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Solo fascisti

lunedì 25 aprile 2005

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di Giancarlo Pacchioni

I politici di Alleanza Nazionale (e della Lega) non parteciperanno ad i festeggiamenti della Liberazione, evidentemente la svolta di Fiuggi era solo una pagliacciata per ingannare gli elettori.

Alleanza Nazionale rinnega i valori della resistenza, rinnega l’Italia libera e democratica.

Oggi siamo legittimati a chiamare i politici di An con il vero nome: fascisti.

Provo un senso di tristezza e dolore al pensiero che l’Italia è governata dai fascisti e che i fascisti stanno cambiando la Costituzione.

Concludo con le bellissime parole di Piero Calamandrei:

.. un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nei luoghi dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, perché lì è nata la nostra Costituzione.

Messaggi

  • E’ proprio vero!

    Il guaio é che tutto spinge a dimenticare e far dimenticare questa terribile parola:FASCISTA!!

    E’ da un pò di anni che ci dicono che il Paese ha bisogno di una pacificazione.

    Già pacificazione.

    Il fatto (storico ed immutabile) é che il 25 aprile per l’Italia, la nostra Italia, la nostra Patria unica ed individsibile, senza Nord e senza Sud, le migliaia e migliaia di vittime innocenti della guerra nazifascista e delle stragi fasciste e naziste su genti semplice ed inermi, gente italiana, gente del nostro stesso sangue é il giorno della celebrazione (ma anche della lotta) della guerra di liberazione.

    La mia libertà e quella delle generazioni future ha il suo natale nel 25aprile.

    E’ mio, nostro, dovere non dimenticarlo, mai!!

    Non lo dimentichino neanche coloro i quali, fascisti per ideologia ed odio profondo, tentano di accreditarsi come democratici; e senza mai aver abiurato e condannato il FASCISMO che resta il male più oscuro nella storia delle civiltà.

    Marco 1979.

    • Caro Marco e caro Giancarlo
      se la pace e’ di per se’ una cosa bellissima, la pacificazione che la destra richiede e che anche una certa sinistra propone e’ un’abiura ai sentimenti che ci legano alla nostra repubblica, un’abiura a quanti soffrirono per essa, un’abiura alla memoria di chi dette la vita per liberarla.
      Quello che la destra in realta’ vuole e’ una restaurazione che gia’ comincia a far capolino nel percorso legislativo di Berlusconi che sta ricalcando la presa di potere di Mussolini, nelle correzioni della Moratti ai libri di testo per le scuole, nella riproposizione degli indecenti simboli fascisti negli stadi, nei concerti, nelle celebrazioni, nei nomi di capi fascisti a cui sono dedicate strade o piazze, nel clientelismo di Storace come nei licenziamenti di giornalisti RAI da parte di Berlusconi, nel tentativo di distruggere la Costituzione, nell’assenza sistematica di Berlusconi per 4 anni alla festa della liberazione, nell’attacco allo statuto del lavoro per abbassare i sindacati a ruolo di corporazioni...
      Potrebbero i palestinesi chiedere in una festa nazionale il riconoscimento dei caduti israeliani? Potrebbero gli ebrei in una festa del loro popolo chieidere il riconoscimento dei caduti nazisti?
      Potrebbero gli indiani in una festa dell’India chiedere il riconoscimento dei caduti inglesi?
      Che senso ha chiedere una pacificazione e dunque una equiparazione tra caduti fascisti e caduti della resistenza?
      Non riesco a pensare a nulla di piu’ atroce, sarebbe come uccidere le vittime due volte
      viviana

    • Viviana, io non so quanti hanni hai. Io ne ho venticinque.

      La famiglia di mio padre (quella del mio bisnonno) ha patito il fascismo come tanti altri italiani antisfascisti.

      E’ stata una sofferenza che ha segnato!!

      Tu pensa che la zia di mio padre, zia Costanza, che ha fatto la sindacalista CGIL nei tempi più bui e difficili della nostra Repubblica, quelli del famigerato Ministro Scelba, che odiava a morte gli operai ed i braccianti agricoli (così come odiava tutti gli iscritti allla CGIL) al solo pensiero che il un Savoia stava per rientrare inItalia, ha desiderato di morire piuttosto che vederne il ritorno.

      E, forse, il buon Dio ha inteso ripagarla di tutta la sofferenza fatta vivere alla nostra famiglia dai fascisti:é morta, serena ed all’improvviso, nel marzo 2002, tre giorni prima che i reali di Savoia rientrassero dall’esilio e mettessero piede sul suolo italiano.

      Questo per dirTi che so bene che la memoria antifascista non può mai conciliarsi con una qualsivoglia pacificazione.

      Pacificazione é una parola che non può esistere e mai potrà convivere con la memoria singola e collettiva della nostra storia, del nostro presente e del nostro avvenire.

      Infatti, non si può mai mettere in discussione che la resistenza fu lotta di popolo per la libertà della nostra Patria, oppressa e soffocata dalla tirannide fascista e nazista.

      Le lotte, il sangue versato e le vite spezzate dalla mano fascista, sono coscienza collettiva della nostra Repubblica, della coscienza collettiva del popolo italiano italiano liberato e libero.

      Un percorso che va difeso,perché fondamento delal convivenza civile.

      Occorre,dunque essere tutti vigili e pronti a sconfiggere anche la nuova destra, il nuovo volto del fascismo mascherato di populismo mediatico, insofferente e prepotente del suo leader, Silvio Berlusconi.

      Marco 1979

    • A Marco
      Complimenti, Marco, per la tua intelligenza e per la tua sensibilita’.
      Io di anni ne ho tanti, 63, ma non conta, conta quello che uno ha vissuto e quello che uno ha capito.
      Io ho vissuto poco, perche’ per i primi 30 anni sono stata prigioniera, e per i secondi 30 anni sono stata malata, si vede che doveva essere cosi’. La vita e’ quello che puoi far fruttare non gli anni che sei solo in vita. Spero di leggerti sempre, come spero di leggere sempre Giancarlo ed altri, perche’ ho tanto da imparare da voi tutti.
      Quando ero al liceo mi dettero una borsa di studio e mi regalarono le lettere dei prigionieri della resistenza. Trovai bellissimo che, mentre si aiutava una ragazzina povera a studiare, le si desse per regalo un libro sul coraggio e sull’amore. Oggi sono andate a ricercare quelle lettere. Ti prego di leggerle ancora una volta, ce ne sono al sito

      http://www.romacivica.net/anpiroma/documenti/documenti9.html

      Mi e’ presa la commozione come allora. Una dice:

      Quando il tuo corpo /

      non sarà più, il tuo /

      spirito sarà ancora più /

      vivo nel ricordo di /

      chi resta. Fa che /

      possa essere sempre /

      di esempio./

      Viviana

    • Ancora per Viviana.

      Ho immaginato (subito) la Tua età. Per il vissuto delle parole e per lo spirito di partecipazione, proprio della età che é maggiormente tesa alla conservazione della memoria ed alla saggezza che deriva dalla memoria (soprattutto quella collettiva).

      Quello che non immaginavo erano i trenta anni da prigioniera.

      Non so il perché di questa prigionia.

      Immagino tante cose .....

      Quello che non immagino sono le certe sofferenze, che vengono fuori dalle Tue belle parole.

      Tu, forse, hai voluto lanciare un Tuo accorato appello a noi giovani perché difendiamo la libertà di pensiero e di popolo.

      Spero di cogliere questo Tuo appello.

      Di certo mi impegno a capirlo e a trasformarlo in opportunità di vita !

      Vedi, dalla riflessione sui fascisti, e sulla memoria antifascista, qui si sviluppa una nostra memoria di persone, di italiani che voglionio essere liberi!

      Marco 1979

    • Ciao Viviana e Marco,
      sono felice che il mio sfogo sia servito da punto di partenza per le vostre bellissime riflessioni.

      Giancarlo Pacchioni

    • Caro Marco
      le mia parole come vedi non sono belle per tutti. Sono stata prigioniera per aver avuto in sorte un padre padrone, non puoi capire cosa vuol dire, a volte capita e non solo nelle storie horror, per questo ho conosciuto della vita solo la scuola e ho imparato a sopravvivere scrivendo e amando la liberta’ che non avevo e odiando ogni forma di dittatura dentro casa o fuori, per il resto sono cresciuta sempre rinchiusa, in una solitudine spaventosa, piena di violenze, sapendo che la bellezza del mondo era da qualche parte ma non potevo raggiungerla e che non mi era permesso di vivere nessuna vita per mera crudelta’ mentale. Poi sono scappata dalla prigione sposandomi, ma a quel punto ho cominciato a morire. Strana cosa la vita quando ti scappa sempre e chi e’ vivo lo e’ da un’altra parte. Ci sono molti inferni e a volte e’ dato di conoscerne qualcuno. Ancora una volta mi sono salvata scrivendo. Qualcosa dovevo fare. E morendo, morendo, sono arrivata a 63 anni e non sono stata ancora vinta ne’ ancora morta. Come vedi, e’ stata una gara di resistenza. E ancor oggi scrivo per sopravvivere e so la bellezza che non vedo e spero nella gente che non conosco, come te. La gente e’ bella anche quando non sa di esserlo e se ti attacca e’ solo perche’ non ti conosce e sente il male delle proprie ferite e magari anche tu le fai del male senza volerlo, ma nessuno e’ cattivo.
      Dopo tutto ne e’ valsa la pena. Ho imparato a non lasciare mai l’ultima parola a nessuno, ne’ a mio padre ne’ alla morte, e ora e’ diventato un vizio che mi porto dietro, come scrivere sempre. Quando scrivo riprendo il mio rispetto. Puoi capire perche’
      mi sei molto caro
      viviana

    • A Giancarlo e Viviana.

      Scrivere sapendo che qualcuno (uno o tanti, non importa) é lì che Ti legge, non é mai uno sfogo; e, certamente, é momento di riflessioni.

      Noi siamo partiti dal bisogno di seguire il filo della nostra scelta di popolo libero ed antifascista per approdare a sentire quei sentimenti che, tutti insieme (e pur nella personalissima individualità) ci vedono persone, gente, mai comune.

      In questo sentire sta la differenza che fa di una persona e di un popolo persona libera, popolo libero!

      Nessuno ha diritto ad avere l’ultima parola: anche quando non é più la Tua parola, per il semplice fatto che si é chiusa l’esperienza di vita terrena.

      Le goie e le sofferenze di una vita sono le gioie e le sofferenze della Vita, intesa come valore, non assoluto e pur sempre di valore eterno.

      La Vita, infatti, comunque vissuta, partecipata, é espressione di Libertà. La libertà che attraversa il Tempo e della quale noi siamo strumento e, contemporaneamente, attori.

      Mi é capitato già di leggere le lettere dei partigiani. Vi ho trovato la conferma che fu l’ideale della Libertà che rese quegli uomini liberi, ma anche padri della nostra libertà.

      Un pò come il mistero della Redenzione.
      Il Cristo, il Dio che si é fatto uomo ha consacrato nella Sua morte il nostro essere uomini liberi; e ha dato vita al popolo di Dio.

      Non dimentico che la LIbertà é fondamento della mia e della nostra umanità.

      Per questo sono antifascista come lo é stata la famiglia di mio padre in tempi diffcili: per questo la vita é per me certezza da vivere.

      Vorrei, infatti, saper meritare la vita che mi é data, per me e per gli altri.

      In questo senso, a nessuno é mai data l’ultima parola, finché vi sarà l’Umanità.

      Marco 1979

    • Si’, Marco, credo che tu abbia colto perfettamente molti punti.
      Davanti a quelle lettere dei condannati a morte non immaginavo di commuovermi cosi’ tanto di nuovo
      Forse l’alone della morte rende le persone distaccate e anche migliori, ma tutto quell’amore e’ cosi umano, cosi’ nostro, come fosse sempre qualcuno della nostra famiglia che scrive a noi di cose che conosciamo per amore, e poi quei particolari domestici, vendi la bicicletta, paga le scarpe....
      tutti quei riferimenti a Dio...
      quella certezza che avrebbero continuato a esistere anche dopo la morte, a proteggere i loro bambini..
      ho sempre sentito queste lettere come qualcosa di sacro
      Ma com’e’ possibile che ci sia chi non riesce a capire niente di tutto questo?
      Scrive oggi Furio Colombo:" anche coloro che sono fascisti sanno che furono liberati, sanno che sono stati salvati dal destino tremendo di continuare a fornire corpi umani ai campi di sterminio, di servire da guarnigione per le prigioni e i centri di tortura e per occupare col terrore i paesi d’Europa. I giovani fascisti di allora devono essere grati agli americani, dagli inglesi, alla loro invasione di liberta’. E dovrebbero non dimenticare 23 milioni di morti russi che hanno fatto barriera con i loro corpi alla vittoria nazista"
      Ma Berlusconi ha detto: "....gli alleati liberarono l’Italia combattendo contro i Russi!" Si puo’ immaginare una ignoranza piu’ grande?!
      viviana

    • Del resto, in occasione della recente Giornata della Memoria, la Rai ha fatto di tutto per nascondere il fatto che a liberare i prigionieri superstiti del campo di concentramento di Aushwitz furono i soldati dell’ Armata Rossa.

      Anche questo e’ revisionismo ......

      Keoma

    • Si’, Keoma, ci sono disattenzione o errori che sono voluti come insulti intenzionali. Oggi 25 aprile la RAI e Mediaset non hanno mandato nemmeno uno dei grandi e bellissimi film sulla resistenza e non ne ho trovata traccia su Sky o su Lasette, eppure ci voleva poco per mostrare dignita’, sarebbe bastato ’Le 4 giornate di Napoli’. Invece la RAI manda in onda un servizio con Pierluigi Battista che dice ipocriticamente con faccia da spudorato di non capire come mai, a 60 anni di distanza dalla liberazione, ci sia, adesso, questa recrudescenza, questo bisogno di memoria, e lo dice meravigliandosi molto, come se la cosa fosse bizzarra e inopportuna, mentre sarebe piu’ giusto lasciare che la memoria di cose cosi’ lontane si spegnesse e che cessassero certe divisioni nel paese che ormai non fanno bene a nessuno. Non dice che c’e’ un tale senza memoria alcuna ne’ senso del pudore che ha sventolato in campagna elettorale il libro nero del comunismo, che calpesta la storia e la memoria, che chiama il confino ’luogo di villeggiatura’ e afferma che Mussolini ’ in fondo’ non ammazzo’ nessuno, uno che che ha improntato la sua stessa ragione di essere al potere sulla lotta ai rossi e che ricalca le orme di Mussolini in una presa graduale del potere, distruggendo gradatamente la costituzione e i diritti dei lavoratori, non dice l’equivoco Battista che sulle piazze si sventolava insieme alle bandiere d’Italia o rosse o arcobaleno la scritta: Non toccate la Costituzione!" !. Ma perche’ Battista le sue parole di conciliazione non va a dirle a quel tale? E cosi’ questo Battista in modo vergognoso pronuncia parole vergognose, dice che era molto difficile il 25 aprile per molti giovani fare una scelta, perche’ si trattava ’solo’ di scegliere tra Badoglio e Mussolini in fondo, non tra il diavolo e l’acqua santa (i tedeschi non sono nominati e le atrocita’ fasciste nemmeno) per cui andare a Salo’ era per molti solo "una normale scelta ’d’onore". Che cosa ha detto poi non lo so, me lo sono risparmiato per rispetto a me stessa e per diritto del telecomando
      viviana

    • Viviana,

      non penso che si tratti di erori o disattenzioni. E’ semplicemente il delirio della fine.

      Mentre scrivo guardo su RAI3 il bellissimo servizio sul 25 aprile 1945.

      Trovo la conferma di tutto quanto penso.

      Vedere un Mussolini smagrito e follemente alla ricerca di salvarsi, eh beh penso proprio che la Storia si ripete (torna alla mente il pensiero vichiano sulla Storia, che ritorna con il suo ricorso).

      Se dunque la Storia vive nel suo ricorso, si ripete, significa che presto, molto presto, vi sarà la vittoria del popolo che insorge.

      Dunque,vi sarà un’altra Liberazione !! ....

      Che profeta quel vecchiaccio di Montanelli!

      Lo aveva detto che il Cavaliere, il Berlusca, quello lo devi provare: per non desiderarlo mai più.

      Vedi Viviana, torna il refrain di questo lungo dialogo per capire che antifascismo é un Valore.

      Niente é riuscito, fortunatamente, a farlo deflagare nello sciovinismo della restaurazione, che vuole negare la Storia nel suo inappellabile divenire.

      Per questo, pur profondamente indignato, ho pensato che il nostro Battista, di turno, alla fin fine si sia dimostrato utile; cartina al tornasole, che ci ha fatto sentire uomini veri. Parte di un popolo che ha saputo liberarsi dalla tirannide e dalla ferocia nazifascista, anche pagando un prezzo altissimo di sangue, dolore e distruzioni, consapevole della grandezza della sua guerra di Liberazione.

      Una guerra di popolo, di tutto un popolo, che nella liberazione ha saputo riscattare la follia della sua "impossibile passione fascista".

      Davanti alla Storia ed alla sua memoria indelebile, resta questo riscatto e questo onore ritrovato, perché riconquistato.

      E’ questo l’onore del nostro popolo. Nessuna revisione potrà mai rivisitarlo.

      Mai, infatti, sarà possibile rivisitare la memoria.

      I fascisti, dunque, resteranno sempre tali.

      Gli antifascisti resteranno espressione del riscatto di un popolo e di una intera Nazione, liberata.

      Marco 1979

    • Ovviamente, sono d’ accordo su tutto.

      Pero’ magari ditelo pure a Violante e ai suoi sproloqui sui "ragazzi di Salo" .......

      Ken Parker

    • Appunto!!

      Proprio ieri sera Violante era a "PORTA A PORTA": ho avuto, dunque,la possibilità di sentire cosa aveva da dire in proposito.

      La Tua domanda gli é stata proposta senza troppi giri.

      Egli ha risposto ed ha chiarito.

      La risposta, ineccepibile sul filo del rigore logico nel quale Violante ha inserito la Sua (vecchia) affermazione sui ragazzi di Salò, ha fatto chiarezza su di un punto: i ragazzi di Salò restano consegnati
      alla Storia per la responsabilità delle loro scelte e delle loro azioni !! .....

      Marco 1979

    • Abbiate comunque un po’ di "comprensione ricontestualizzante" per qualche giovanissimo coglioncello d’epoca (tipo Dario Fo...).

      Un fascista é e rimarrà sempre una merda.
      Un partigiano un partigiano (qualche d’uno anche ingiustificatamente violento).
      Ma in mezzo, stragrande maggioranza, c’era un pacco di gente in balia degli eventi e delle ideologie...

      Equiparrare mai. Cercare le sottigliezze dei singoli destini sempre.

      Un caro saluto a Viviana e Marco

      Bruno

    • Qui nessuno vuole dare la croce a persone che, giovanissime, si ritrovarono dalla parte sbagliata.

      Dario Fo e Carlo Mazzantini erano all’ epoca adolescenti.

      Anche persone piu’ grandi di loro in anni precedenti al 43/45 erano stati ferventi fascisti.

      Tra gli altri Pietro Ingrao e anche valorosi partigiani - a Roma ricordo ad esempio alcuni dirigenti di Bandiera Rossa come Vincenzo Guarnera e Felice Chilanti - e questo non puo’ essere una colpa.

      Non e’ pero’ minimamente accettabile che chi, ad esempio Tramaglia, rivendica pienamente quella storia ancora oggi possa poi atteggiarsi a "pacificatore".

      E comunue il buon Violante l’ ha a suo tempo fatta molto grossa.

      Sono state le sue dichiarazioni ad aprire la stura all’ intero dibattito "revisionista" .....

      Keoma