Archivi : FR | EN | ES

Articoli dal 2022

Rifondazione comunista torna in piazza per fermare la "legge truffa" europea

venerdì 29 agosto 2008

- Contatta l'autore

Ieri il sit-in per evitare lo sbarramento che escluderebbe la sinistra italiana da Strasburgo. Ferrero: «In Italia c’è un’oligarchia»

Rifondazione comunista torna in piazza per fermare la "legge truffa" europea

Roma, al sit-in davanti Palazzo Chigi Paolo Ferrero, Grazia Francescato e Riccardo Nencini Simona ...

di Davide Varì

E’ una questione di sopravvivenza, la sopravvivenza di un partito, certo, ma anche e soprattutto quella della sinistra italiana nel suo complesso. Per questo motivo, per reclamare il semplice diritto ad esistere, Rifondazione si è ritrovata ieri a piazza Montecitorio.

C’è una spada di Damocle pronta ad abbattersi sopra la testa della sinistra: c’è infatti il rischio concreto che il parlamento italiano approvi una legge elettorale con uno sbarramento tale da compromettere seriamente la possibilità che il Prc, i Verdi, i socialisti e i comunisti italiani possano trovare rappresentanza a Strasburgo, sede del Parlamento europeo

«Non c’è nessuna ragione di presentare una legge del genere se non quella rappresentata dalla volontà di buttare fuori la sinistra anche dall’Europa», ha infatti commentato il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero.

Già, far fuori la sinistra italiana definitivamente. Un’idea che non dispiace a Silvio Berlusconi, certo, ma che non dispiace neanche a Valter Weltroni e a tutta quella parte del Pd convinta che senza il Prc di mezzo si possa portare a casa qualche punto percentuale in più. E dire che, almeno per questa volta, Pd e Pdl non possono certo giustificare la volontà di eliminare i piccoli partiti in nome della famosa "governabilità".

No, almeno in Europa il problema della governabilità non esiste. Anzi, Strasburgo si è più volte raccomandata di proporre leggi elettorali che garantiscano il massimo del pluralismo politico: «Se dovesse passare la legge elettorale per le europee come disegnata dal governo - ha spiegato ancora Ferrero - sarebbe uno schiaffo alla democrazia».

Ma oltre a proporre lo sbarramento il governo, con il concorso dell’opposizione parlamentare, ha tutta l’intenzione di mantenere il blocco delle preferenze anche in Europa: «Ciò significa - ha continuato Ferrero - che i capi dei due schieramenti maggiori decidono tutti i parlamentari europei e il popolo non decide niente. Questo significa - ha insistito - che l’Italia rischia di diventare un’oligarchia».

Nel frattempo, mentre a piazza Montecitorio sfilavano i militanti, il consiglio dei ministri - il primo dopo la pausa estiva - divulgava un comunicato in cui faceva sapere che il disegno di legge per la riforma delle legge elettorale per le elezioni Europee veniva rimandato al prossimo consiglio dei ministri. Due i nodi da sciogliere: il mantenimento o meno delle preferenze e la soglia di sbarramento. Ma la vera impasse sarebbe proprio nella definizione della soglia.

Non solo legge elettorale però. Il sit-in di ieri ha infatti rappresentato un’occasione per manifestare il proprio dissenso dalle scelte del governo in materia economica: «Finora il governo ha fatto un mucchio di chiacchiere ma nessun provvedimento - ha ribadito il segretario di Rifondazione - e invece bisogna che intervenga per bloccare e fissare i prezzi dei beni di largo consumo, dei mutui e degli affitti. Il pazzesco balzo in avanti dei prezzi alla produzione - ha continuato il segretario del Prc - dimostra ancora una volta, nel caso che ve ne fosse ancora bisogno, che i generi di primo consumo, a partire da quelli alimentari, sono ormai saliti in modo indiscriminato, fuori controllo e soggetto ad ogni genere di speculazione dai parte di commercianti, grossisti e mercato nero».

Per questo Ferrero chiede un immediato intervento del governo: « È dunque necessario e urgente, oltre che di buon senso, arrivare al più presto a fissare, da parte del governo, dei prezzi "amministrati" o "fissati" e cioè controllati e stabiliti, per tutto il territorio nazionale, senza disparità o sperequazioni».

Quanto alla giustizia, altro tema caldo del momento, Ferrero non ha alcun dubbio: «Siamo contrari a una riforma- dice- così come viene delineata dal centrodestra perchè non risolve il problema della lentezza dei processi, su cui noi siamo disposti a confrontarci, e in più introduce elementi di controllo da parte dell’esecutivo sulla magistratura che sono inaccettabili».

ll segretario di Rifondazione, rispondendo ai giornalisti su un possibile fronte comune della sinistra rimasta fuori dal Parlamento, ha poi ribadito il proprio scetticismo: «Non vedo all’orizzonte - spiega - un soggetto unitario. Semmai vedo un impegno pratico unitario, nel fare, sulle grandi battaglie comuni».

Nessun soggetto unitario a sinistra, certo, ma anche distanza, distanza sempre più marcata, rispetto al Pd. Ferrero su questo è chiaro: «Non ci aggiungiamo alla manifestazione del 25 ottobre perchè con il Pd abbiamo piattaforme diverse. Ritengo - ha poi aggiunto - che la piattaforma del Pd sia solo una forma di emendamenti, che non sia una vera alternativa a Berlusconi».