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Pacs: Titti De Simone, Vladimir Luxuria (Prc), L’Unione non deluda la domanda di civiltà delle persone omosessuali

domenica 12 febbraio 2006

La chiusura e l’arroccamento di una parte del centrosinistra sul tema delle coppie di fatto è un atto di grave responsabilità politica che ha pesantemente condizionato il raggiungimento di una mediazione in reale sintonia con il popolo dell’Unione e la società civile, determinando un arretramento programmatico. Il Prc, noi in prima persona, ci siamo impegnati fortemente affinchè i Pacs entrassero nel programma di governo
come tema di civiltà dirimente.

Hanno prevalso culturalmente e simbolicamente il tradizionalismo cattolico,l’ideologia, gli strumentali steccati elettoralistici agitati da più parti.

L’unione ha il merito (non scontato), di avere inserito il tema delle unioni di fatto senza distinzioni di orientamento sessuale nel programma.

Ma riferendosi ai diritti della persona anzichè a quelli della relazione affettiva, si propone oggi una versione inadeguata del problema e per certi versi regressiva.

La formulazione del programma infatti non fa più riferimento alle unioni civili, e appare così ambigua da lasciare aperto il campo a diverse soluzioni legislative, non escludendo in questo senso nemmeno i pacs, che non è scontato, e per il quale è del tutto evidente che sarà necessario ancora battersi e mobilitarsi fortemente. Come attivisti, come esponenti di Rifondazione comunista siamo impegnati a fianco delle organizzazioni Glbt per raggiungere questo obiettivo.

Vogliamo che la proposta dell’Unione si riallinei all’impianto culturale e giuridico dei pacs, in sintonia con le reali esigenze delle coppie di fatto omosessuali e eterosessuali. L’Unione non deve deludere questa domanda di civiltà.