trafficanti di esseri umani. La fortezza Europa che fa circolare merci e capitali, non fa circolare le persone. La Bossi/Fini è anche la traduzione italica di normative comunitarie che affrontano il tema migranti solo come una questione di ordine pubblico o come mera forza lavoro da sfruttare. La vergogna dei Centri di Permanenza Temporanei (CPT) alimentano un razzismo istituzionale che è del tutto congeniale alla guerra di civiltà in particolare contro gli arabi. L’Europa che vogliamo noi è invece un continente solidale ed accogliente, che pone al centro il diritto di cittadinanza fondato non sul principio di nazionalità o di provenienza, bensì su quello di residenza.
Il voto a Rifondazione Comunista/Sinistra Europea è il miglior antitodo alla destra xenofoba e razzista, che spinge- davanti alla crisi economica e alla precarizzazione delle condizioni di vita- a una guerra tra popoli.

BATTERE LA DESTRA E CAMBIARE LA SINISTRA

E’ il nostro obiettivo per cacciare Berlusconi ma anche per rifondare la sinistra. Un voto dunque che vale il doppio. Che è la continuità non solo ideale con le lotte e le speranze di cambiamento che i movimenti hanno espresso in questi anni.
Buon voto dunque e che serva a dare gambe al nostro comune cammino.

Messaggi

  • Sono sfiduciato dalla nostra sinistra, che mi ha deluso e continua a deludermi, ormai abbandonata a polemiche puerili e senza senso.
    Purtroppo quelle che esponi non mi sembrano buone ragioni per votare Rifondazione
    Per quanto riguarda la politica interna la maggior parte di quello che propugni è di impossibile realizzazione concreta, pena una forte recessione economica del paese, una perdita di competitività in campo internazionale e una conseguente perdita di posti di lavoro.
    La nostra Sinistra non è più moderna: la ripubblicizzazione dei beni comuni è un concetto superato, anche la Cina sta cercando di riformare il proprio sistema economico, L’ex Urss lo sta facendo da tempo. Non si può tornare su una strada ormai abbandonata perchè dimostratasi in concreto infruttuosa e apportatrice di povertà per le masse.
    Lo scopo della sinistra non deve essere di battere Berlusconi, chi se ne importa di Berlusconi! quanto piuttosto di offrire un’alternativa moderna al liberismo, più attenta ai bisogni dei più deboli.
    Purtroppo lo vedo un obiettivo molto lontano...a meno che non si voglia fare solo propaganda e demagogia.

    Liberate il cervello dalle ragnatele!