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Tav, Agnoletto: "Stupefacente la posizione di Bresso e Illy"

martedì 6 giugno 2006

Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto

Tav, Agnoletto in merito alla lettera di tre presidenti di Regione a Prodi e
Di Pietro:

«STUPEFACENTE LA POSIZIONE DI BRESSO E ILLY, IN CONTRASTO CON QUANTO AFFERMATO DAL GOVERNO PRODI»

Milano, 5 giugno 2006 ­ Vittorio Agnoletto giudica «stupefacente» la lettera
inviata dai governatori Mercedes Bresso, Roberto Formigoni e Riccardo Illy
al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture. «Anzi, in
realtà ­ dichiara il deputato europeo -, una simile posizione è
comprensibile da parte di Formigoni, espressione di una parte politica che
non solo da sempre ha posto la realizzazione della Tav nel proprio
programma, ma che non ha esitato a militarizzare un’intera valle pur di
domare le proteste.

Ma è stupefacente che due presidenti di Regione del
centro sinistra chiedano a Prodi di passare alla fase operativa della Tav,
definendo addirittura precisi impegni di spesa. Così fingono di ignorare non
solo che il progetto non è parte del programma dell’Unione, ma anche e
soprattutto che il tavolo di confronto proposto dal governo ha come
obiettivo l’analisi di tutte le proposte sul tappeto. Compresa l’opzione che
non prevede la realizzazione dell’alta velocità e invece potrebbe prevedere
il potenziamento della rete ferroviaria attuale, così come sostenuto dalla
comunità della Val susa e dai movimenti.

Passare oggi alla fase operativa equivarrebbe a dichiarare che la decisione
finale è già stata presa e che quindi il tavolo proposto dal nuovo esecutivo
sarà a carte truccate: non è certamente con questa intenzione che il governo
Prodi ha avanzato tale proposta».

La lettera aperta al presidente del Consiglio, conclude Agnoletto,
«rappresenta l’ennesimo tentativo di forzare la mano in nome di ipotetiche
scadenze ultimative dell’Unione europea, che non corrispondono a realtà.
Infatti, la discussione su come distribuire tra i 30 progetti
infrastrutturali quei pochi soldi a disposizione dell’UE deve ancora passare
dalla commissione Bilancio e quindi da quella Trasporti.

Per tanto prevede tempi ancora molto lunghi, non in contrasto con il suddetto percorso di confronto che il governo ha deciso di avviare con la popolazione dei
territori interessati dalla Tav».