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Arcobaleno, quella sinistra che si è dissolta in un giorno

mercoledì 16 aprile 2008

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Chissà se nella memoria dei dirigenti della sinistra arcobaleno si svolgeranno le immagini del film degli ultimi mesi. Chissà se qualcuno di loro confronterà immagini di periodi differenti ma ravvicinati tra loro.

Facciamolo noi un flash-back. Roma, 20 ottobre 2007. Un milione di persone alla manifestazione voluta dalla nascente sinistra arcobaleno per "stimolare" il governo Prodi verso politiche socialmente compatibili. Nel suo piccolo si tratta di un capolavoro politico: mettere in piazza un numero immenso di persone, senza una contestazione ad un governo che stava massacrando socialmente interi strati di popolazione. Una dimostrazione di forza e di compatibilità da parte della Sinistra Arcobaleno, di saper coinvolgere il proprio elettorato e di indirizzarlo verso il contrario dei propri interessi materiali. Poco più di sei mesi dopo la Sinistra Arcobaleno si dissolve: 0 deputati, 0 senatori, 0 finanziamenti dai gruppi parlamentari, 0 visibilità futura sui grandi media che coprono la sola dimensione istituzionale.

Quando si parte da una base di 150 tra senatori e deputati, ottenuti nella precedente tornata elettorale, non si può che affermare: gli interessi materiali di vasti strati di popolazione sono tornati a farsi valere distruggendo una rappresentanza politica fittizia e fatta solo di retorica.

Inutile prendersela con il PD, con il bipolarismo, con la Rai. Quelli sono dispositivi politici, e mediatici, che incidono ma fino ad un certo punto. Dal basso, se la rappresentanza è sentita in qualche modo emerge. E’ successo alla Lega negli anni ’80 che da una dimensione artigianale, senza la copertura dei grandi media, diventò la forza destabilizzante dell’allora sistema politico.

Il punto è quindi chiaro e cristallino: è finita una stagione, che qualcuno in Sinistra Arcobaleno credeva permanente, dove fare politica significava rappresentare dei movimenti per poi accordarsi con i nemici di questi movimenti, il centrosinistra, in nome del fronte contro le destre. E questa stagione è finita oggi, nel momento in cui Sinistra Arcobaleno faceva un bagno di opposizione sperando di raccogliere voti per futuri compromessi di governo con il PD.

Mai nelle storia repubblicana uno schieramento politico ha perso 150 tra deputati e senatori in una elezione, risultando espulso dal parlamento. Sinistra arcobaleno sotto stress da tre angolature (voto utile, astensione, identità comunista) è entrata in una dinamica inedita quanto letale proprio per questi fattori risultati per lei drammaticamente incisivi. Per la prima volta la sinistra, che nel ’76 aveva quasi il cinquanta per cento dei voti, è fuori dal parlamento della repubblica.

Le conseguenze saranno enormi: sul piano costituzionale come della rappresentanza degli interessi materiali. Da oggi la politica di sinistra è in mano esclusivamente ai movimenti. Si apre una fase di cannibalismo dei beni pubblici a favore dei poteri forti e dei vincitori delle elezioni. Ci vorranno intelligenza politica e capacità di innovare.

Tutto quello, insomma, che a Fausto Bertinotti e al suo gruppo dirigente è mancato.

In nome di una politica di gestione di piccoli interessi di ceto politico rivestita di una retorica che oggi frutta un desolante 0 nella casella dei parlamentari ottenuti.

Per Senza Soste, Nique la police

http://www.senzasoste.it/content/view/4022/70/

Messaggi

  • La sinistra non si è dissolta in un giorno, ma la batosta elettorale è solo l’esito finale di un processo inziato da Occhetto alla Bolognina e continuato con il progressivo sfaldamenento del potere sindacale, con l’accettazione dell’abolizione della scala mobile e della erosione di tutto il sistema degli ammortizzatori sociali e dello welfare state !!

    Se poi gli operai votano la Lega non ci si deve meravigliare ed i gruppi dirigenti del sindacato e della sinistra dovrebbero iniziare a fare un piccolo esame di coscienza, prendendo atto del fatto che negli ultimi anni ha prevalso solo il frazionismo , l’autoreferenzialità e la tendenza alla burocratizzazione degli apparati sindacali e politici, più che la difesa dei veri interessi dei lavoratori !!

  • La sinistra non si è dissolta in un giorno, ma la batosta elettorale è solo l’esito finale di un processo inziato da Occhetto alla Bolognina e continuato con il progressivo sfaldamenento del potere sindacale, con l’accettazione dell’abolizione della scala mobile e della erosione di tutto il sistema degli ammortizzatori sociali e dello welfare state !!

    Se poi gli operai votano la Lega non ci si deve meravigliare ed i gruppi dirigenti del sindacato e della sinistra dovrebbero iniziare a fare un piccolo esame di coscienza, prendendo atto del fatto che negli ultimi anni ha prevalso solo il frazionismo , l’autoreferenzialità e la tendenza alla burocratizzazione degli apparati sindacali e politici, più che la difesa dei veri interessi dei lavoratori !!

    MaxVinella

    • A qualcuno verrà pure in mente che una parte dell’elettorato di sx ha votato Lega perchè è stanca di un buonismo accoglitutti ma senza risorse. La gente non ne può più di vedersi tagliare i servizi sociali e sentirsi pure dire che bisogna condividere ciò che abbiamo con tutti quelli che arrivano in Italia. Se uno viene in Italia per delinquere, va sbattuto in galera. Se accogliamo un diseredato, devo iscrivere una risorsa nel bilancio dello stato che permetta la copertura di tale assistenza. Smettela di scatenare guerre tra poveri, la gente punisce la sx perchè parlava di accoglienza ed intanto votava l’indulto, i tagli al Welfare e l’aumento delle spese militari.

    • Sono perfettamente d’accordo con te.
      Questo involucro vuoto, tale ormai era diventato, denominato sinistra non poteva che scomparire.
      Molte prsone la voterebbero ancora se soltanto si sentissero veramente rappresentate.
      Ma da qui parte un’altra storia, tutta da scrivere!

  • la Sinistra, quella vera, nacque come reazione agli effetti distorsivi dell’accumulazione capitalistica novecentesca, che alimentava nuovi bisogni e povertà generando profitti in misura esponenziale in pochi eletti. Potere economico, politico e culturale che in un secolo ha, trasformandosi ed automodificandosi, demolito, ad oggi, quella reazione. Gli effetti distosivi però non sono cessati, anzi, sono persino peggiori. Invero quello che manca oggi è il progetto credibile di un mondo diverso ed alternativo a quello capitalistico moderno, fondato sul dominio delle conoscenze e sulla centralità dei mezzi globali di produzione e distibuzione, che agli albori fù preordinato e spiegato dalle analisi straordinarie di Carl Marx che delineava un sistema teorico e pratico alternativo al Capitalismo. Anzi secondo quelle analisi esso stesso era il naturale approdo della società successiva che sarebbe nato sulle ceneri del Capitalismo che, a suo dire, era incapace di autocorreggere le sue distorsioni. Naturalmente questo è stato il punto debole del pensiero Marxiano. Ad oggi l’implosione è avvenuta nel campo della razione anticapitalistica, producendo un dirompente effetto distorsivo sulle già precarie diseguaglianze sociali globali.Nonostante ciò, proprio per un’assenza di un modello credibile di alternativa conomico e sociale , ciò ha prodotto il trionfo della globalizzazione capitalistica e l’assenza di un competitor economico ed ideologico. Gli effetti deleteri sul piano sociale figli del nuovo modello imperante, però, nel medio periodo produrranno nuove inquietudini politiche, sociali, che si tradurranno in nuovi conflitti armati, per le risorse energetiche ed alimentari, oltre che per il controllo dei beni primari quali ad esempio l’acqua. Al termine di tali conflitti, conseguenti anche agli effetti di rigetto climatico, emergeranno e si rafforzzeranno quella scuola di pensiero post marxiana, il preludio di un nuovo pensiero alternativo al capitalismo e diverso del vecchio pensiero comunista, basato essenzialmente sui diritti e sulle questioni ambientali.