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Francia, coprifuoco anche a Lione. E gli scontri invadono il centro

sabato 12 novembre 2005

di red

Un nuovo tabù è infranto. Gli scontri fra i giovani arrabbiati delle banlieue e la polizia francese escono dai ghetti e irrompono nel centro della città. È successo a Lione, nella centralissima piazza Bellecour, dove gli agenti hanno sparato lacrimogeni contro giovani che lanciavano pietre e rovesciavano cassonetti.

Gli scontri seguono di poche ore la decisione dell prefetto del dipartimento del Rodano, Jean- Pierre Lacroix: coprifuoco in undici comuni, compresa Lione, e divieto di circolazione dei minori dalle 22:00 fino alle 06:00.

Parigi blindata

Una stretta repressiva che segue quella già imposta dal prefetto di Parigi. Nella capitale francese, divieto di assembramento da sabato mattina e per 24 ore. L’ultima volta era accaduto nel ‘68, quando a lanciare pezzi di pavè contro i flic non erano gli emarginati delle banlieue, ma gli studenti di Saint-Germain: Il prefetto - allarmato da messaggi provenienti dalle periferie in fiamme - ha, come allora, deciso di vietare ogni tipo di manifestazione. Così Parigi rivivrà quel Maggio.

Dalle 10 di sabato mattina fino alle 8 di domenica, riunirsi in gruppo in mezzo alla strada o nei luoghi pubblici sarà reato punibile con carcere e ammende. Un colpo a sensazione, anche se il provvedimento rientra nel quadro dello stato di emergenza decretato dal primo ministro Dominique de Villepin.

Secondo il comunicato diffuso dalla prefettura troppi erano i segnali destavano allarme. In primis messaggini Sms e blog che inivtavano a «calare» su Parigi nel lungo week-end. A finire nel mirino dei servizi informatici della polizia sono stati alcuni forum avviati sui blog della radio più ascoltata dai giovani francesi, Skyrock. Il prefetto, con uno scarno comunicato, ha segnalato che «messaggi diffusi su Internet e per Sms da alcuni giorni hanno lanciato appelli a raduni il 12 novembre dentro Parigi e ad “azioni violente”, stando ai termini di chi li ha scritti».

Nel tardo pomeriggio di venerdì invece circa 300 persone hanno partecipato a Parigi a un raduno «per la pace» organizzato da un neonato collettivo delle banlieue che chiede al governo di ascoltare in modo «chiaro e sincero» gli abitanti dei quartieri popolari «relegati al rango di cittadini di serie B». Tutti si sono riuniti al “Muro della Pace” a Champs-de-Mars, vicino alla Torre Eiffel. Il portavoce Rachid Nekkaz, ha dichiarato: «il nostro messaggio è semplicissimo: rispetto dei giovani da parte delle forze di polizia e rispetto delle forze di polizia da parte dei giovani. Vogliamo intrometterci fra la violenza urbana nei quartieri popolari e la violenza istituzionale delle forze dell’ordine e del governo».

Nel lungo week end parigino, l’impressionante dispositivo di sicurezza scattato dal 27 ottobre (data di inziio dei disordini dopo la morte di due ragazzi fulminati mentre scappavano dalla polizia) sarà rafforzato da altri 500 uomini.

E i disordini continuano. Nella notte fra venerdì e sabato due bottiglie incendiarie sono state lanciate contro una moschea a Carpentras, nel sud della Francia: all’interno una ventina di fedeli stava recitando la preghiera del venerdì. Nessun danno alle persone, immediata la condanna di Chirac che ha espresso solidarietà alla comunità musulmana.

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