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Dichiarazione di Marco Pannella in sciopero della sete per l’ amnistia

domenica 10 aprile 2005

Amnistia, sciopero della sete: dichiarazione di Marco Pannella

Sono addoloratissimo di non poter accettare la prescrizione di immediato ricovero ospedaliero, e/o di immediata ripresa di alimentazione che mi viene dal mio prezioso Collegio medico guidato dal prof. Claudio Santini, e ne comprendo le dolorose, obbligate conseguenze.

Roma, 10 aprile 2005

"Come confermato dal bollettino medico che hanno emesso il prof. Claudio Santini e i dottori Paolo Carfagna e Fabrizio Taglietti, il collegio dei medici mi prescrive formalmente un immediato ricovero ospedaliero, oltre che la ripresa dell’alimentazione, quanto meno del bere.

Ho una assoluta fiducia nel prof. Claudio Santini e nella sua equipe composta dal dottor Paolo Carfagna e dal dottor Fabrizio Taglietti. Il prof. Santini è stato sempre l’animatore dei prestigiosi Collegi medici che mi hanno assistito nei numerosi scioperi della sete almeno dal 2000, ed è il mio medico curante per tutto quanto concerne lo stato della mia salute dopo i noti interventi che ho affrontato nel 1998. Per la prima volta mi trovo, in coscienza, a non voler ottemperare ad una sua formale e tassativa prescrizione di immediato ricovero come quella odierna. Ritengo infatti che il grado di informazione e di dibattito sulle ragioni e gli obiettivi della mia azione nonviolenta, non garantisca affatto che un atto clemenza nella forma di amnistia e indulto, anche in occasione della morte di Papa Giovanni Paolo II, corrisponda in primo luogo ad una necessità di buon governo di una realtà che va ben al di là del carattere incostituzionale e spesso illegittimo della detenzione, oggi in Italia assolutamente in contraddizione con le sue ragioni costituzionali e di principi generali del diritto positivo italiano.

Un forte e straordinaria provvedimento di amnistia e indulto libererebbe anche l’esercizio effettivo delle funzioni di amministrazione giurisdizionale, giudiziaria. Con il 90-95% di reati che restano impuniti per incapacità di individuarne gli autori; con una forma di scandalosa, crescente amnistia di massa e di classe, caratterizzata da oltre un milione e mezzo di prescrizioni nei soli ultimi 5 anni; con il fallimento dell’"indultino", escogitato e partorito dalla partitocrazia nella sua forma parlamentare; in un paese, infine, in cui almeno 4.500 familiari di centinaia e centinaia di "pentiti", di rei confessi ciascuno, spesso, anche di decine di efferati assassini, lautamente mantenuti a spese dello Stato; è questo il quadro babelico e criminogeno nel quale ci troviamo, e che ha indotto il Parlamento italiano ad una entusiastica, plateale, impegnativa accoglienza al reiterato per anni auspicio di "atto di clemenza" del Pontefice. Non prendere l’iniziativa di seriamente alleviare l’enorme arretrato dell’amministrazione giudiziaria, è ormai riflesso vile, classista, corporativo e massacrante la stessa immagine della giustizia e, quel che è più grave ancora, del Diritto, della Legge, dello Stato, della convivenza civile, che tutt’al più garantisce la Sicurezza di relativamente pochi privilegiati di classe, di casta, di funzionari di Stato, di parastato, di titolari di forte potere economico privato. Resto assolutamente convinto che le pur prestigiose iniziative parlamentari prese in queste settimane sarebbero a questo punto in poco tempo risucchiate nel buco nero di una realtà nazionale con segni di putrefazione e decomposizione sottovalutati tanto quanto, purtroppo, evidenti.

PER QUESTO, PUR CON ATTESE SOSTANZIALMENTE MODESTE, INTENDO PROSEGUIRE ANCORA NELLA MIA AZIONE DI SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE, NELLA SPERANZA CHE NELLE PROSSIME ORE VI SIANO E DIVENTINO NOTE PRESE DI COSCIENZA E DI RESPONSABILITÀ CHE ASSICURINO UNA MATURAZIONE E UNA IMMINENTE CONVERGENZA DI GOVERNO E DI OPPOSIZIONI PER CALENDARIZZARE IL TEMPO ENTRO IL QUALE IL VOTO SULL’AMNISTIA SIA ACQUISITO CON LA STRAORDINARIETÀ DI CONSENSI PARLAMENTARI IMPOSTO DALLA LEGGE.

PER QUESTO ORDINE DI MOTIVI E RIFLESSIONI FORMALMENTE NON ACCETTERÒ LA PRESCRIZIONE CHE OGGI IL PROF. SANTINI, DOTT. PAOLO CARFAGNA E DOTT. FABRIZIO TAGLIETTI, MI HANNO COMUNICATO. CHIEDO LORO DI VOLERMI SCUSARE PER QUESTO. MI RENDO CONTO DI QUALE CONSEGUENZA QUESTO COMPORTI. MI AUGURO CHE, COME MI APPARE POSSIBILE, QUESTA DISOBBEDIENZA SARÀ PRESTO, A TEMPO, SUPERATA, E REALIZZATE LE CONDIZIONI MINIME PER LE QUALI IO POSSA IN COSCIENZA ACCETTARE DI TORNARE AD ALIMENTARMI".

Messaggi

  • Amnistia, sciopero della sete: dichiarazione di Marco Pannella

    Roma, 11 aprile 2005

    “Saluto il 9° giorno dell’iniziativa nonviolenta di sciopero della sete e della fame avendolo comunque e per oggi sospeso: ho bevuto spremute e mangiato frutta, felice così di potere in tal modo dare atto che la fase iniziale dell’impegno civile per la effettiva e rapida acquisizione dell’amnistia e dell’indulto, si è incardinata.

    Il più difficile, certamente, resta da fare. Mi auguro davvero che dal mondo Istituzionale e quello della “politica”, si sprigionino l’energia e la prudenza creatrice necessaria per l’evento dell’amnistia e dell’indulto entro poche settimane.

    Torno formalmente a ringraziare, in primo luogo, naturalmente, il Presidente del Senato della Repubblica, Marcello Pera che, con la sua straordinaria iniziativa pubblica, nei modi e nei contenuti, mi ha non solo consentito ma in qualche modo imposto, politicamente e moralmente, l’atto di fiducia del sospendere immediatamente (non so ancora se per poche ore o diversi giorni) lo sciopero della sete e della fame, tornando a bere ed a mangiare.

    Ringrazio formalmente e pubblicamente quanti, dai Senatori a vita Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini agli oltre 30 Senatori di ogni gruppo, di centro-destra e di centro-sinistra, in particolare il Senatore Luigi Compagna, che hanno non solo annunciato ma anche depositato effettivamente una proposta di legge al Senato di aministia e indulto.

    Ringrazio il Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Gaetano Pecorella e i tanti esponenti politici e della cultura, i tanti comuni cittadini e compagni radicali, che mi hanno fornito energia e alimento in questa mia iniziativa nonviolenta di sciopero della sete e della fame.

    Da questo momento inizia una fase assolutamente più importante, volta a tentare di convincere il mondo delle Istituzioni e quello della “politica” per la rapida emanazione dell’amnistia-indulto.

    Tengo anche e formalmente denunciare il silenzio – come si usa ormai dire – clamoroso della curia, dei titolati vaticani e della gerarchia ecclesiastica che, non hanno, come un sol uomo, proferito motto nel diluvio di celebrazioni e compianti, conferma di ordini politici elettorali e referendari. Ci fanno ben comprendere quanto per loro la scomparsa del Papa tanto compianto, (tutti sappiamo, che e come lui sarebbe in questi giorni intervenuto per rilanciare continui appelli e il suo intervento in Parlamento) dal quale in realtà curiali e governanti vaticani si sentono come liberati e rapidamente ne fanno un ultra-sepolto.

    E adesso, per qualche ora, dopo essermi sontuosamente rifocillato (nei limiti possibili, nelle condizioni nelle quali mi sono trovato) DORMO. Lieto in particolare di avere potuto, grazie al dono dell’intervento del Presidente Pera, a obbedire alla prescrizione dei preziosi medici, il Professor Claudio Santini e i Dottori Paolo Carfagna e Fabrizio Taglietti, che ieri avevano nella loro fedeltà a deontologia e professione di medici, erano stati portati a declinare la loro fiduciaria responsabilità.

    Alle compagne e compagni radicali, me lo si consenta, il più forte grazie e abbraccio”.