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Fausto Bertinotti : VOGLIO... una nuova stagione dei diritti (13)

venerdì 14 ottobre 2005

di Fausto Bertinotti

Una nuova politica economica, i diritti sociali e una politica di pace sono le discriminanti per quella Riforma di cui il Paese ha bisogno. Il suo concreto avvio è però possibile solo se, assieme a tutto ciò, si interviene nei luoghi della sofferenza, dell’emarginazione e dell’esclusione, e nella direzione di una estensione delle libertà personali.

Una domanda forte di libertà sale dalle modificazioni sociali e del costume, dalla richiesta di poter affermare il valore delle differenze tra scelte di vita, dagli orientamenti del proprio sistema di relazioni affettive, dalle culture di appartenenza.

Occorre, innanzitutto, opporsi chiaramente agli attacchi cui vengono sottoposte le conquiste storiche del movimento delle donne, come la legge sull’aborto o la contraccezione e rilanciare appieno il tema dell’autodeterminazione delle donne sul proprio corpo, a partire da una ripresa di iniziativa per la cancellazione e il vero superamento della legge 40 sulla fecondazione assistita.

Occorre una nuova legislazione per il diritto al riconoscimento della propria scelta sessuale e della propria identità di genere, eliminando ogni forma di discriminazione nel lavoro e nella società, garantendo al contempo diritti sociali e personali fondamentali per gay, lesbiche e transessuali. Una legge sulle unioni civili rappresenterebbe un passo fondamentale, anche se non l’unico, in questa direzione.

Di fronte al continuo peggioramento della situazione carceraria, per i problemi derivanti dalla vivibilità delle strutture, dalla difficoltà di garantire il diritto alla cura e da un sovraffollamento che si fa disumano, occorre rilanciare il tema dell’indulto, dell’amnistia e della riforma del sistema carcerario.

Alle migranti e ai migranti va garantito il diritto di voto, a cominciare da quello amministrativo, e, nel quadro europeo, va conquistata la cittadinanza di residenza. La legislazione italiana, in questo senso, va riformata ispirandosi al principio dello "jus domicili".

Una legge per il riconoscimento del diritto d’asilo, oggi negato a gran parte di quanti fuggono dai territori di guerra o dove sopravvivono regimi sanguinari e persecutori è un punto di fondo, anche ai fini di una nuova legislazione sui migranti che, accanto all’abrogazione della Bossi Fini, giunga alla soppressione dell’infamia dei centri di detenzione per i migranti, i cosiddetti CPT.

Una nuova legislazione è necessaria anche nel campo delle tossicodipendenze nella direzione di una rottura con la cultura e la pratica della repressione e del proibizionismo.

Bisogna garantire l’indipendenza della magistratura dal potere dell’esecutivo, così come quella degli organismi di tutela della privacy, di contrasto alle concentrazioni, specialmente nei settori dell’informazione giornalistica e televisiva.

Il servizio televisivo pubblico va garantito e profondamente riformato: l’indipendenza dal potere politico e l’autogoverno degli operatori deve esserne il perno.

Non si combatte il terrorismo riducendo le libertà personali o, ancora peggio, perseguendo l’obiettivo di criminalizzare il conflitto sociale.

Alla deriva verso il conflitto di civiltà va contrapposta la pratica del dialogo e della crescita delle relazioni e degli scambi.

La criminalizzazione del conflitto sociale va contrastata con forza, garantendo l’autonomia dei movimenti, non chiudendo gli spazi di autogestione, modificando quelle norme giuridiche arcaiche e figlie di una cultura repressiva e autoritaria che vengono utilizzate ancora oggi per criminalizzare reati di opinione o forme di lotta.

L’amnistia per i "reati" legati al conflitto sociale è un nostro obiettivo.

In questo quadro, va radicalmente rivista l’attuale normativa che limita, fino ad impedirlo, l’esercizio del diritto di sciopero nei pubblici servizi.

Rifondazione Comunista Parigi (Bellaciao)

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