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19 e 20 maggio davanti al tribunale di genova

lunedì 16 maggio 2005

COMUNICATO STAMPA : APPELLO A TUTTE LE PERSONE DEMOCRATICHE

“Quello accaduto alla scuola Diaz e poi continuato qui a Bolzaneto è stata una sospensione dei diritti, un vuoto della Costituzione. Ho provato a parlarne con dei colleghi e loro sai che rispondono: che tanto non dobbiamo avere paura, perché siamo coperti.” (un poliziotto in servizio al Reparto Mobile di Bolzaneto, da La Repubblica del 26 luglio 2001)

“È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà” (Art. 13 della Costituzione Italiana)

Il 19 e 20 maggio si terranno le nuove udienze dei processi rispettivamente per le violenze compiute alla scuola Diaz e per le torture alla caserma di Bolzaneto. Tra gli imputati, figure di spicco delle forze di polizia come l’ex capo della Digos, Spartaco Mortola, l’attuale capo dell’antiterrorismo, Francesco Gratteri, e il capo della Squadra Mobile di Genova, Nando Dominici. Tutti “servitori dello Stato democratico” che facevano carta straccia della Costituzione alla quale avevano giurato di essere fedeli.

Nei giorni di luglio del 2001, Genova fu teatro, secondo Amnesty International, della “più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la fine della seconda guerra mondiale”.

Eppure, è forte la sensazione che stia venendo meno la capacità di indignarsi di fronte a fatti di inaudita gravità e che, da più parti, si voglia “stendere un velo pietoso” su di essi. Sperando, magari, che il dibattimento si prolunghi fino alla prescrizione dei reati, con grave offesa delle vittime, in particolare quelle straniere, che in questi giorni riporteranno qui a Genova le loro ossa rotte e le loro anime tuttora ferite, nella speranza di avere giustizia.

Come gruppi, reti, associazioni, organizzazioni e singoli/e che hanno condiviso, nel luglio del 2001, il percorso del Genoa Social Forum partecipando alle manifestazioni di dissenso contro il G8, siamo ancora profondamente indignati per quei fatti e chiediamo giustizia e verità.

Proprio per questo, pensiamo sia necessario che si faccia piena luce sulle responsabilità di quanto avvenuto alla Diaz e a Bolzaneto, affinché un pezzo di storia possa essere finalmente ricostruito e mai più dimenticato

La nostra voglia di verità e giustizia non si ferma qui. Vorremmo sapere quali sono le responsabilità politiche di quanto accaduto in quei giorni e vorremmo che dai vertici dello Stato venissero finalmente parole chiare sugli atti di violenza gratuita compiuti nei confronti di tante persone.

Perciò non ci stancheremo di chiedere verità e giustizia sulla morte di Carlo Giuliani, auspicando la riapertura delle indagini. L’archiviazione per l’omicidio di Carlo è una ferita aperta che ci riguarda tutti, da vicino.

Per queste ragioni crediamo che i processi di Genova non riguardino soltanto parti lese e parti civili, ma tutte le persone che hanno a cuore il rispetto delle regole costituzionali e la credibilità delle istituzioni democratiche. Perciò non ci stancheremo, fino a quando sarà necessario, di sollecitare le istituzioni, i partiti e i movimenti, l’opinione pubblica locale e nazionale a guardare ai processi di Genova come a un importante banco di prova per la tenuta della nostra democrazia, per la sua qualità, per la sua capacità di preservare le garanzie costituzionali.

Invitiamo pertanto tutti i cittadini e le cittadine che credono nella giustizia e nei diritti costituzionali a partecipare ai presidi che si terranno il 19 ed il 20 maggio alle ore 9 davanti al Tribunale di Genova.

COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI
FORUM SOCIALE DEL PONENTE GENOVESE
FORUM SOCIALE DELLA VALPOLCEVERA
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
RETE CONTROG8 PER LA GLOBALIZZAZIONE DEI DIRITTI