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Meglio un uomo in gonna o una donna in camicia nera?

martedì 14 marzo 2006

Riflessioni su Mussolini(nonno e nipote), i “froci” e il confino

di Vladimir Luxuria

“Frocio” è il termine dispregiativo con il quale vengono definiti i gay nell’area del centro-Italia, “culattone” è più usato al Nord. Il ministro Tremaglia di Alleanza nazionale nell’ottobre 2004 scrisse su carta intestata del Ministero «I culattoni sono in maggioranza» riferendosi alla sfiducia del Parlamento europeo a Buttiglione che aveva abbinato al concetto di omosessualità quello di peccato, “culattoni” sono quelli che, secondo l’ex Ministro Calderoli, hanno «un’assurda pretesa di privilegi» parlando di unioni civili. L’altro ieri durante “Porta a porta” l’onorevole Alessandra Mussolini ha detto: «Meglio essere fascisti che froci». Adesso manca qualcun altro che usi il termine meridionale “ricchione” per completare la gamma linguistica di epiteti omofobi.

“Frocio” probabilmente deriva dal latino “flaccus”, aggettivo per “floscio, molle”, infatti la “mollezza” (D’Annunzio docet) è stata in passato vista come sintomo di effeminatezza al contrario della durezza virile, della marmorea mascolinità delle sculture fasciste, come quelle dello Stadio dei Marmi a Roma. Quello di Alessandra Mussolini è stato un atto di sincerità: inutile usare eufemismi, argomentare in maniera civile la propria contrarietà alle unioni civili, la verità è che questi gay proprio non li sopportiamo.

Eppure il 6 gennaio 1995 sulle pagine del Corriere della Sera, in un’intervista a Massimo Consoli la nipote del Duce dal cognome impegnativo contrastava il suo nemico di sempre, Storace, sulle presunte unghie laccate del verde Paissan: «Già qualche anno fa ero in controtendenza rispetto al mio partito (allora An, ndr) perché un ragazzo fu allontanato dal Fronte della Gioventù in quanto omosessuale. Un gay può dare generosità, amore, affetto, una casa, un’istruzione, un’educazione a un figlio. Sono convinta che possa farlo allo stesso modo di un eterosessuale. La sfera dell’affettività non ha sesso». Solo una decina di anni fa Mussolini non solo era favorevole alle unioni civili ma addirittura all’equiparazione al matrimonio, come Zapatero in Spagna. Per carità, ognuno ha il diritto di cambiare idea, ma le ho dichiarato il sospetto che a furia di frequentare Fiori o Tilgher anche una donna che sembrava così forte come lei si sia piegata al maschilismo autoritario. E’ legittimo pensare che rivedrà anche le sue idee sulle norme anti-stupro e sulla dignità della donna e presto si metta a parlare solo di mogli-madri.

C’è però un punto di questa vecchia intervista sulla quale la leader di Alternativa Sociale non ha cambiato idea, ovvero sul fatto che il nonno Benito non sarebbe stato aggressivo nei confronti dei gay, che durante il fascismo non ci sarebbe stata una vera e propria persecuzione. Certo, in Italia non ci sono stati i lager dove gli omosessuali, contraddistinti dal triangolo rosa, venivano deportati e uccisi, eppure il fascismo aveva stretto un’alleanza con il nazismo di Hitler; da noi sono stati più “soft”, anche se proprio delicati non erano gli squadristi che massacravano di botte omosessuali o presunti tali al suono di slogan come “Per il bene della razza al confino il pederasta! ”.

Il “confino” era un provvedimento di polizia, senza processo regolare, che obbligava ad abitare per anni in una località ristretta, poco abitata e difficilmente raggiungibile: in pratica ti costringevano a lasciare la tua città e i tuoi affetti con una piccola valigia per occultare il vizio, era la punizione per comportamenti ritenuti immorali. Nel dopoguerra è stato abolito il confino politico ma non quello comune all’interno del Testo unico di pubblica sicurezza, al punto che una delle prime transessuali italiane, la famosa “Romanina” di Firenze fu confinata in un paesino in provincia di Foggia per esiliare lo scandalo del cambiamento di sesso.

Durante il fascismo il terrore di tutti gli omosessuali, quelli di “Una giornata particolare” di Ettore Scola per intenderci, era il questore Molina di Catania: nel 1940 confinò 56 persone nell’isoletta di San Domino delle Tremiti. Il problema di un’esatta ricostruzione storica della persecuzione omofoba del periodo nazi-fascista è dovuta alla mancanza di memoria collettiva: diversamente dagli ebrei i gay non avevano una comunità, erano clandestini, nascosti; erano stati scoperti, non avevano fatto “coming-out”, a volte accusare qualcuno di sodomia serviva anche come dispetto personale indipendentemente dalla fondatezza dell’accusa. I gay erano accusati di non consentire la proliferazione della razza italiana, così come oggi veniamo accusati di essere gli eredi di Erode, quelli contro i bambini, gli zozzoni contro le anime innocenti.

Per fortuna quando Mussolini ha detto “frocio” era notte fonda e non c’erano bambini a guardare la tv. Per il resto saranno gli elettori a decidere se mettere nella maggioranza una persona che usa questi termini in un dibattito politico, a decidere se, come ha detto Pippo Baudo in radio da Fiorello (e lo ringrazio) è meglio vedere un uomo con una gonna oppure uno con la camicia nera e un manganello in mano.

http://www.liberazione.it/giornale/060311/archdef.asp

Messaggi

  • ciao Vladimir,
    il confino veramente esiste ancora
    e si chiama art.1,
    non so se arriveranno a darlo pure ai gay
    coll’aria che tira!

    Credo che sai di cosa parlo:
    la diffida a frequentare persone
    con precedenti, a non muoverti
    da casa a non partecipare a manifestazioni.

    Comunque nun te fidà de Pippo Franco
    quello, come la nipote dello scucchione,
    è pronto a spostà il bagaglino
    secondo il vento che tira.
    con affetto
    ma perchè ti sei messa in questo carrozzone
    elettorale?;-)

    vittoria

  • Vladimir mi sei piaciuta da quel coglione di Vespa...a parte le interviste e le chiacchierate rilassate (all’epoca del Costanzo show) non ti avevo mai sentito...hai risposto con dignità e preparazione atutti gli attacchi ignoranti e xenofobi mussoliniani.

    • Complimenti, Vladimir, per lo stile, la sobrieta’ e l’intelligenza. La Mussolini ha dato di se’ uno spettacolo miserevole, aveva proprio perso le staffe e ti voleva usare come capro espiatorio. Ma mettiti nei suoi panni! Era appena stata trombata per la seconda volta da uno a cui deve stare accanto come alleata, ingoiando rospi senza fine, pensando che ha frugato oscenamente nella sua vita cercando di appiccicarle dossier al veleno. A te forse non ti rivede, ma quello se lo deve sorbire ogni giorno quando sara’ all’opposizione, compagno di schieramento, ogni giorno della sua vita politica, una cosa cosi’ insopportabile da non poterla nemmeno pensare!. Ah, che boccone amaro e’ il potere! Tu hai fatto una bellissimo figura. Loro si sono rigirati nel brago. Poveri disgraziati! Sono cosi’ cattivi che la cattiveria li infetta l’un l’altro. La cosa vergognosa e’ che continuano a ripetere che il centrosinistra ha in se’ rapporti poco amichevoli! Mentre loro sono cosi’ in amicizia che cercano di fottersi nei modi piu’ spietati. Hanno tentato di svergognare Marrazzo inventandogli una relazione con un trans, mentre sono loro uno scandalo perpetuo. Hanno tentato di svergognare Caruso attribuendogli perfino le auto incendiate a Milano. Sono talmente serpi che si avvelenano col loro stesso veleno. Vogliono fare politica con questi mezzi da Cesare e Lucrezia Borgia, ma finiranno male.
      Io ti faccio i miei complimenti. Spero di rivedere ancora in tv la tua sobrieta’. Siamo proprio stufi di deficiente assatanti.
      E concordo con il Caruso che Striscia la notizia ci ha mostrato in televisione: sono tutti scemi costoro! Sporchi, brutti e cattivi.
      cari saluti affettuosi
      viviana

  • Collega Vladimir, anch’io, come te, sono laureato in lingue. Sono stato in missione per alcuni anni in Uganda, dove l’omosessualità è reato ed i gay possono essere arrestati. Ho già condannato sul sito cuorineri.it la volgarità e l’inciviltà della fascista Alessandra Mussolini: se vince la destra, la democrazia è in pericolo (ma per fortuna vincerà Prodi). Ti esprimo la mia solidarietà e ti auguro di diventare parlamentare della Repubblica italiana che, per fortuna, è una Repubblica antifascista. Ciao, anzi, come si dice in Africa, jambo.

    Giuseppe Liguori (missionario cattolico)