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TUTTI CON I PARTIGIANI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE!

martedì 12 aprile 2005

I Girotondi per la democrazia di Roma comunicano

- CONTRO TUTTI I REVISIONISMI
- CONTRO LO SFASCIO DELLA COSTITUZIONE
- TUTTI CON I PARTIGIANI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE!

La destra insiste: basta con il 25 Aprile

di Maristella Iervasi

La destra continua imperterrita all’attacco dei valori della Resistenza e della Liberazione. La volontà è quella di azzerare, negare: vogliono riscrivere, anzi, negare la storia. Addirittura il sottosegretario Alfredo Mantica (An) dalle colonne del Secolo d’Italia dice «basta con l’antifascismo». E il suo collega di partito, Ignazio La Russa, sottolinea che la Liberazione «è una festa da cambiare».

Al di là delle polemiche, difendere la data del 25 aprile è difendere la Costituzione. Come precisa Virginio Rognoni, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm): «Il 25 aprile è la festa della Liberazione, non una manifestazione qualunque. Può essere equiparata a quello che il 14 luglio rappresenta per i francesi. È la patria che si ritrova sui valori di fondo».

Massimo Rendina, presidente dell’Associazione nazionale partigiani del Lazio (Anpi), quando legge il «pensiero» di Mantica e La Russa si indigna. «Il sottosegretario Mantica farebbe bene a rileggere la storia, la storia del fascismo», dice. E ricorda che il 25 aprile «è una festa nazionale decisa dal popolo italiano: festeggiare simbolicamente la Liberazione, anche se la resa dei tedeschi agli alleati è del 4 maggio del 1945».

Il sessantesimo. Quest’anno la Festa ha una duplice valenza: il 25 aprile prossimo è anche il sessantesimo anniversario di quella giornata. «La Liberazione - sottolinea Rendina - non è una semplice coincidenza di data o di un avvenimento. È una scelta per celebrare la libertà del nostro paese. E quest’anno, proprio per quello che accade, si carica di un ulteriore significato: la difesa della Costituzione. È proprio dalla Resistenza che nasce la carta dei diritti e dei doveri dei cittadini». Quella che oggi si vuol stravolgere mettendo in pericolo la stessa unità nazionale. Si vuole inoltre trasferire al Primo ministro parti delle potestà che la Costituzione assegna al Capo dello Stato e particolarmente la facoltà di sciogliere le Camere. Si mette in forse l’equilibrio fondamentale tra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo.

L’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, con le altre associazioni della Resistenza, ha organizzato manifestazioni in tutt’Italia per il 25 aprile. Accanto alle celebrazioni della data, si segnalano innumerevoli momenti di studio, di dibattito, di approfondimento, come si legge sul sito dell’Anpi.

Ciampi & co. Le iniziative più rilevanti a Milano e Roma. Nel capoluogo lombardo si terrà la manifestazione ufficiale con partecipazione del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Nella capitale, invece, si svolgerà un corteo con la partecipazione dei sindacati, dei partiti e dei movimenti della società civile, che partendo da Porta San Paolo raggiungerà alle 11.30 piazza del Campidoglio, dove sarà rievocato il significato della data (del 25 aprile) e dei valori costituzionali. Interverranno il sindaco Walter Veltroni, il presidente della Provincia Enrico Gasbarra e il presidente della Regione Lazio Pietro Marrazzo, costituzionalisti, partigiani, rappresentanti delle amate inglesi ed americane. Alle 16 il sindaco consegnerà simbolicamente all’assessorato alla cultura del Campidoglio la «casa della memoria e della storia» in ristrutturazione in via San Francesco di Sales 5. Seguirà una manifestazione spettacolo in piazza San Giovanni in Laterano con visite guidate a Via Tasso a cura dell’assessorato alle politiche educative e scolastiche del Comune di Roma.

Oggi la destra tenta in tutti i modi di stravolgere la Costituzione. «Credo che il 25 aprile gli italiani debbano compiere un esame di coscienza collettivo. Una nuova determinazione verso la memoria condivisa e l’amor di Patria. Per ribadire la necessità di promuovere le istituzioni democratiche mettendole al riparo dalle involuzioni cui le sottomette questo governo e per mantenere l’unità nazionale», conclude Rendina.

I valori. Mentre Rognoni, dal convegno «Resistenza e guerra totale» di Brescia, parla anche della proposta di legge che vuole equiparare coloro che morirono combattendo tra i partigiani a coloro che persero la vita schierandosi con i Repubblichini. «Mi auguro che questa proposta di legge non abbia successo - ha detto il vicepresidente del Csm -. La morte non fa distinzione, ma c’erano giovani che stavano dalla parte giusta e giovani che stavano dalla parte sbagliata».

http://www.unita.it/index.asp?SEZIO...

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