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Vigevano : "DALLA RESISTENZA AL NAZIFASCISMO ALLE NUOVE RESISTENZE" con Lidia Menapace

lunedì 21 marzo 2005

"DALLA RESISTENZA AL NAZIFASCISMO ALLE NUOVE RESISTENZE":
SERATA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA CON LA PARTIGIANA LIDIA MENAPACE

"Dalla Resistenza al nazifascismo alle nuove resistenze". Questo il titolo
dell’incontro pubblico dedicato all’attualità dell’antifascismo nel
sessantesimo anniversario della Liberazione in programma venerdì 25 marzo
2005 alle ore 21 presso la sala Leoni di corso Garibaldi 77 a Vigevano
(Pavia).

L’iniziativa è organizzata dal circolo di Vigevano del Partito della
Rifondazione Comunista, in collaborazione con l’associazione culturale Punto
Rosso.

Alla serata interverranno Lidia Menapace, partigiana e componente della
"Convenzione donne contro la guerra", Noemi Tognaga, partigiana e candidata
di Rifondazione Comunista per il consiglio comunale di Vigevano, e Lucia
Rossi, candidata sindaco della coalizione democratica a Vigevano. Introdurrà
l’incontro Roberto Guarchi, capolista di Rifondazione Comunista per il
consiglio comunale di Vigevano.

Questa serata si propone di ricostruire i momenti salienti della lotta
contro il nazifascismo e di offrire alcuni contributi alla riflessione sulla
sua rilevanza nella storia italiana, in particolare per quanto riguarda la
formazione di un’identità nazionale democratica, nel senso autentico della
parola: antiautoritaria, egualitaria e pacifista.

Questa essenza libertaria si coniuga con tutte le lotte di resistenza dei
popoli che si oppongono al nuovo ordine imperiale, imposto dalla
globalizzazione neoliberista attraverso la guerra e la barbarie, e trova una
sua naturale continuità nelle istanze di liberazione del movimento
altermondialista e pacifista.

A sessant’anni dal 25 aprile 1945 c’è però il rischio che il ricordo della
Liberazione dell’Italia dal nazifascismo si trasformi in una commemorazione
istituzionale. Buona parte dei vertici governativi e istituzionali della
Repubblica Italiana è infatti oggi occupata da persone del tutto estranee
alla tradizione resistenziale o impegnate a cancellarne la memoria
collettiva, nel tentativo di riscrivere la storia, o addirittura eredi della
tradizione fascista.

Per opporsi a questa deriva pericolosa per i fondamenti stessi della
democrazia italiana, pensiamo tuttavia che non sia il caso di tornare alle
commemorazioni retoriche.

La conoscenza e la riflessione critica sui fatti che resero possibile la
nascita della democrazia italiana e il riscatto dalla dittatura fascista
costituiscono quindi la miglior risposta ai tentativi di liquidazione di
ogni memoria antagonista.