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Vita e morte di Ernesto Che Guevara : 14 giugno 1928 - 9 ottobre 1967

lunedì 10 ottobre 2005

Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Ernesto Che Guevara, un libro da leggere e rileggere

di Pina La Villa

Il Che all’inizio è solo un ragazzo intelligente e di buona famiglia, amato e coccolato dalla madre e dalla zia. Unica nota caratteristica: soffre di asma. Per questo legge tanto e all’inizio non va neanche a scuola e viene istruito dalla madre. Appena si laurea - in medicina, facoltà scelta dopo aver assistito alla malattia e all’agonia della nonna - parte, vuole viaggiare, conoscere l’America. E nelle sue lettere ai familiari durante i viaggi, anche quando sta per sposarsi, l’argomento è sempre lo stesso: il viaggio, Parigi, l’Europa dell’est...Si guadagna da vivere facendo fotografie e lavora come ricercatore in un ospedale.

Ma a Città del Messico conosce alcuni esuli cubani, fra cui Raùl, il fratello di Fidel Castro. Il colpo di stato di Batista, la decisione di Fidel di invadere Cuba. Una impresa che definire velleitaria è un eufemismo. Partono in ottanta su uno yaght sgangherato, li aspetta un esercito di 35.000 uomini.

La nave arriva per miracolo, la prima imboscata li decima, ma man mano che i sopravvissuti avanzano, cercando di ripararsi e riorganizzarsi, l’esercito aumenta.

Nel racconto di Taibo II questo racconto è un’epopea. Scandita da brani del diario del Che, la storia viene raccontata nei minimi dettagli, da quelli "edificanti" a quelli che lo sono meno. Dettagli, racconti dei testimoni, brevi ma precisi interventi di collegamento dello scrittore: Taibo ha insegnato storia all’università e forse ha capito soprattutto questo: la storia va raccontata, non spiegata. Un grande libro, da leggere e rileggere.

Il Che comincia , nel ’55, a studiare dattilografia: "Adesso lotto con più vigore davanti al marchingegno, e quasi senza guardare la tastiera; quando lo avrò dominato imparerò a ricamare" .

La marcia è lunga e pesante, nella Sierra Maestra. Man mano che avanzano e il tempo passa - almeno un anno, il 1957 - nei luoghi in cui il plotone di Guevara si ferma, sempre più numeroso, il Che istruisce i giovani volontari, e costruisce scuole, ospedali, forni. Dà vita a un giornale e a una radio, Radio Rebelde. E non perde, malgrado le incazzature, la sua ironia. A La Mesa era in funzione una scuola, vi insegnavano i ribelli. Uno di loro aveva scritto al Che una lettera pomposa in cui diceva che gli mancavano gli strumenti per fare lezione. Il Che gli risponde : "Ho ricevuto con giubilo la missiva in cui lamenti di non disporre degli strumenti pertinenti per sviluppare il tuo compito pedagogico nella satrapia che ti è stata assegnata dalla rivoluzione. I puerili soggetti della tua attenzione accademica si dovranno arrangiare con il tuo ingegno, dato che non dispongo delle armi di cultura che reclami. Colgo l’occasione per comunicarti che la prossima volta che fai camminare un uomo per dieci ore per dirmi una simile sfilza di stupidaggini, mando qualcuno a tagliarti i coglioni. Assimilato? Il tuo incazzato comandante. Che."

Paco Ignacio Taibo II, Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Ernesto Che Guevara, Il Saggiatore, 1997

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