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Febbraio 2006 - Lettera aperta di 22 compagni/e di Parigi al P.R.C. - Roma

giovedì 2 febbraio 2006

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Cari compagni e compagne,

la decisione del Collegio Nazionale di Garanzia di applicare lo statuto del nostro partito relativamente all’impossibilità di iscriversi ai circoli del PRC all’estero da parte di cittadini dei rispettivi paesi ospitanti viene incontro ad una delle richieste che i sottoscritti hanno avanzato da quattro anni.

Ne prendiamo atto con soddisfazione, interpretandola come un segno da parte del nostro partito di voler procedere ad una correzione della politica fin qui seguita nei confronti delle federazioni estere ed in special modo della nostra.

Infatti, finché i responsabili del circolo PRC di Parigi hanno potuto servirsi, come da anni denunciamo, di un folto gruppo di iscritti "abusivi" per soffocare sul nascere ogni dialettica interna mediante maggioranze contingenti quanto fasulle, tutti gli sforzi dei sottoscritti, e di molti altri che li hanno preceduti, prima di allontanarsi dal circolo, fin dal 1998, sono stati inutili.

Ma il problema degli iscritti "abusivi" é collegato a quello della gestione delle tessere che, fino all’ultimo congresso, sono state distribuite dai responsabili del Circolo di Parigi e della Federazione Benelux secondo criteri di clientela politica, impedendo a quanti sostenevano e sostengono posizioni diverse dalle loro di iscriversi al PRC; sono gli stessi responsabili che non hanno mai voluto mettere a disposizione un elenco completo degli iscritti né un bilancio delle entrate e delle uscite del circolo e della federazione.

A questa gestione opaca delle tessere e della cassa si accompagna l’assenza di un archivio del Circolo e della Federazione, che ha costretto quanti sono riusciti fortunosamente ad iscrivervisi a rivolgersi, per la storia del Circolo e della Federazione, a coloro che fino all’ultimo Congresso ne sono stati i responsabili, gli stessi che, non a caso, hanno sempre rifiutato che fosse redatto un verbale di ogni riunione e di ogni decisione ed iniziativa presa. Cio’ ha dato luogo ad una serie di equivoci e di incomprensioni fra i compagni e costretto i sottoscritti ad un lungo lavoro di ricostruzione di quanto era avvenuto nel Circolo e nella Federazione dal 1998 ad oggi, attraverso la testimonianza di quei compagni che, passati attraverso le loro stesse esperienze, é stato possibile rintracciare e, talvolta, riguadagnare al partito.

Quattro anni di lotta dentro e fuori il circolo di Parigi per ottenere il rispetto di un minimo di regole di democrazia interna, facendo inutilmente ricorso alle istanze di garanzia di circolo, federale e nazionale (le prime due saldamente in mano ai responsabili di cui sopra, veri strumenti di repressione interna), ci hanno convinto che i fondatori del circolo di Parigi e della federazione Benelux, gli stessi che ne sono stati i responsabili fino a ieri, non hanno fatto niente o quasi niente per radicare il partito nella comunità italiana e nel contesto socio-politico parigino e di tutto il territorio della federazione.

In realtà, i responsabili del circolo hanno soffocato sul nascere lo sviluppo del nostro partito, subordinandone gli interessi a quelli di una corrente ultraminoritaria del PCF, lontana dalla politica perseguita dal nostro e da quel partito, oltre che alle loro ambizioni politiche personali.

Tutto questo per spiegare come otto anni di esistenza del circolo di Parigi hanno completamente screditato il PRC a Parigi ed in generale in tutto in territorio della federazione Benelux, rendendo impossibile ai sottoscritti di sviluppare il loro lavoro in una realtà cosi’ feconda e potenzialmente ricca come quella parigina, dove gli Italiani iscritti all’AIRE sono 90.000 e si presume che altrettanti non lo siano, per motivi vari.

E non é soltanto lo sviluppo del lavoro politico fra i membri della comunità italiana il nostro obbiettivo, poiché il progetto della Sinistra europea, promosso dal PRC, dispone con Parigi di un luogo di dibattito e di iniziativa di grandissima importanza ed un circolo attivo e creativo puo’ e deve avere i mezzi per sviluppare l’uno e l’altra (analogo ragionamento per Bruxelles e la Federazione Benelux).

Finalmente, lo scorso mese di novembre 2005, il compagno Fazzese ha potuto verificare quanto venivamo dicendo da tanti anni ed nel dicembre successivo il compagno Ricci ha potuto anch’egli valutare la situazione, o almeno i suoi ultimi, clamorosi sviluppi. Li ringraziamo, ma non basta.

Misure immediate si impongono per una bonifica radicale del circolo e della federazione, se il PRC intende promuovere nel territorio della federazione Benelux una campagna politica in vista delle elezioni di aprile, dopo otto anni durante i quali i responsabili del Circolo di Parigi e della Federazione Benelux hanno potuto, dal lontano 1998 fino all’ultimo congresso, praticare comportamenti che nulla hanno a che fare con i principi e la pratica del nostro partito senza che quest’ultimo, malgrado un intero volume di ricorsi ad ogni livello, trovasse opportuno reagire.

Soltanto a questa condizione i sottoscritti potranno fare campagna, sia pure con i limiti che tanti anni interamente persi pongono alla credibilità del PRC, gettando le basi per un radicamento che potrà dare i suoi frutti - tale é il nostro impegno - piuttosto nella tornata elettorale successiva, quando i candidati delle comunità italiane all’estero al parlamento nazionale, iscritti o vicini al nostro partito, saranno espressi da circoli e federazioni in grado di indicare compagni attivi sul territorio, presenti nei sindacati, nelle associazioni, nei movimenti ed in tutti i luoghi del conflitto di classe.

Parigi, febbraio 2006

01 Jayaura B.
02 M. V. B.
03 Marie Claude R.
04 Giustiniano R.
05 Bruno P.
06 Roberto F.
07 Angelo Ermanno S.
08 Rachele G.
09 Antonio M.
10 Federico G.
11 Chiara F.
12 Eugenia P.
13 Salvo F.
14 Vera K.
15 Daniele C.
16 Annarosa Z.
17 Emanuele T.
18 Davide D.
19 Maria M.
20 Stefano P.
21 Laura C.
22 Francesco A.

Altri quattro compagni/e supplementari S.M. , S.S. , G.L. , F.D. , benche solidari alla lettera preferiscono non firmare per non dare motivo a inutili polemiche a causa della loro troppo recente adesione al partito...