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Liberazione, sessant’anni in buona Costituzione

lunedì 25 aprile 2005

Straordinaria mobilitazione in tutta Italia nell’anniversario della vittoria sul fascismo

di Checchino Antonini

Memoria collettiva: stando a un sondaggio sul famoso portale Virgilio, pare che un quarto degli "internauti" ignori il motivo della festa del 25 aprile. Su 14mila risposte pervenute, rispetto a un "panel" di opzioni suggerite, solo il 76% ha azzeccato quella giusta. Per un 10% quella di domani sarebbe la festa che ricorda la liberazione del paese dalle forze alleate e una percentuale di un solo punto più piccola crede sia l’anniversario della prima festa dedicata al nostro quotidiano.

Certo non sono nostri lettori. Nervo scoperto quello della memoria collettiva. Una manciata di anni fa, un’indagine tra i liceali milanesi rivelava che per 3 quarti degli interpellati la strage di Piazza Fontana fosse opera delle Br. Alla vigilia del 60° anniversario della cacciata di nazisti e fascisti, il Museo storico della Liberazione (quello sorto nei locali di Via Tasso, a Roma, dove la Gestapo torturava gli arrestati) lancia un appello per potenziare i propri servizi.

"Non riteniamo conclusa la nostra attività nella documentazione sul passato lontano", scrive il presidente del Museo, il professor Parisella, chiedendo a tutti di documentare scritte murali, manifesti, striscioni a carattere fascista, nazista o razzista visto che si intende documentare "le ragioni permanenti e le motivazioni che animarono la lotta di Liberazione".

Presente: sarà che è un anniversario "tondo", sarà che sono già quattro anni che imperversano i repubblichini tra i reality di Palazzo Chigi e le fiction televisive, sarà che l’attacco alla Costituzione - quella scritta e quella materiale - è davvero giunto a livelli indigeribili ma quest’anno ci sono centinaia di iniziative grandi e piccole per ricordare e ricontestualizzare la Liberazione. Leggere la nostra pagina di "Incontri" per credere. Ma i segnali sono molteplici. Gruppi piuttosto popolari da una quindicina d’anni come Yo-Yo Mundi e Gang hanno dedicato alla Resistenza i loro recentissimi lavori. I loro progetti si confrontano con la tradizione, ricercano la "storia risaputa" ma la contaminano con linguaggi più moderni alla ricerca di una narrazione per il presente.

Perché è al presente che parla questo 25 aprile molto particolare giocato su cento piazze e in tutti i luoghi possibili. Giovanna Marini, quella dei treni per Reggio Calabria, sarà a Genova già stasera, prima in una nota libreria del centro, poi in Piazza Matteotti. Per domani, a Boccadasse, Giampiero Alloisio, altro cantautore, ha scritto uno spettacolo per "una spiaggia, due piazze e quattordici palcoscenici". Ma quasi in ogni centro sociale e in ogni casa del popolo sono in cartellone spettacoli che mescolano passato e presente come fa l’Istituto De Martino a Sesto Fiorentino. Ovunque ci saranno cerimonie ufficiali curate dalle associazioni partigiane e manifestazioni di movimento, comunque attente alle resistenze in corso.

"Un 25 aprile particolarmente intenso", dice Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione che rammenta le parole di Piero Calamandrei, quelle a proposito delle montagne come luogo di pellegrinaggio poichè è lì - dove caddero i partigiani - che nacque la Costituzione, "che oggi è minacciata da una controriforma. Ma in questi anni è cresciuta, sul terreno della lotta per la pace e contro la globalizzazione neoliberista, una nuova domanda di democrazia che segnerà la iniziative di domani", spiega Bertinotti che, con tutta la segreteria nazionale del Prc, ha aderito all’appello per la mobilitazione per il 60° lanciato da Bocca, Curzi, Menapace, La Valle Pesce, Rendina, Rossanda Carla Voltolina Pertini, Tullia Zevi, Ricca, Sylos Labini. La manifestazione centrale è quella di Milano dove un corteo partirà da Piazza Oberdan alle 15.30, dopo che - in mattinata - si saranno svolte le onoranze per i caduti e alle 16 sarà scoperta una lapide dedicata a Riccardo Lombardi. In Piazza Duomo i discorsi ufficiali concludi dall’intervento di Ciampi. Presente, tra gli altri, il ministro Pisanu, membro di un governo che vorrebbe equiparare i repubblichini ai combattenti partigiani e degli eserciti alleati. Anche contro questo la straordinaria mobilitazione guidata dall’Anpi che, nella campagna di denigrazione della resistenza, scopre lucidamente l’attacco più generale alle conquiste scritte in Costituzione. A Roma il secondo appuntamento con il corteo che si muoverà alle 9.30 da Porta S. Paolo dove ebbe inizio la resistenza romana. Manifestazioni sono previste anche a Torino, Napoli e in altre città. In Toscana, la rete di comitati contro le basi Usa e Nato suggerisce di caratterizzare il 25 aprile contro la guerra permanente manifestando a Camp Darby (appuntamento alle 10 di fronte alla base per presidio, pranzo popolare e concerti fino a sera).

Intanto, ieri pomeriggio, il maldestro contegno delle forze di polizia - interposte tra un corteo antifascista e un gruppetto di attivisti di Forza Nuova inneggianti a Hitler e al "lutto nazionale" del 25 aprile - ha provocato momenti di tensione e lo sconcerto dei cittadini che uscivano dalla chiesa dell’Annunziata. Molti di loro chiedevano agli agenti perché proteggevano i fascisti e hanno tentato di spiegare la Costituzione ai militari, in particolare le norme che vietano la ricostituzione del partito fascista.

http://www.liberazione.it/giornale/050424/LB12D69C.asp