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IL DUBBIO : Berlusconi è cieco?

martedì 20 dicembre 2005

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di Doriana Goracci

Ieri sera non ho resistito. Tra le due generazioni, mia madre e mia figlia, che mi reclamavano alla visione di Berlusconi a "porta a porta", bene, ho guardato o meglio ho partecipato alla trasmissione.

Era tanto che non ridevamo così, una risata allibita carnale liberatoria, avevamo tutti i sensi svegli: udito- parole folli vista-una maschera di cera olfatto-si sentiva l’odore del potere tatto-reggersi la pancia all’incontinenza del presidente gusto-ancora in bocca la cena.

Ma di più, la telecamera ci faceva osservare le scarpe nere lucide da tango con un doppio fondo da non credere, il portiere della casa il sig Vespa allungava le sue lunghe mani da strega come a dire parlafermati ma il viso smagrito si allungava sull’amministratore del condominio teso e proteso con l’immensa gioia di esserci e farci essere.

Intorno non so, giornalisti, imprenditori, statistici pubblico fare da sfondo all’evento ma silenziosi senza proteste gridate o entusiaste. Dominava la Sua figura: ha sproloquiato per 2 ore cifre raffronti successi condanne senza mai freno... ad un certo punto l’occhio destro comincia a chiudersi ,l’orecchia grande come un ventaglio si incolla ancora di più alla tempia tirata forse un po’ di cerone cede.

Pausa. Come dopo un ring, ci risiediamo a guardare, si riprende. Cominciano domande e lui si blocca in una espressione che abbiamo già visto in altri catastrofici momenti, anche internazionali.

Lui sorride anzi quasi ride bloccato dalla tragica plastica poi
riprende a parlare "a manetta"...L’occhio sinistro comincia a contrarsi il destro è semichiuso, comincia non so da dove a tirar fuori cartine e disegni.

L’Italia, la sua Italia è "impallinata" da cantieri iniziati e pattuiti, il sud si è smagrito e sembra la scarpetta di vetro di Cenerentola, poi comincia a dire "stiamo dicendo delle sciocchezze, non io per la verità" poi riprende a parlare di sè in terza persona , lapsus folli more-morra fino ad arrivare a dire" le violenze sulle donne, noi abbiamo messo avanti..."non finisce la frase e noi tre, quadretto alla Klimt, ci guardiamo e comincia a diventare, con tacito convincimento, per noi tutto triviale ed osceno. Ora Lui parla straparla con gli occhi chiusi, come un cieco che non esibisce le sue povere orbite vacue.

Noi ci addormentiamo mentre ancora si sentono le sue vibrazioni allucinate. L’imbonitore ha eseguito ad arte il suo
mestiere.

Il sonno ci ha sopraffatte: è stata la nostra resistenza.