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La burocrazia: se la conosci la eviti

venerdì 15 settembre 2006

di Alessandro Ambrosin

Il termine burocrazia deriva dal francese Bureau, che significa ufficio o luogo dove operano dei funzionari. La necessità di sostenere le spese degli apparati istituzionali e le complessità crescenti delle funzioni pubbliche impone ai detentori del potere politico la nascita e l’espansione di un sistema burocratico.

Funzionari speciali vengono preposti al prelievo fiscale e all’ amministrazione dello stato. Sorgono così le prime forme di burocratizzazione, che compaiono già nel 43 d.C., il periodo della Roma imperiale in cui vengono ritrovati scritti che testimoniano l’esistenza di una sorta di amministrazione statale.

Un vero e proprio esercizio burocratico amministrativo finalizzato inizialmente a quello che oggi chiameremo prelievo fiscale, contribuisce alla sopravvivenza dello stesso apparato, con conseguente indebolimento monetario del contribuente.

E’ solo nello Stato moderno che - con l’unificazione della moneta, della lingua e dei costumi - si articola in maniera più incisiva la burocrazia. Lo Stato controlla oggi numerosi settori della società con lo scopo di realizzare una perfetta cooperazione tra amministrazione centrale e periferica.

La burocrazia non è altro che l’espressione concreta del rapporto che si instaura tra cittadino e istituzione politica dominante. Spesse volte quest’ultima, occupata da una ristretta oligarchia, genera una burocrazia patologica difficilmente controllabile. La macchina burocratica si appropria così di una funzione politica interferendo continuamente sulla vita dei cittadini e sulle leggi che la regolano, modificandole in modo significativo.

Spesso accade che il burocrate occupi un posto strategico ed utilizzi le sue conoscenze per agire in contrasto con le stesse leggi che dovrebbe far applicare, mantenendo tuttavia il controllo della situazione. Tali azioni coincidono con il tornaconto personale, ma danneggiano i cittadini. Allontanarsi in maniera così dal proprio mandato genera inequivocabilmente una sorta di "casta", che finisce per rappresentare lo Stato.

"Molti sociologi vedono nella burocrazia la disumanizzazione della società per l’esasperazione del formalismo giuridico indipendentemente dagli scopi e dai valori. La burocrazia in tal senso significa perdita di valori e di valutazioni nel rispetto esclusivo della correttezza amministrativa". Saccà, Dizionario sociologico".

Da questo processo purtroppo non sembra immune neppure la sinistra, compresa la cosiddetta sinistra radicale. Purtroppo anche in casa nostra talvolta si assiste ad una corsa alla poltrona amministrativa per gestire il potere.