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Chi è la gente di Chiaiano

domenica 25 maggio 2008

di Gennaro Carotenuto

Chissà il resto d’Italia come se l’immagina uno che abita in Via Cupa del Cane, a Chiaiano, a pochi metri dalla discarica l’apertura della quale deve già salvare il governo Berlusconi. Questo si è infilato in un vicolo cieco per il quale o passa sopra i manifestanti, a qualunque prezzo, o ha già perso una fetta importante di credibilità.

L’immaginario collettivo, orientato dai media, dipinge gli abitanti di Chiaiano e dell’hinterland napoletano come se fossero tutti dei trogloditi semianalfabeti che vivono di espedienti, spaccio, commercio illegale, ovviamente sempre e tutti manovrati dalla camorra.

Questa suburra incivile non ha diritto di protestare, ristabilire la civiltà è indispensabile, a volte il manganello è necessario dicono a destra e pure le tre scimmiette a sinistra che non vedono, non sentono e non parlano.

Come si è arrivati a questo punto non importa, e i rifiuti da qualche parte bisogna metterli, meglio che tocchi a loro, branco di trogloditi. Non importa che la Campania, con la complicità dei politici e degli industriali del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia Romagna (buoni quelli…) sia da trent’anni lo sversatoio dei rifiuti d’Italia. Non importa che i politici e gli imprenditori veneti facciano affari con la camorra se a pagare non sono i cittadini veneti ma i campani.

Non importa che la provincia di Napoli sia la penultima per dimensione d’Italia (un fazzoletto) e la terza per popolazione e quindi materialmente un posto dove mettere i rifiuti. Napoli deve fare la propria parte. Ricordano del nimby (non nel mio giardino) per irridere alle ragioni di questa gente, e li descrivono come ignoranti ed egoisti che vogliono fermare la civiltà.

Casualmente conosco una giovane coppia che abita nell’epicentro di una discarica. Entrambi impiegati (anche laureati se fosse importante), hanno due bambini piccoli. Hanno comprato un appartamento modesto contando sul fatto che il piano regolatore prevedeva (carta canta) che affacciasse su di un parco. Tra una permuta e il mutuo da 200.000 euro dovranno pagare per trent’anni.

I bambini dovevano giocare nel parco, ma da un giorno all’altro qualcuno ha deciso per loro che dovranno giocare in una discarica e che centinaia di camion passeranno sotto la loro cameretta 365 giorni all’anno. La casa vale oggi un quarto di quello che valeva cinque anni fa (perchè anche a Chiaiano, o a Pianura un appartamento di 80 metri vale 400.000 Euro e non è colpa della camorra ma di questo modello di sviluppo) e loro non la possono né vendere, né lasciare il lavoro. Con la discarica perdono materialmente tutto.

Mala suerte, a chi tocca tocca, come uno scippo, o un terremoto o un tumore che prende a te e non a lui, e non sai perchè. Meglio a loro comunque, trogloditi nullafacenti. Come loro in piazza scendono migliaia di famiglie normali e vecchi contadini che salvaguardano il piccolo orto di una vita ormai lambito dalla metropoli in una terra modellata dal millenario lavoro contadino.

Sono famiglie piccolo borghesi come ve ne sono in tutta Italia, che vogliono solo vivere in pace, e che non sono né manovrate dalla camorra, né dai verdi. Sono famiglie che stanno lottando per la loro vita. Tutti sanno che hanno già perso perchè il governo non può perdere e perchè non c’è opposizione. Ma loro non possono arrendersi e non si arrenderanno. E questa storia finirà molto male.


Messaggi

  • Il popolo di Napoli sta’ facendo una resistenza molto dignitosa e coaggiosa. Non credo che sia solo per la salute degli stessi Napoletani ma e’ una presa di coscienza che solo pochi sanno apprezzare.

    In un mondo afflitto dal consumo e’ molto difficile dover rinunciare al propio benessere temporaneo per un futuro migliore. In questo i Napoletani danno una lezione a tutti gli Italiani in termini di coraggio ed umilta’. Infatti il popolo Napoletano si cintraddistingue esattamente per questo: coraggio e umilta’.

    La presa di coscienza dei Napoletani e’ da valorizzare e la loro rivolta e’ da ammirare:

    dovreberro fare da insegnamento a tutti coloro i quali hanno sempre ceduto alle idee che essere meridionale e’ sempre un po’ un "adattattarsi a non morire".

    Salvatore Fiore

    • I rifiuti devono essere messi da qualche parte ma anche un bambino capisce che la soluzione non è fare una discarica in mezzo alle case agli ospedali.
      Le discariche si fanno in aperta campagna lontano dai centri abitati.
      La popolazione di Chiaiano ha ragione solo chi capisce di impicci televisivi e letteronze può pensare di governare con i manganelli senza ascoltare nessuno se non la propia megalomania da cummenda "Adess ghe pensi mi".
      Industriali di grande successo con la politica nella loro azienda che si fanno le leggi per salvarsi dal fallimento e dalla galera,cosi tutti sono capaci di guadagnare sulle spalle di un popolo bue.

    • Il popolo di Chiaiano pronto alla sfida "Berlusconi irresponsabile"

      Autore:
      Conchita Sannino

      Chiaiano sarà discarica anticipa il premier. Una sorpresa per la gente
      "Governo come i black block". Domani la festa per presidiare le strade

      NAPOLI - Contrordine, comitati. La Chiaiano che si preparava alla festa di domani si ricompatta sulla sfida allo Stato. "Il governo è sicuro della idoneità della discarica", sancisce il premier. Bastano quelle parole per spezzare una tregua.

      La tensione riaffiora dopo sette lunghi giorni di guerriglia, di barricate, mediazioni, di aut-aut della polizia e riunioni-fiume in prefettura. I più cauti la definiscono una sortita "irresponsabile". Gli estremisti della lotta la chiamano "pura provocazione: questo è un governo black block".

      Chiaiano sarà discarica, anticipa dunque il Presidente del Consiglio. Una certezza scagliata a sorpresa sulla gente che aspettava i risultati delle analisi su terreni e pareti del sito, i cosiddetti "carotaggi", per avere un verdetto finale. Amaro e negativo magari, ma finale. Chiaiano si farà, svela Berlusconi, e accanto al governo c’è tutta la compattezza degli enti locali. Chi era presente al vertice con il premier ed i ministri, aggiunge che gli stessi amministratori locali, il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino, "hanno chiesto al governo di andare avanti". Notizie che esplodono come micro-bombe a quindici chilometri di distanza dal tavolo della prefettura di Napoli. Parte la mobilitazione: centinaia di persone attivate via sms alla periferia nord di Napoli.

      L’annuncio spezza la calma faticosamente raggiunta nell’inferno di via Cupa del Cane. Conferma l’esistenza di indagini che erano evidentemente alla base dell’ordinanza di apertura per quella cava, già firmata dall’allora commissario Gianni De Gennaro. Chiaiano, raccontano ora intellettuali e giovani dei centri sociali che abitano nei paraggi, si preparava a una festa con i "compagni della mobilitazione" di Val di Susa e di Vicenza, una manifestazione fissata per domani, partecipazione prevista almeno 5mila persone.

      I più cauti definiscono "le dichiarazioni di Berlusconi sconcertanti e irresponsabili". Gli altri, i no-global e i professionisti della mobilitazione contro la discarica a Chiaiano, puntano il dito contro "la presa in giro degli accertamenti in corso in queste ore a Chiaiano: evidentemente, una farsa".

      "Se il premier ci voleva rovinare la festa, sappia che non ci è riuscito". Invece sì. Invece i sorrisi si dileguano di nuovo e riaffiorano facce tese, domande dure, clima grigio. L’improvvisata kermesse di Chiaiano, la "festa della primavera" era stata autorizzata l’altro giorno dal Comune di Marano a tempi record in seduta straordinaria. Durata prevista sette giorni: un espediente politico-sociale per presidiare le strade della rivolta con canti, musica, dibattiti e soprattutto assemblee. Invece la speranza si infrange.

      La polizia torna ad aumentare il presidio in zona. Intanto i cittadini lanciano un appello extra lotta, insieme al sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. "Sono giorni che chiediamo di liberarci dai cumuli di rifiuti che infestano le nostre strade - spiega il primo cittadino - tonnellate e tonnellate di immondizia aspettano di essere rimosse, ma lo staff di Bertolaso non ci dà l’ok ad uno sversamento eccezionale di rifiuti "tal quale". Come si fa in queste condizioni a chiedere fiducia e collaborazione ai cittadini?"

      E sui cumuli inevasi, ora scende la delusione rabbiosa. Pietro Rinaldi, 30 anni, cittadino di Chiaiano, ma soprattutto attivista del centro sociale occupato "Insurgencia", chiede provocatoriamente: "C’è stato per caso un commissariamento del commissario o sottosegretario Bertolaso?". La tesi dei no-global è questa: "Se è vero che solo domenica scorsa il capo della Protezione civile firmava insieme a noi, comitati di protesta, un atto in cui assicurava che la decisione della discarica a Chiaiano era vincolata all’esito degli accertamenti che stavano per cominciare, perché d’un tratto apprendiamo che il nostro Presidente del Consiglio è già sicuro della "idoneità del sito"?"

      Intorno a Pietro, applausi, risate, rabbia. "Allora due sono le cose - prosegue lui - o Berlusconi ignora quello che dice; oppure aveva già la risposta dei rilievi nel cassetto, mentre il sottosegretario ci lasciava intendere cose diverse. Da queste ipotesi discende che allora è il governo a comportarsi da vero black block. Da parte nostra abbiamo trasformato la tensione della lotta in una energia per la festa". Antonio e Vincenzo, operatori sociali, promotori del comitato per Chiaiano, aggiungono: "Quella di domenica già doveva essere una festa per cinquemila persone: rumorosa, incavolata e pacifica. Vorrà dire che noi dimostreremo più senso di responsabilità di quanto ne abbia mostrato il governo Berlusconi. Dopo queste nuove dichiarazioni sul futuro di Chiaiano, sarà una giornata più rumorosa, molto più incavolata, ma ancora più pacifica".

      Ma la vicenda Chiaiano presenta anche altri aspetti, esaminati eri al tavolo della Prefettura, dal premier Berlusconi e dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Sarebbe già allo studio un piano di bonifica integrale per la periferia a nord di Napoli, sostenuto da almeno 30 milioni di fondi. Il ministro Prestigiacomo si è già concentrata sulla necessità di una intervento di bonifica su Chiaiano. Ma rivela: "Non capisco perché su 150 milioni già previsti per tali iniziative nulla del genere sia stato fatto. Qui non si tratta di bypassare gli enti locali. Ma di responsabilizzarli. Ecco perché martedì prossimo mi incontrerò con il governatore Bassolino".

      (31 maggio 2008)

      www.repubblica.it