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Bolzaneto: il GSF si costituirà parte civile.

lunedì 14 marzo 2005

di Vittorio Agnoletto

Come già avverrà il prossimo 6 aprile in occasione dell’apertura del
pubblico dibattimento sulle violenze esercitate dalle forze dell’ordine
nella scuola Diaz, anche in occasione dell’avvio del processo per i fatti
di Bolzaneto il GSF, Genoa Social Forum, si costituirà parte civile. Già da
ora assicuriamo la nostra determinazione, qualora i reati cadano in
prescrizione, affinché sia la Corte Europea ad essere chiamata a pronunciarsi.

La memoria dei PM ricalca fedelmente in tutti i particolari le
testimonianze rilasciate nelle giornate del luglio 2001 dai giovani vittime
delle violenze effettuate dalle forze dell’ordine. Quella che fino ad ora
era una verità per una gran parte degli italiani, comincia finalmente ad
essere riconosciuta anche nelle aule di un tribunale.

Di fronte alle oltre 500 pagine depositate dai PM, non vi è dubbio che
simili violenze siano state commesse da chi era certo di poter godere
dell’impunità e del consenso dei propri superiori. E’ necessario che oltre
ai responsabili materiali delle torture, siano individuati, e processati, i
“mandanti”, ossia coloro che avendo in quel momento la responsabilità
apicale dell’ordine pubblico, e della gestione politica delle giornate
genovesi, hanno autorizzato o comunque tollerato e poi coperto le violenze
consumatesi a Bolzaneto e alla scuola Diaz.

Coloro che sono accusati dai PM devono essere sospesi cautelativamente
dall’incarico in attesa della sentenza: nessun cittadino potrebbe infatti
sentirsi tutelato da chi ha obbligato un giovane a infilare il volto in una
latrina e da chi ha obbligato una ragazza a spogliarsi minacciando violenze
sessuali...(per citare solo alcuni episodi ricordati nella memoria depositata
ieri)

I capi d’imputazione citati dai PM non lasciano dubbi: a Bolzaneto sono
stati cancellati i diritti civili e sospesa la Costituzione, sono state
praticate vere e proprie torture. E’ necessario che l’Italia, rispondendo
alle indicazioni delle Nazioni Unite, istituisca il reato di tortura, ma
modificando profondamente il disegno di legge presentato dal governo,
secondo il quale per parlare di tortura è necessario che un reato venga
reiterato almeno due volte: in tal modo sarebbe necessario una ripetizione
delle violenze verificatesi a Bolzaneto per poter affermare che vi sono
state delle torture! Nessun cittadino, nessuno Stato, nessun governo, può
auspicare una simile assurdità.