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Fausto Bertinotti: “Rutelli non vede i problemi drammatici del Paese”

martedì 7 febbraio 2006

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Dichiarazione del segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti

“Rutelli, demonizzando proposte come tutte discutibili, sembra voler sbarrare la strada in realtà a soluzioni progressiste di problemi drammatici. L’obiettivo principale sembra essere quello di rassicurare i ceti moderati, mostrando di essere più attento alle paure dei ceti possidenti che alle ragioni dei ceti bisognosi.

Lasciamo stare le eventuali requisizioni della terza casa per gli sfrattati, anche perché essendoci case sfitte nelle grandissime proprietà immobiliari, bisognerebbe nel caso intervenire su queste. Ma il problema che Rutelli così elude è il dramma sociale degli sfratti e la soluzione che sembra volere precludere è quella della eventuale mobilità da casa a casa. In altre parole, la questione che noi poniamo è l’incompatibilità per una società civile di lasciare della gente senza casa. Lasciamo stare la patrimoniale, che essendo diventata terreno di troppe facili strumentalizzazioni, non abbiamo proposto.

Ma resta gigantesco il problema dell’evasione fiscale e del sistematico privilegio nell’attuale sistema fiscale della rendita finanziaria e dei grandi patrimoni rispetto al trattamento che subiscono salari, stipendi, pensioni. Il tema all’ordine del giorno è allora se una nuova politica economica deve attaccare o no a fondo il privilegio della rendita. Noi pensiamo di sì. Alzare cortine fumogene contro falsi scopi serve solo a nascondere l’asprezza sociale della questione.

Ma anche su una questione che invece dell’economia investe i diritti delle persone ed è questione umanamente assai sensibile, come quella che riguarda i diritti delle coppie, che senso ha sventolare i pacs quando l’intera Unione ha scelto la regolarizzazione giuridica delle unioni di fatto, così raccogliendo le domande ed il consenso dei movimenti che hanno posto una importante questione di civiltà e di riconoscimento delle diversità?

Si ha l’impressione che polemiche come queste siano al fine l’espressione di una volontà di ridimensionare, attenuare, ridurre l’impatto riformatore che i punti programmatici già comunemente concordati nei tavoli dell’Unione possono mettere in moto. Al contrario, proprio di una forte impronta riformatrice ha bisogno l’Unione per sconfiggere il governo di Berlusconi e dar vita ad un nuovo corso nella storia del Paese”.