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Telecomando

venerdì 21 ottobre 2005

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di Giancarlo Pacchioni

Ogni giorno i telegiornali sono impegnati in una battaglia estenuante, chi riuscirà a disinformare maggiormente? Le notizie vengono selezionate con grande attenzione e nell’intento di non informare nascono nuove rubriche sul gusto, sul galateo e sul colore del perizoma della lenzuolina di turno.

Di politica è meglio parlarne poco, l’ovazione a Berlusconi non deve assolutamente mancare (siamo in democrazia!) e questo comporta l’uso della fantasia o necessita una telefonata a Bondi. Certo è bene screditare anche il nemico di turno che può essere sia un balseiros della maggioranza, sia un politico del centrosinistra.

La cronaca rosa è da preferire a quella nera, altrimenti gli italiani potrebbero mettersi strane idee in testa, quali che la mafia uccide, che la criminalità non è vinta o che le strade non sono affatto sicure.

La droga esiste, ma solo perché ci sono vip (?) che sniffano coca e pertanto se vi capita di vedere in terra un tappeto di siringhe dovete pensare che sono solo frutto della vostra immaginazione comunista.

Le guerre sotto la suadente voce del giornalista vengono affettuosamente trasformate in azioni umanitarie, i morti non sono altro che terroristi o presunti tali.

Un po’ di gossip al tg ci sta sempre bene, rassicura gli animi e pertanto aiuta a diminuire lo stato di agitazione delle famiglie, che sarà mai non arrivare alla fine del mese?

Gli scioperi vengono dipinti come una danno alla comunità, ma è preferibile non parlarne, le manifestazioni sono solo un momento di aggregazione di quei quattro comunisti che ci sono ancora in Italia, ma rassicuratevi, presto verranno ricoverati in strutture sanitarie specializzate.

Se poi siamo interessati all’informazione “vera” ci sono sempre i reality show, di reality non hanno nulla se non il silicone, possibile che nessuno abbia pensato di fare un reality sulle primarie? Un’alta marea di gente in fila per sostenere il progetto dell’Unione, la testimonianza che il popolo italiano è allo stremo, ma non vinto.

L’amara conclusione è che con il telecomando possiamo scegliere il canale tv, ma qualunque sia la nostra scelta è la televisione a scegliere le nostre idee.