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TRENI : Bassa velocità

sabato 24 dicembre 2005

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de LORIS CAMPETTI

Dev’essere un genio il creativo che ha dato il nome al marchingegno inventato per sostituire uno dei due macchinisti: "uomo morto" l’ha chiamato, è un pedale che costa meno del secondo macchinista, non è sindacalizzato e va premuto ogni 55 secondi dall’uomo vivo, altrimenti il treno si ferma.

E’ per garantire la sicurezza, spiega Trenitalia ai ferrovieri che lo contestano e, inascoltati, spiegano che così si mette a rischio proprio la sicurezza, di chi guida il treno come dei viaggiatori. Il terribile incidente di ieri è l’ennesima conferma della saggezza dei lavoratori. Sono state subito aperte tre inchieste.

Errore umano, diranno, è colpa del macchinista, sono invece innocenti Trenitalia e il governo Tav. C’è di più: questa volta i macchinisti erano due, e il semaforo, hanno testimoniato, era verde. Ma i sistemi di sicurezza non dovrebbero garantirci, soprattutto rispetto all’errore umano?

Tra i pendolari della linea Roma-Campobasso ci sono stati 59 feriti, di cui 4 gravi e due dispersi nel groviglio di lamiere. Lo schianto ha costretto l’azienda ferroviaria e Berlusconi a rinviare l’inaugurazione della Tav Roma-Napoli che passa a un tiro di schioppo dal luogo dello scontro.

Resta una domanda: è meglio spendere i soldi per avvicinare di mezz’ora Roma a Napoli, oppure investire sulla sicurezza dei treni? Facciamo rispondere le 59 vittime di Roccasecca. E i ferrovieri.

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