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Amnesty International chiede a Israele di tradurre in giustizia dei coloni della Cisgiordania

giovedì 5 maggio 2005

Tradotto dal francese da karl&rosa

Un’associazione accusa la polizia di rifiutare di registrare le denunce contro violenze commesse da coloni

La polizia israeliana in Cisgiordania rifiuta di registrare denunce di Palestinesi contro violenze commesse da coloni, ha affermato martedi’ un’associazione israeliana di difesa dei diritti dell’Uomo.

L’organizzazione Yesh Din (C’é una giustizia) afferma di aver censito "casi generalizzati di rifiuto della polizia di registrare denunce sporte da Palestinesi contro i coloni".

Il gruppo afferma che, in uno dei casi, un responsabile dell’amministrazione militare israeliana ha fatto pressioni su un Palestinese, i cui olivi erano stati sradicati da dei coloni, perché rinunciasse a sporgere denuncia.

"Si tratta di un fenomeno generalizzato", ha dichiarato all’AFP l’avvocato di Yesh Din, Michael Sfard.

"In quattro casi, Palestinesi hanno avuto problemi a sporgere denuncia perfino accompagnati da attivisti di Yesh Din. Alla fine, le denunce sono state accettate dopo laboriose discussioni e appelli ai responsabili" ha aggiunto l’avvocato.

Ha affermato di aver fatto ricorso al Procuratore generale dello Stato Menahem Mazouz ed al comandante della polizia Moshé Karadi per costringere la polizia a registrare sistematicamente le denunce sporte dai Palestinesi contro i coloni.

Amnesty attacca

Lunedi’, Amnesty International ha accusato Israele di non tradurre in giustizia i coloni ebrei sospettati di aver aggredito dei Palestinesi e di aver avvelenato delle greggi appartenenti a Palestinesi.

Denunciando "un numero crescente di aggressioni" contro abitanti di villaggi palestinesi, l’organizzazione di difesa dei diritti dell’Uomo ha sollecitato il governo israeliano ad aprire delle inchieste su ogni incidente violento, specialmente su casi recenti di spargimento nei campi di sostanze tossiche che sono venute a contatto con delle greggi.

"In queste ultime settimane" prodotti chimici tossici sono stati sparsi frequentemente in campi situati presso i villaggi di Tuwani, Umm Faggara e Kharruba a sud di Hebron", ha precisato Amnesty facendo allusione ad un settore situato nel sud della Cisjordania.

Nessuna inchiesta

Dopo il primo caso di avvelenamento che é stato riferito, a fine Marzo, altri campi sono stati contaminati. Tutti questi campi si trovano in settori la cui sicurezza é controllata da Israele.

Finora le autorità israeliane non hanno decontaminato questi campi né aperto inchieste sugli autori di questi atti, che beneficiano di una "impunità", prosegue il comunicato.

Il portavoce della polizia israeliana in Cisgiordania, Shlomi Sagi, ha confermato che é stata aperta un’inchiesta un mese fa, ma che nessun sospettato é stato interrogato.

"L’inchiesta continua e raccogliamo informazioni", si é limitato ad affermare.
All’inizio del mese, Mohammed Qanam, un responsabile del ministero palestinese dell’Agricoltura a Hebron, ha precisato che 82 bestie, 20 delle quali sono morte, erano state avvelenate dopo aver pascolato nel sud della Cisgiordania. Esami praticati in un centro sanitario dell’università di Bir Zeit in Cisgiordania hanno rivelato la presenza di una sostanza altamente tossica, chiamata fluoroacetamide.

Non si conoscono antidoti alla fuoroacetamide, usata contro i topi, che é classificata fra i pesticidi pericolosi dalla convenzione di Rotterdam del 1998.

http://permanent.nouvelobs.com/etranger/20050426.OBS5095.html