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Bologna: uso politico della drammatizzazione delle paure diffuse a fini di rilancio d’immagine

martedì 1 novembre 2005

di Gino alias Ruvidus

Abbassare i toni e ragionare è l’invito che proviene dai politici DS. E’ ragionevole ma verosimilmente poco realistico questo invito in quanto il "motore" dei toni alti continua a rilanciare , senza alcuna intenzione di abbassarli.
Tentiamo una ricostruzione "fantapolitica" , ma non troppo , di ciò che sarebbe successo, basata sulla ipotesi che il team del Cofferati abbia assunto come riferimento il "marketing della paura" come asse portante di questa "campagna"...

Certo dopo un anno di mediocre tran tran e di assenze dalla scena mediatica nazionale, i consulenti d’immagine hanno dato la sveglia al cinese per l’abbassamento sotto il livello di guardia degli indici di visibilità e di consenso, non solo per gli obiettivi strategici verso la politica nazionale ma anche per la sopravvivenza della credibilità come sindaco.

Si sono allora messi all’opera per una campagna di rilancio d’immagine. La "mediatizzazione" della politica è tanto disastrosa quanto la "finanziarizzazione" della economia. Infatti i team di consulenti debbono scegliere gli argomenti che danno maggiori "profitti" (consensi) nel tempo più breve senza interrogarsi o avere scrupoli su quelli che saranno gli effetti collaterali di questa campagna ...

Il combustibile per il motore di una campagna di questo genere è rappresentato dalle paure reali o percepite come tali dai cittadini , è la focalizzazione dei target, l’azione simbolica vistosa che placa i sentimenti di frustrazione diffusa derivanti dalle perdite di potere , economico e politico e sociale, da parte della maggioranza degli operai, piccoli commercianti, pensionati .

Le ragioni della rabbia sociale di fascie ampie di quella popolazione anziana che aveva immaginato di vivere in una situazione di " maggiore tranquillità e sicurezza " sono chiare e legittime . Assai meno legittimo è l’uso strumentale di questi sentimenti ai fini di una mobilitazione, senza progetto amministrativo, che individua per ora nei romeni piuttosto che negli zingari o in appartenenti ad altre etnie l’obiettivo su cui intervenire , promettendo ai cittadini bolognesi sicurezze e certezze indisponibili in questa epoca.

Il percorso scelto dal Sindaco e dai suoi consulenti è basato sulla costruzione (in gran parte virtuale ) di una rappresentazione della città in stato emergenziale che richiederebbe azioni radicali e una delega di consenso passivo al sindaco pressochè totale, un percorso pericoloso perche disabitua i cittadini alla partecipazione critica e costruttiva ai probemi del governo della città.

Le azioni delle ultime settimane , l’ossessivo richiamo alla legalità senza attributi, la messa in stato di "illegalità" dei lavavetri , lo sgombero dei rumeni dal lungofiume con le ruspe hanno avuto un grande successo tanto da fare dire allo stesso Sindaco : " la gente sta con me ...", linguaggio populista sgradevole e allusivo a cose non simpatiche per chi non sta con lui...

Sarebbe onesto che dicesse che , verosimilmente, le sue azioni hanno il consenso di una maggioranza, per ora....
Per alimentare questa campagna occorrono altri "oggetti" da consumare sull’altare della "legalità", saranno un centro sociale o un altro aspetto della vita di Bologna che non sta dentro le righe ... Lo impareremo presto , perchè la macchina messa in moto dagli esperti mediatici di sua fiducia è molto vorace.

Per questo occorrerebbe certamente abbassare i toni e ragionare con precisione, più con la testa che con la pancia , anche in questa lista : il team di Palazzo d’Accursio è composto da professionisti molto abili nella manipolazione e sanno quello che vogliono e quello che fanno . Per questo occorre analizzare con precisione le loro azioni , la forte presa di potere che hanno sulla rete mediatica e della stampa , mentre le azioni di protesta pulite di chi non è d’accordo sono assai prevedibili e risolvibili con qualche sberleffo mediatico o qualche manganellata..

Per questo occorre lavorare con intelligenza per una politica nella città tesa a risolvere i problemi nella solidarietà , nella lunga e faticosa ricerca degli equilibri possibili della esistenza umana dignitosa tra diversi , senza abboccare alle esche " stupefacenti "
del "cinese" .

PS. I consensi al "cinese" sarebbero in crescita, per quanto mi riguarda , sempre più determinata è la revoca della fiducia che ho avuto la cattiva idea di dargli, l’anno scorso , tramite il voto .... e non siamo in pochi a pensarla così ....