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Una comunicazione fondata sulla reciprocità per battere la mediatizzazione della politica

domenica 17 settembre 2006

di Alessandro Ambrosin

Per aumentare le occasioni di esercizio della democrazia occorre dare maggiore spazio alla partecipazione dei cittadini. A questo scopo è necessario attivare strumenti e canali di comunicazione.
In Italia la più efficiente comunicazione politica è ad appannaggio delle destre e in particolare di Forza Italia. Mentre la sinistra da oltre venti anni ha dato prova di non saper comunicare limitandosi a propagandare eventi isolati (elezioni ecc.) e non utilizzando i nuovi media.

Seppure una certa consapevolezza dell’importanza della comunicazione si sta facendo strada scarseggiano gli investimenti necessari.

Comunicare non significa solo produrre visibilità al singolo politico in un tempo limitato. Ma soprattutto creare processi di continuità, ossia rapporti stabili con una base sociale. 

Qualunque sia la finalità dell’agire comunicativo non può avvenire senza una conoscenza dettagliata delle caratteristiche dei destinatari.

Il popolo della sinistra fa fatica a recepire i messaggi politici prodotti dai professionisti della politica perchè i messaggi sono unilaterali e a volte di difficile comprensione. Questa mancanza di comprensione avviene proprio perché non c’è contatto vero tra chi occupa un posto nelle istituzioni e la base. Viceversa i blog a contenuto politico costituiscono la prova di come le forme dal basso possano attivare una comunicazione verso l’alto.

In questo senso il Web offre uno spazio di partecipazione diretta, costituisce un reale effetto di reciprocità tra governanti e governati.

Investire su comunicazione fondata sulla reciprocità è indispensabile per battere la mediatizzazione della politica realizzata da Forza Italia e per allargare gli spazi della democrazia.

Messaggi

  • Tu affermi:
    "In questo senso il Web offre uno spazio di partecipazione diretta, costituisce un reale effetto di reciprocità tra governanti e governati."

    Non é vero!!!

    Il web é un mezzo, ma non significa che il suo uso vada verso più di democrazia.

    Oggi ci permettono di scegliere i massimi sistemi (votare per le grandi coalizioni), ma per esempio vai a spiegare a quelli minacciati da TAV, Autostrade ed altre utili infrastrutture uitili alle tasche degli industriali e della mafia come il web può influire o se ha un riconoscimento giuridico politico o che altro che permetta di esercitare la democrazia.

    E poi il problema è tradurre le scelte democratiche in azioni concrete, guarda caso ci troviamo con un governo di centro sinistra (scelto democraticamente) e contemporaneamente con più militari impegnati all’estero che non con il centro destra!!!
    (eppure era chiaro noi abbiamo votato per riritirarci dalle guerre)
    Il problema è quindi non solo l’opinione, la scelta democratica, ma chi esercita realmente il potere.
    Anche chi ha votato la destra non a fatto che inghiottire l’idea che facendo dei sacrifici il futuro sarebbe stato migliore, peccato che questo è valido solo per i figli, i nipoti e i pronipoti di Berlusconi e Tronchetti.

    Chi non vorrebbe un futuro migliore, quali e quanti sacrifici hanno fatto gli italiani per ottenere questo futuro migliore, ma non è stato l’esercizio della democrazia a farci conquistare i diritti di cui godiamo attualmente. Quante altri come Carlo Giuliani si dovranno sacrificare per un mondo migliore.

    Il web é un mass media, non racchiude in se stesso potere, non racchiude in se stesso forme democratiche se per esse intendiamo scelte che poi si concretizzino realmente in leggi regolamenti o piani regolatori.

    Alla fine il web funziona come quelle grandi assemblee, dove la "parola che conta" é quella dell’intervento strutturato di un autorevole personaggio e non il funzionamento di un processo democratico in cui ognuno può far pesare la propria capacità critica o propostitiva!!

    Però é vero che il web può essere un modo per comunicare espressione di questa futura nuova democrazia che sceglie e attua i suoi piani in modo antagonista, organizza cioè tutte quelle forme di opposizione che impongono le scelte popolari!!

    • Il timore è che, quando il WEB cominciasse veramente a funzionare come strumento di democrazia, possa essere sottoposto a forme di controllo e/o censura, come sta già succedendo in Cina. Un uso antagonistico del WEB corre gli stessi rischi della propaganda politica effettuata con i media tradizionali, con il più l’ulteriore inconveniente di esporre più facilmente gli autori ad azioni repressive e conseguenze giudiziarie !! L’unico vantaggio dello strumento WEB è il suo basso costo e la possibilità di raggiungere in tempo reale anche i luoghi più remoti del pianeta !! Come si può capire quindi la portata rivoluzionaria di questo nuovo media va a mio avviso molto ridimensionata.
      MaxVinella