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Le pazze: un progetto di città vicine

mercoledì 3 maggio 2006

La rete delle "CITTA’ VICINE"

Presenta un seminario sulla storia delle "madres de Plaza de Mayo"

il 4 maggio 2006 alle ore 19 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma

Il seminario consisterà nell’approfondimento della storia umana e politica originale delle Madres e della ricaduta delle loro azioni sulla storia attuale dell’Argentina attraverso l’analisi del libro

«Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo»

di Daniela Padoan (Ed. Bompiani 2005)

introduranno
Alessandro Portelli, Elettra Deiana, Maria Rosaria Stabili

Coordina Ilda Bartoloni

Sarà presente l’autrice


=


Un progetto politico partito da desideri

L’inizio

A Roma da anni donne e uomini intrecciano relazioni significative fra
loro e con altre/i delle "Città vicine" di Catania, Foggia,Catanzaro,
Bologna e di altre città d’Italia promuovendo fin dall’inizio scambi
politici con altri soggetti che si ritiene possano avere affinità con
la pratica politica di questa rete sia a Roma sia con altre città anche
fuori d’Italia.

Donne e uomini che hanno a cuore la propria città ma ampliano il
proprio sguardo anche a luoghi geograficamente lontani ma vicini per le
relazioni con donne e uomini che lì vivono e si impegnano nel cercare
nuove strade per la loro città e il loro paese.

Nel 1997 è nata una relazione e uno scambio a partire da alcune donne
della "Libreria delle Donne" di Buenos Ayres, da cui è seguito un
interesse su quello che avviene in quel luogo, la Libreria - dove, fra
le attività importanti nel passato vi sono stati alcuni incontri con le
Madri di Plaza de Mayo. Interesse che si è allargato a tutta quella
città e alll’intera Argentina partecipando sia alle tragiche vicende
che nel passato hanno scosso quel paese con il massacro di una intera
generazione, sia a quello che ne è seguito e in cui hanno avuto
influenza rilevante le lotte delle Madri dei desaparecidos che dalla
loro vicenda tragica sono partite cercando strade inedite per riportare
civiltà nei rapporti umani del loro paese . e non solo.

Contemporaneamente nasceva una relazione fra alcune/i di Roma e Daniela
Padoan con uno scambio di riflessioni su donne che, in quanto madri,
svolgono un’azione simbolica importante in varie parti del mondo fra
cui le madri di Plaza de Mayo ed altre fra cui, ad esempio, la pratica
delle madri della pace curde raccontata in particolare da una di loro
fra le più note, Muyesser.

Il percorso

Il desiderio di approfondire uno scambio è cresciuto quando il lavoro
politico di Daniela è divenuto più rilevante anche attraverso la scritt=
ura.

In particolare l?uscita del libro di Daniela Padoan «Le pazze: un
incontro con le madri di Plaza de Mayo» per la particolarità
politicamente significativa del suo racconto sulla storia delle madres
ha offerto l’occasione per mettere a punto un?ipotesi di lavoro che
voglia mettere al centro della riflessione la pratica politica a
partire dalla analisi di quella da loro svolta.

Oltre al contenuto umano e politico straordinario della storia delle
Madri illustrata nel libro si è dato valore al procedimento linguistico
usato da Daniela per descriverla, sottolineando la capacità di far
divenire pensiero l’azione politica delle Madri senza inquadrarle in
una discussione teorica ma a partire da un racconto, dal saper dare
parola all’esperienza singolare e autentica di donne e di uomini che
divengono azione politica e simbolica e parola, senza passare dalle
strette di un pensiero razionale e progettuale.

.Questo ha consentito di concepire un’ipotesi di aprire a Roma, fra
quelle e quelli di "Città vicine" e a partire da quella pratica
politica - valutando le peculiarità della diversa situazione storica e
culturale - una riflessione approfondita sul cambiamento necessario
per ottenere una qualità diversa e un senso più chiaro del proprio
agire che consenta anche risultati politicamente significativi.

Successivamente è sorto il desiderio di aprire questa riflessione in
uno scambio aperto ad una cerchia allargata di soggetti impegnate/i in
vari modi nella politica seconda ma che mostrino un tentativo di
cercare strade nuove affini e un desiderio di scambio.

Oggi

Fin dall’inizio del 2005 è nata quindi una rete di ?appassionati? della
pratica politica delle madres - sollecitati anche da un documentario di
Naomi Klein e Avi Lewis «The Take» (Canada 2004) dal titolo italiano
«La presa» che descrive la lotta delle operaie e degli operai nella
occupazione delle fabbriche in Argentina in cui era abbastanza evidente
l?influenza delle madres. Una rete di appassionati anche del libro di
Daniela che sta crescendo sempre più attraverso relazioni che un
desiderio comune arricchisce. Il desiderio è divenuto quindi progetto
elaborando un programma di svolgimento di un ciclo di seminari sulla
storia delle madres per approfondire l?analisi della loro pratica
politica originale e l?incidenza delle loro azioni sulla storia attuale
dell?Argentina con l?auspicio che ne sorgano spontaneamente riflessioni
sull?Italia. Fanno parte di questo progetto iniziative particolari in
alcune scuole con il contributo di insegnanti anche partecipanti ad
associazioni o altre reti perché si ritiene che la storia delle madres
abbia un alto valore educativo.
Un carattere peculiare del progetto è partire nello svolgimento dei
seminari da luoghi in cui l’azione e il pensiero di donne nella città è
rilevante. Si è pensato quindi alla Casa Internazionale delle Donne di
Roma.
Un altro carattere particolare del progetto è la scelta di privilegiare
le periferie. Infatti sono questi luoghi che maggiormente risentono di
un abbandono della cultura e della politica. Questa attenzione alle
periferie diventa ancora più attuale per quello che sta avvenendo a
Parigi L’intento è di illustrare quelle lotte - in particolare quella
delle Madri non escludendo l’ipotesi di allargarla ad altre esperienze
affini - e la loro modalità non violenta ma, proprio per questo, più ef=
ficace
La loro peculiarità di essere presenti nella lotta politica come
soggetti ciascuna/o a partire da sé, assumendosi la responsabilità
personale delle proprie azioni ma acquisendo forza, capacità di
riflessione e di intervento e anche creatività dalla relazione con
altre/i.
Questo potrebbe dare speranza e stimolare capacità soggettive di
intervento non violento e costruttivo sulla realtà in cui si vive.
Non è irrilevante inoltre coinvolgere luoghi della memoria della storia
italiana suggerendo una affinità fra le lotte della Resistenza in
Italia e le lotte delle madres e di altri popoli dell?America Latina.

La realizzazione

Fino ad oggi si è realizzato:

il 5 aprile 2006 alle ore 16 nella scuola elementare "Francesca
Morvillo" di Tor Bella Monaca si è svolto un primo incontro di
riflessione Questo primo incontro che ha avuto molto successo si
ripeterà in altre scuole romane.

Prossimamente si svolgerà:
il 4 maggio alle ore 19 alla "Casa Internazionale delle Donne di Roma"
con la presenza dell’autrice. La riflessione sarà accompagnata dalla
proiezione del documentario «Le Madri di Plaza de Mayo» che Daniela
Padoan ha realizzato per RaiTre (mandato in onda il 14 marzo 2006)

La prospettiva

I seminari proseguiranno in data e alcuni luoghi da definire. Quelli
già previsti si svolgeranno: a giugno presso la ?Casa Della Memoria? e
in alcuni Municipi di Roma. A seconda delle varie sedi, la riflessione
sarà anche arricchita da altre forme espressive (musica, canti,
immagini) e brani di documentari. Oltre ai seminari si sta prospettando
l?ipotesi, condivisa intanto da alcune/i assessore/i di alcuni
municipi, di promuovere l?istituzione di Case della Memoria all?interno
degli stessi municipi sia per non dimenticare la storia e l?origine
della nostra Repubblica sia per creare ponti con Case della Memoria di
altri paesi, in particolare a partire da quella già istituita in
Argentina.

Il senso politico e la pratica che lo sostiene

Si vuole infine sottolineare che questo progetto politico e culturale è
stato possibile realizzarlo per la relazione significativa fra M. Luisa
Gizzio, Daniela Padoan, Cristina Gasparroni, Piera Oria, Giuditta Lo
Russo, Lorenzo e Mariana Teodonio, Alessandro Portelli, Francesca Koch,
Ilda Bartoloni, , Maria Rosaria Stabili, Tilde Silvestri, Maria
Leporini, Pia Mazziotti, Nicoletta Lanciano, Massimo Rendina, Ernesto
Nassi, Francesca Brezzi, Anna Di Salvo, Antonietta Lelario e tante
altre/i che hanno contribuito in vari modi e tante/i altre/i che stanno
iniziando a partecipare.


=


NUOVE PRATICHE POLITICHE IN AMERICA LATINA. RIFLESSIONI SULL’ITALIA

Premessa

L’esigenza di quelle/i di "Città vicine" di approfondire la riflessione
sul cambiamento necessario per ottenere un senso più chiaro e una
qualità diversa del proprio agire che consenta risultati politicamente
significativi ha generato una capacità d’attenzione e d’ascolto verso
quei movimenti e quelle esperienze che mostrano pratiche politiche
nuove e che si stanno affermando con risultati significativi nel luogo
in cui avvengono. Intendiamo accennare a donne e uomini del Chiapas
(Messico) con i nuovi proclami zapatisti ecc. e brasiliani appartenenti
al movimento dei semterra. In entrambe queste esperienze vediamo donne
e uomini che lottano per portare civiltà nel loro paese. Interessante è
anche quello che è avvenuto in Venezuela.

Da tempo quindi quelli di "Città vicine" guardano alle trasformazioni
che stanno avvenendo in America Latina a partire da pratiche politiche
nuove considerando quelle situazioni non da osservare come fenomeni ma
da contattare e conoscere con uno sguardo più attento a leggerne le
novità interrogandosi anche su quali teorie-pratiche essi oggi sanno
ispirarsi, forse senza esserne del tutto consapevoli.
.
Per rendere operativo questo interesse in parte teorico abbiamo
allargato le relazioni che erano partite da quella con donne argentine
cogliendo opportunità che si erano presentate di metterci in diretto
contatto con donne e uomini di altri paesi dell’America Latina .

Attraverso queste relazioni è emersa la conoscenza più diretta della
originalità delle lotte che in quei paesi si svolgono, il desiderio di
far conoscere in Italia la ricchezza di quelle esperienze politiche
anche per l’esigenza di uscire dalle logiche politiche che prevalgono
in Italia e in Europa.

Dall’approfondimento di queste relazioni e dalla conoscenza più
approfondita di quelle realtà è nata un ipotesi politica e un progetto,
anche se questo termine ha perso il significato con cui viene
generalmente inteso essendo più un desiderio, una passione, una
tensione ideale che coinvolge altri ed altre come soggetti ciascuna con
una propria storia; in particolare per M. Luisa anche l’esigenza di
praticare alla luce della sua esperienza di oggi come donna, gli ideali
che suo fratello, Massimo Gizzio le ha lasciato in eredità.

Il progetto coinvolge poi tutta la rete di relazioni che legano da una
città all’altra donne e uomini di "Città vicine"

L’intento del progetto è mettersi in contatto e far conoscere,
possibilmente attraverso racconti diretti esperienze politiche
altamente significative di donne e di uomini. A questo intento si
affianca quello di stimolare una riflessione in Italia, a partire dalla
sinistra, sulla necessità oggi di sottrarsi ad una sudditanza
dell’Europa dagli U.S.A., una sudditanza che si realizza anche
accettando una competizione produttiva con quel paese, invece che una
competizione di idee nella quale l’Europa avrebbe molto da dire,
accettando invece quella che vuole Washington o, meglio i suoi
governi, non solo quelli di destra.

Si vuole quindi aprire una discussione critica sulle teorie e le
pratiche politiche della sinistra in Europa, suggerendo in particolare
di guardare non agli U.S.A. ma all’America Latina e alle nuove
originali pratiche politiche , oltre che alle lotte - che in quel
continente si svolgono, accettando una competizione di idee che la
sinistra occidentale può essere capace di condurre per la sua grande
tradizione di pensiero critico, se sa ascoltare quello che c’è di nuovo
e autenticamente significativo che proviene da quei paesi, ma non solo.

E’ interessante sottolineare che questo progetto è nato all’inizio
dell’estate 2005, ma ultimamente trova conferme in quanto sta avvenendo
proprio in America Latina e alla debacle di Bush nel suo viaggio in
quei paesi lo scorso settembre. «O il mondo guarda al Sud o è
condannato. O inventiamo o sbagliamo» dice Chávez nel suo discorso
all’ONU nel settembre 2005, citando Simón Rodríguez.

Si riscontra già un interesse simile a questo in alcuni settori della
sinistra Ci si riferisce al movimento per la democrazia partecipativa
che prende a modello le esperienze brasiliane a partire da Porto Alegre.
Inoltre anche i SocialForum da qualche anno prendono spunto e
mantengono contatti con i movimenti di lotta in quei paesi.
Queste iniziative però spesso non approfondiscono una riflessione sulle
pratiche di questi movimenti, che invece è l’interesse principale del
progetto anche attraverso un confronto arricchente fra esse.

Il progetto parte dalla presentazione del libro di Daniela Padoan «Le
pazze un incontro con le Madri di Plaza de Mayo» o meglio del racconto
in prima persona di Daniela stessa della sua relazione con le Madri.

Oltre al contenuto umano e politico straordinario della storia delle
Madri illustrata nel libro si vuole valorizzare il procedimento
linguistico usato da Daniela per descriverla sottolineando la capacità
simbolica di far divenire pensiero l’azione politica delle Madri senza
inquadrarle in una discussione teorica ma a partire da un racconto, dal
saper dare parola all’esperienza singolare e autentica di donne e di
uomini.

E’ anche per questo che si parte dal libro di Daniela perché è un
racconto di esperienze soggettive che divengono azione politica e
simbolica e parola, senza passare dalle strette di un pensiero
razionale e progettuale.

Un altro carattere particolare del progetto è di privilegiare le
periferie. Infatti sono questi luoghi che maggiormente risentono di un
abbandono della cultura e della politica. Questa attenzione alle
periferie diventa ancora più attuale per quello che sta avvenendo a
Parigi L’intento è di illustrare quelle lotte, in particolare quella
delle Madri, ma non solo, e la loro modalità non violenta ma, proprio
per questo, più efficace; la loro peculiarità di essere presenti nella
lotta politica come soggetti ciascuna/o a partire da sé, assumendosi la
responsabilità personale delle proprie azioni ma acquisendo forza,
capacità di riflessione e di intervento e anche creatività dalla
relazione con altre/i.
Questo potrebbe dare speranza e stimolare capacità soggettive di
intervento non violento e costruttivo sulla realtà in cui si vive.

per contatti:marialuisa.gizzio@fastwebnet.it